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giovedì 1 febbraio

Il Lugana e le sue poliedriche espressioni

Una degustazione di otto vini per conoscere il Lugana e il suo territorio

Gianluca Casagrande

Primo appuntamento dell’anno per AIS Belluno. Il 26 gennaio, nella splendida struttura del ristorante Nogherazza, la sommelierie bellunese ha incontrato il Consorzio del Lugana, una DOC sita sulle rive del lago di Garda. Il Lugana sta vivendo una crescita importante negli ultimi anni, sia dal punto di vista qualitativo, sia per l’apprezzamento da parte dei consumatori, che siano esperti o semplici amatori. A fare gli onori di casa la delegata Nicoletta Ranzato, che ha introdotto il relatore Claudio Serraiotto, degustatore e relatore ai corsi AIS, e una “spalla” di grande spessore per competenza e carisma, Angela Rech, anche lei degustatore e responsabile per la didattica di AIS Belluno. L’esperienza, unita alla conoscenza del territorio preso in esame e alle doti di degustatore di Claudio, ci ha fatto conoscere gli importanti aspetti pedologici e climatici che identificano la Doc Lugana, e che tanta rilevanza hanno nel caratterizzare i vini prodotti in questa piccola zona a cavallo delle provincie di Brescia e Verona. Il nostro Tutor è poi entrato nello specifico di questo vino dalle molteplici sfaccettature, spiegandoci le differenze normative e sensoriali di tutte le tipologie previste dal disciplinare di produzione. Per far seguire i fatti alle parole, sempre guidati da Claudio, sono stati degustati otto campioni forniti da alcune aziende del consorzio. Abbiamo scoperto un vino che può dare grandi emozioni in tutte le espressioni che i vignaioli di questo angolo del Garda hanno saputo promuovere. Lo spumante Metodo Classico esalta la mescolanza tra i profumi del metodo e quelli del vitigno; il Lugana “Base” ci intriga con la sua freschezza e la facile beva. Proseguendo nella serie di degustazioni assaporiamo le versioni “Superiore” e “Riserva”, che coniugano grande piacevolezza ad una notevole complessità di gusto e olfatto, grazie ad un eventuale sapiente utilizzo del legno. Dulcis in fundo: una vendemmia tardiva ci ha rapito con la sua morbidezza e la sua intrigante varietà di sensazioni, mentre la vendemmia 1999 ci ha stupito per quanto fosse ancora “in piena forma“ nonostante i diciannove anni. Momenti di grande emozione grazie ai due degustatori Claudio e Angela, che con la loro sensibilità e competenza ci hanno fatto scoprire tutti i segreti di un indimenticabile vino. La serata è stata splendida per quanto ci ha dato in termini di sapere e per il clima di serena amicizia che si è respirato durante l’evento. Un grazie a tutti, a partire dal Consorzio del Lugana, partner della serata di AIS Belluno, a Claudio e ad Angela e ai colleghi del gruppo servizi, sempre precisi e professionali, e ovviamente a tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo e attenzione.

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Degustazione di Claudio Serraiotto

Lugana Spumante Doc, Metodo Classico, “Millesimo 11″, Az. Agr. Perla del Garda”

Da vigneti di ventanni, altezza vigneto dai 150 ai 250 m slm.

Bellissimo alla vista, luminosissimo con perlage, fitto, fine e persistente. Percezioni olfattive di buccia di cedro, gelsomino, frutta  matura, tropicale, papaya in primis, pera, e via via in successione note fragranti di lieviti e crosta di pane, frutta secca e suggestioni di mandorla dolce tostata, creme pasticcera e ricordi marini, iodati e salini. Al gusto si esprime con una bollicina setosa, avvolgente, ma rimane uno spumante agile e snello. Ritornano in chiusura le sensazioni olfattive.

Lugana  Doc, “Fenil Boi”,  Az. Agr. Turina, 2016

Giallo paglierino vivacissimo, esprime olfattivamente tutta la giovinezza del cedro, del pompelmo e della magnolia ed evoca coltivazioni di erbe officinali, timo, maggiorana, erba luigia, salvia e lavanda. A poco a poco, si affiancano percezioni di ananas disidratato, idrocarburo e sale. Bellissimo esempio di Lugana base. È un vino verticale, che entra in bocca come un cuneo di freschezza, acidità che poi si smussa grazie ad un residuo zuccherino appena percettibile, ma presente. In chiusura si conferma il ricordo varietale di idrocarburo.

