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Dalla redazione
giovedì 5 ottobre

La Val De Loire

Mosaico di vini e terroirs

Arianna Cavion

Metti una sera di settembre, metti un relatore d’eccezione, Monsieur Guy Vatus - la nostra “enciclopedia” dei vini di Francia -, metti un fiume, la Loira, con il suo vastissimo territorio, metti una selezione di vini diversi, intriganti, stupefacenti, metti un parterre numeroso ed attento, metti l’idea di abbinamento di formaggi profumati e persistenti, ed ecco creata la ricetta perfetta per una serata dal sapore semplice ma allo stesso tempo fresco ed innovativo: perché di “Vins blancs de la Loire” se n’è sempre parlato ma la differenza la si può fare davvero.

Sicuramente non è semplice parlare di un territorio così vasto che nella sua varietà pedoclimatica - dal clima oceanico della zona Ovest al clima più continentale delle zone ad Est fino alle zone vulcaniche delle aree centrali - racchiude la bellezza di quelle nuances o sfumature che così tanto caratterizzano i vini bianchi della Loira.

La regione della Loira, terza in Francia per la produzione in ettolitri di vino e quarta per estensione vitata, ci propone il meglio delle produzioni in purezza di vitigni come chenin e sauvignon blanc, con un’attenzione particolare anche per il “Melon de Bourgogne”, ossia il Muscadel, che proprio qui assume sfaccettature interessanti.

La storia ha contribuito, con le sue peripezie, a creare quello che ad oggi è un patrimonio di biodiversità e di importanza innegabili per la Valle della Loira. I suoi terroirs - Pays Nantais, Anjou, Saumur e Sancerrois - costituiscono l’estensione più grande d’Europa di patrimonio Unesco e racchiudono l’essenza dei suoi vini che proprio dal terreno e dal clima di questi terroirs riconoscono e definiscono le loro caratteristiche.

Vouvray, Sancerre, Touraine, Muscadet, Saumur e Savennières, per un giro della Loira in 8 vini che descrivono e allo stesso tempo distinguono le provenienze e l’impronta produttiva. Chenin, ma anche Sauvignon Blanc e Muscadet, tutti contraddistinti da un’innegabile freschezza, dai profumi netti e precursori di grandi doti di affinamento.

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Pagine di degustazione

  1. Vouvray – Ancestrale 2014 – Domaine Vincent Carême: uno Chenin di una cuvée ancestrale di un colore giallo paglierino brillante, dalla fine bollicina. Accattivanti fin da subito le note cremose, con un finale di tostatura. Un palato citrino, agrumato che donano una grande freschezza mentre la bollicina pungente ma piacevole rilancia la sua morbidezza. Aspettative di  grande affinamento.
  2. Sancerre – Les Monts Damnés 2015 – Domaine Martin: un Sauvignon Blanc brillante nel bicchiere che fin da subito si rivela per le sue note dolci ma prepotentemente fresche. Già al naso ci indica un grande equilibrio che ritroviamo in bocca dove abbiamo parti morbide ben definite, persistentenza gusto olfattiva ed una mineralità che rilancia il vino.
  3. Touraine – Coeur de Roche 2014 – Domaine Merieau: Sauvignon Blanc giallo intenso, brillante. Note nocciolate e pepate, buccia di limone e crosta di formaggio. Al palato dona anch’esso una grande freschezza per un vino elegante che rivela la sua natura di vigna vecchia.
  4. Muscadet – Les Moineries 2011 – Domaine des Hautes Noëlles: dalla zona di Muscadet-Côtes-de-Grandlieu una vigna vecchia che produce questo Muscadet complesso. Note di crosta di formaggio, mela verde e mandorla. Una persistenza gustativa lunghissima che lascia al palato tutte le sue componenti: dolcezza, mineralità e sentore vegetale. Abbinamento con cialde di parmigiano.
  5. Vouvray – Se 2016 – Domaine Vincent Carême: altro Chenin Blanc per la Maison Vincent Carême. Profumi delicati di pesca bianca e mela gialla. In bocca si sostiene con buona mineralità.
  6. Saumur – L’Insolite 2016 – Domaine des Roches Neuves: note di mandarino e pompelmo rosa che virano, agitando il bicchiere, a note delicatamente floreali per uno Chenin intrigante. Gusto pieno che regala una grande mineralità. Equilibrio.
  7. Savennières – Clos du Papillon 2015 – Domaine du Closel: affinamento 12 m. sur lie in barrique vecchie per uno Chenin che possiamo definire nobile. Grande complessità di sentori che vertono su sfumature agrumate e di frutta tropicale, nonché un ampio ventaglio di erbe aromatiche. Vino rotondo, estremamente minerale. Eleganza e grande potenziale di affinamento.
  8. Vouvray – Moelleux 2015 – Domaine Vincent Carême: terzo vino di Vincent Carême, per un nuovo Chenin, in una versione Moelleux. Spiccano subito al naso note di albicocca e confettura. Si distingue per una freschezza inaspettata che, grazie ad un ottimo lavoro sugli zuccheri, fa guadagnare in bevibilità per un prodotto dove l’alcol, sapientemente dosato, sostiene un vino che risulta appetitoso. Abbinamento con formaggi stagionati.
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