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Dalla redazione
lunedì 5 giugno

La Liguria e i suoi vini

Un racconto appassionato della terra e dei suoi vini “mediterranei”

Cecilia Romano

Un racconto appassionato della propria terra e dei suoi vini “mediterranei”, fortemente rappresentativi di una piccola regione difficile, un lungo arco di montagne e ripide colline che degradano verso il mare senza lasciar spazio a zone pianeggianti dove le vigne, non di rado a picco sul mare, costringono a condizioni di lavoro impegnative che qui assumono i tratti di viticoltura eroica.

Scarsa lingua di terra che orla il mare, chiude la schiena arida dei monti; scavata da improvvisi fiumi; morsa dal sole come anello d’ancoraggio; percorsa dalla farsa; combattuta dai venti che ti recano del largo l’alghe e le procellarie- ara di pietra sei, tra cielo e mare levata, dove brucia la canicola aromi di selvagge erbe.

Così il poeta Camillo Sbarbaro ci definisce i tratti salienti di questa splendida regione, e dei suoi versi struggenti ne fa menzione il nostro appassionato relatore Marco Rezzano, che con grande trasporto ci ha resi partecipi tutti di una interessante serata di degustazione il cui filo conduttore ne è stato certamente il concetto di mediterraneità che caratterizza i vini liguri.

Il mare, i monti quindi, la brezza e le pendenze, il sole e la luce, tutto l’insieme si manifesta nei vini come un piacevolissimo binomio/equilibrio tra le note più o meno incisive del fiore e del frutto, della sapidità di mare e delle erbe aromatiche e officinali.

Il percorso degustativo scelto da Marco Rezzano ha visto prendere in esame le varie denominazioni nel seguente ordine:

Valpolcevera Bianchetta DOC della cantina Andrea Bruzzone.
Ci troviamo in Valpolcevera, in provincia di Genova, in particolare nella sottozona di Coronata, dove le uve Albarola qui esprimono al meglio i connotati tipici di freschezza e lieve acidità, sobrietà ed eleganza.

Colline di Levanto Bianco DOC della cantina Levantese
In provincia di La Spezia, in un piccolo lembo di terra, le colline di Levanto che degradano dolcemente verso il mare. La denominazione imporrebbe l’utilizzo del 40% minimo di Vermentino, del 20% minimo di Albarola e del 5% minimo di Bosco. Già in questo vino il primo approccio con il Vermentino è immediato e riconoscibile: vitigno dall’ampio spettro aromatico, soprattutto nella delicata componente floreale e vegetale che richiama le erbe aromatiche e officinali.

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Colli di Luni Vermentino DOC della cantina Ottaviano Lambruschi
Si tratta di una delle rare DOC interregionali che comprende più di 14 comuni in provincia di La Spezia e una piccola porzione della provincia di Massa Carrara. Forse la terra più vocata al Vermentino con le sue colline protette alle spalle che degradano dolcemente verso il mare, consentendo una ottima escursione termica tra il giorno e la notte nonché un terreno povero e pietroso. Azienda storica, collocata nella vigna di Costamarina, letteralmente strappata alla pineta con coraggio e difficoltà. Il suo Vermentino è ricco di personalità ed espressività basate su una freschezza, incisiva sapidità e persistenza.

Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC -“U Baccan” della Cantina Bruna
Il vitigno Pigato, parente stretto del Vermentino, da considerarsi un autoctono ligure, qui è vinificato in purezza e ci regala sentori che spaziano dalla pesca all’albicocca matura, dalla camomilla ai fiori di campo e colpisce per il suo equilibrio gusto olfattivo.

Golfo del Tigullio Ciliegiolo DOC della cantina Bisson
La zona è quella della splendida baia di Portofino, in provincia di Genova, in cui si produce prevalentemente Vermentino ma che non disdegna il Ciliegiolo, vitigno autoctono che non ama molto il sole né maturare troppo e per questo ci regala in bocca lievi persistenza e tannicità, una buona acidità con richiamo olfattivo alla ciliegia con leggera nota vegetale.

Ormeasco di Pornassio Superiore DOC della cascina Nirasca (provincia di Imperia).
Si tratta di un Dolcetto dal raspo verde, che qui in montagna manifesta una spiccata acidità, in perfetto equilibrio con un tannino garbato. In bocca esplode il frutto rosso, la nota vegetale ma anche una speziatura pungente di pepe.

Rossese di Dolceacqua DOC della cantina Terre Bianche
Le vigne anche molto vecchie, sono impiantate su ripidissimi terrazzamenti e crescono su terreni marnosi friabili. Il vino rosso purpureo presenta note fruttate di bacche rosse con accenti di spezie ed erbe aromatiche, un tannino significativo ma sobrio ed elegante.

Cinque Terre Sciacchettrà Riserva DOC, Terra di Bargon
Dalle uve Bosco, Albarola e Vermentino nasce l’affascinante vino passito tanto famoso, oro e orgoglio delle Cinque Terre, che sintetizza la fatica disumana per la sua produzione, se solo si pensa agli interventi necessari per lavorare le ripidissime vigne che da Riomaggiore, Vernazza e Monterosso precipitano nel Mar Ligure. Un vino ricco di sentori di noci, frutta secca e disidratata, ma anche note di china, rabarbaro e infine quelle marine di “muscolo” e alghe.

Un sentito ringraziamento per l’ottima serata svoltasi e le emozioni che ha regalato, va fatto al sommelier professionista Marco Rezzano, a tutto il personale dipendente dell’Hotel Expo per professionalità e disponibilità dimostrata e ai sommelier in servizio per la precisione e cura nel servizio.

Album completo della serata

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