Lugana  Doc, “Conchiglia”,  Az. Agr. Citari, 2016

Il nome deriva da ritrovamenti di conchiglie fossili nei ciottoli morenici, presenti nel terreno e trasportati dalla glaciazione Rei. Vigneti di 25 anni. 5800 ceppi per ettaro.

Paglierino con nuances verdoline. Presenta all’olfatto sensazioni di mentuccia, erba luigia, finocchietto selvatico, mandarino, su letto fruttato di mela Fiji e minerale bianco. Più agile ed equilibrato del precedente. Sicuramente frutto di una vinificazione attenta. Percettibile in chiusura la nota gustativa derivante dalla sosta sui lieviti e da battonage.

Lugana Doc, “Arilica”, Pilandro, 2016

Vecchio nome di Peschiera da cui la Famiglia della proprietà proviene. Viene dichiarata la malolattica e l’uso di tonneaux per l’affinamento.

Paglierino luminoso, ha percezioni olfattive agrumate in ingresso che variano tra il cedro, il pompelmo e l’arancia gialli, poi note di erbe aromatiche fresche, salvia e finocchietto selvatico, su fondo di crema pasticcera, vaniglia, radice di liquirizia, mineralità. Grande struttura, un rosso vestito di bianco. Presenta una leggera nota tannica. È coerente e lunghissimo, chiudendo su note di agrume, frutto a pasta gialla e salinità. Un gran bel prodotto.

Lugana  Superiore Doc, “Ca Vaibò”, Bulgarini, 2015

Leggero appassimento in pianta.

Siamo passati in un altro universo, il vino presenta coerentemente note meno fresche, l’agrumato e le erbe officinali non entrano di prepotenza, ma restano comunque percettibili. Le sensazioni olfattive sono di elicriso, radice di liquirizia, mela renetta, su sfondo di idrocarburo e sale, ma il tutto con rimandi densi e continui. Avvolgente e intrigante. Chiude comunque in freschezza, tannicità e sapidità, lasciando retrogusti di sentori di mora bianca, liquirizia e sale iodato.

Lugana Riserva Doc, “Bepi”, La Rifra, 2014

Viti di oltre 40 anni, con 3600/4000 ceppi per ettaro.

Giallo paglierino ricco di pigmentazione e intenso. Esprime nuances di frutta esotica, fiori di campo secchi, buccia di agrume giallo, poi, sullo sfondo, radice di liquirizia, bacca di ginepro, tabacco biondo, un cenno balsamico-mentolato. Al gusto è potente, avvolgente, ha la stoffa elegante di un vino di spessore, con percezioni di agrume disidratato. Ottimo in abbinamento con un crostone, formaggio fuso, grana e tartufo.

Lugana Vendemmia Tardiva Doc, “Filo di Arianna” Tenuta Roveglia, 2014

Impagabile, perfetto. Semplicemente meraviglioso e unico. Affinato in botti di rovere. Residuo zuccherino 14 gr/lt., come i migliori Alsaziani.

Giallo paglierino con lampi dorati. Un intenso caleidoscopio olfattivo, di buccia di cedro candita, ginestra, papaya disidratata, foglie verdi di tabacco e di tè, su letto di idrocarburo e sale iodato. Al gusto manifesta tutta la sua potenza, avvolgenza e piacevolezza. Lascia in chiusura una conferma del tannino del tè verde e di salinità. Ottimo in abbinamento con ostriche crude.

Lugana Doc, “Annata Storica”, Az. Agr. Cà Lojera, 1999 

La fascetta dei 4 rosoni AIS Veneto - Vinetia 2018 fa bella mostra di sé in etichetta. 

Colore intenso, giustamente ambrato, vivacissimo. Ha sensazioni di amaretto e biscotto alla mandorla e Brigidino all’anice, poi albicocca secca, ananas candito, ricordo di agrume, e, a seguire, elicriso e foglia di tè verde, lascia infine sensazioni di idrocarburo e torba. Esprime una insospettabile freschezza, ha un finale sapido su note gessose.

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