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mercoledì 27 dicembre

Una giornata in Friuli con Specogna

Un sabato fuori regione nel cuore del Collio

Vanessa Olivo

Sabato 2 dicembre la delegazione di Venezia ha organizzato una visita fuori porta per conoscere una delle cantine più apprezzate del Collio, l’azienda agricola Specogna a Corno di Rosazzo. Ad attenderci sono proprio Cristian Specogna e la compagna Violetta che ci accolgono calorosamente. La giornata è splendida, il sole si riflette sulle montagne innevate dietro le colline e l’aria frizzante ci fa compagnia per una passeggiata tra i vigneti, mentre Cristian ci racconta la storia di questa realtà d’eccellenza. Nata nel 1963 per opera del padre Graziano, che diede il primo impulso di qualità all’attività di viticoltura già avviata dal padre Leonardo. A lui il merito di aver acquistato un terreno  su una collina della Rocca Bernarda, dove tutt’oggi si trova buona parte dei vigneti. Oggi l’azienda, sempre a conduzione familiare, è guidata da Cristian e dal fratello Michele.

Tre sono le caratteristiche fondamentali che hanno fatto la fortuna del Collio quale terroir in cui si realizza un perfetto connubio tra clima e terreno: le escursioni termiche tra giorno e notte - basilari per la formazione delle componenti aromatiche e della freschezza del vino, la ventilazione - che soprattutto in estate garantisce un clima più secco scongiurando le problematiche legate all’insorgere di muffe, e il terreno costituito dalla famosa ponca friulana, ovvero stratificazioni di marne e arenarie di origine eocenica.

Dopo una visita alla cantina e alla bottaia, ci rechiamo presso l’enoteca Villa Nachini, dove ci attende la degustazione dei vini più rappresentativi dell’azienda abbinati a piatti locali.

Arrivano i primi tre vini, serviti con un risotto di cicoria, speck di Sauris e taleggio, di cui il capofila è il Friulano 2016, piena espressione della tipicità, con un’evidente nota di frutta secca, mandorla in primis, avvolgenza e freschezza al palato, e notevole persistenza aromatica. Segue il Pinot Grigio 2016 che affascina per il suo colore ramato frutto di una macerazione sulle bucce, mentre l’impatto olfattivo gioca su sentori fruttati e al palato denota una buona freschezza. Il Sauvignon 2016 trova la sua espressione prevalente su note vegetali di bosso e minerali di gesso.

Assaggiamo poi tre vini della linea Selezione che nascono dai migliori vigneti e da particolari metodi di vinificazione. Identità 2015, nasce dall’unione dei tre vitigni autoctoni più rappresentativi del territorio: tocai friulano – che rafforza struttura e corpo, malvasia – essenziale per una maggiore complessità aromatica, e ribolla gialla – apportatrice di freschezza. Vino dalla spiccata ed elegante personalità olfattiva, che si esprime su note agrumate, frutta secca, pesca bianca, frutta esotica, salvia e pepe bianco. Il sorso è compatto, intenso e ricco, con una vivida nota di freschezza che dà slancio. Il Pinot Grigio Ramato Riserva nasce dall’unione con metodo solera delle annate 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, metodo che consente di accompagnare le peculiarità di una vecchia annata apportatrice di struttura, corpo e complessità, con freschezza e piacevolezza di un’annata più recente. Spesso bistrattato, questo pinot grigio nasce dalla sfida di voler dimostrare come anche questo vitigno possa diventare espressione di tutto rispetto dell’incessante trascorrere del tempo. Il colore è ramato, si esprime con un’intensità e una lucentezza tali da conquistare lo sguardo a prima vista. All’olfatto gioca su un equilibrio dolce-acidulo, con note fruttate di ribes, melograno, scorza di arancia amara, malto, spezie dolci, note evolutive di distillato. Al palato si avverte un delicatissimo tannino mentre in retrolfattivo tornano l’arancia amara e il tocco di distillato.

Il terzo vino è il Duality 2015, sauvignon 100%, che nasce dall’unione delle uve ottenute da due vigneti coltivati in versanti opposti della stessa collina: nord est, dove si sviluppano maggiori escursioni termiche determinanti per maggiori complessità aromatica e freschezza, e sud ovest, dove si raggiungono maturazioni più elevate che garantiscono struttura, calore e morbidezza. La ricerca di equilibrio tra gli opposti è ben rappresentata dall’eleganza che questo calice emana: note di frutta tropicale, pompelmo, fiori di sambuco, menta, freschezza e sapidità al palato e notevole persistenza aromatica.

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In seguito vengono serviti del brasato di angus al refosco e un tortino di patate in tecia abbinati a tre rossi. Il primo è un Merlot 2015 che mantiene le tipiche note fruttate di frutti di bosco con morbidezza e struttura al palato. Il secondo è Uve Rosse 2010 di Toblar, cantina nata da un progetto dei fratelli Cristian e Michele Specogna di conservazione della tradizione vinicola friulana, che lavora uve per lo più acquistate da piccoli e selezionati vignaioli delle zone a Denominazione di Origine Controllata dei Colli Orientali del Friuli, del Collio e dell’Isonzo. L’Uve Rosse è un blend di merlot (40%), cabernet (40%) e refosco (20%), dove quest’ultimo apporta freschezza e impronta territoriale. E proprio il marchio del territorio lo troviamo nell’ultimo dei rossi, il Pignolo 2012, che si esprime all’olfatto con note di prugna, mora di gelso, cacao, vaniglia, mentre al palato il sorso è pieno e compatto, grintoso, con freschezza e tannino che danno slancio e persistenza.

La chicca finale è il Ramandolo 2011 di Toblar in abbinamento allo strudel di mele. Le uve di verduzzo friulano nella vendemmia 2011 sono state raccolte nella prima metà di novembre e il vino è maturato quattro anni in piccole botti di acacia e gelso. Colore dorato, di buona consistenza, solletica l’olfatto con sentori di miele d’acacia, albicocche disidratate, frutta secca, fico e dattero e ginestra. Al palato si avverte una leggera nota tannica astringente che si abbina a una consistente presenza di zuccheri e sensazioni morbide riequilibrando il sorso. Nel finale regala ritorni di miele di castagno.

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