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Dalla redazione
martedì 13 febbraio

La Delegazione Ais Venezia alla scoperta del territorio

Visita all’azienda Collovini Adelino

Antonello Perale

Lunedi 5 febbraio la delegazione di Venezia ha avuto il piacere di trascorrere un pomeriggio presso la cantina Collovini Adelino, produttore storico della denominazione Lison-Pramaggiore, condotta oggi con passione da Stefano Collovini che prosegue una lunga tradizione familiare nata nel 1948 per mano del bisnonno Luigi che gettò le basi, e che poi trasmise al nonno Emilio ed al papà Adelino che oggi dà il nome all'azienda.

La visita è iniziata presso i vigneti che, estendendosi a cavallo tra il Veneto e Friuli per un totale di 50 ettari di proprietà, pongono grande sensibilità ai vitigni tradizionali del territorio.

Molto interessante un piccolo vigneto "didattico" posto a margine della cantina nel quale alcune viti vengono allevate con sistemi differenti, dal cordone speronato al guyot, dal doppio capovolto al sylvoz. Si possono così sperimentare gli effetti che possono avere sull'uva i vari sistemi d'allevamento. La visita è proseguita poi all'interno della cantina per osservare il ciclo di produzione che pone grande attenzione ad una vinificazione in acciaio all'avanguardia utilizzando un fermentatore brevettato denominato "Ganimede". È un sistema di vinificazione che sfrutta l’enorme potenziale naturale del gas di fermentazione (40/50 litri di CO2 per ogni litro di mosto!) per ottenere un’estrazione delicata ed efficace delle sole sostanze nobili consentendo allo stesso tempo di escludere i vinaccioli dal processo di vinificazione, preservando così la qualità del vino ottenuto.
Giunti nell'elegante sala di degustazione, non prima di aver potuto apprezzare la barricaia, i sommelier hanno potuto degustare i vini più rappresentativi dell'azienda che Stefano Collovini ha voluto descriverci con il contributo di Gianpaolo Breda, delegato AIS di Venezia.

Il primo vino non poteva che essere la massima espressione del territorio, e cioè il Lison Classico DOCG 2016. Prodotto con le uve di un vigneto messo a dimora a metà degli anni settanta, si presenta alla vista con un luminoso giallo paglierino per poi esordire delicatamente al naso con una grande pulizia di profumi che ricordano la mandorla e fiori di campo, oltre a sentori vegetali. Grande freschezza al palato, si fa notare per il suo equilibrio gustativo dovuto ad una buona morbidezza, sebbene abbia maturato solo in acciaio. Persistenza che richiama sul palato la mandorla già apprezzata all'olfatto.

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Il secondo vino, il Sauvignon Lison-Pramaggiore DOC 2016, appare con un paglierino intenso e qualche sfumatura verdolina. Al naso si possono apprezzare i caratteristici sentori del vitigno: foglia di pomodoro, sambuco, peperone verde, fiori d'acacia e bosso. Anche qui grande freschezza al palato, richiami floreali e vegetali, e un equilibrio caratterizzato da note di discreta alcolicità. Finale persistente. Breve criomacerazione con decantazione statica a 10°. Matura per oltre 6 mesi in acciaio.

Con il terzo vino, il Merlot Lison-Pramaggiore DOC 2013, scopriamo la linea "Fattoria Gerosa", eccellenza dell'azienda Collovini. Tradizionale vino rosso del territorio, alla vista si presenta con una veste color rosso rubino pieno ed intenso. Note di frutta matura rossa e di sottobosco accarezzano il naso per poi lasciare spazio a sentori di spezie ed un inizio di lieve tostatura. Consistente e con una notevole freschezza al palato, ha una trama tannica fitta e morbida. Il sapore gradevolmente erbaceo, l'equilibrio gustativo e la persistenza sono le sue doti migliori. Matura in piccole botti di rovere per 24 mesi.

Con il quarto vino entriamo nel mondo dei vini "senza solfiti aggiunti". È la proposta dell'azienda Collovini per rispondere alla sempre più crescente richiesta da parte del mercato di vini di qualità e più naturali. Si inizia con il Cabernet Veneto Orientale IGT 2016. È di un luminosissimo rosso rubino il colore che traspare una volta versato nel calice. Al naso arriva con un piacevole profumo vinoso con sentori di piccoli frutti di bosco. Quello che sorprende è la piacevolezza di beva: intenso e già equilibrato nonostante l’annata recente. Matura solo in acciaio e si affina in bottiglia.

Il quinto vino, sempre senza solfiti aggiunti, è il Cabernet Veneto Orientale Igt 2014. Ripropone quanto detto per il vino precedente riuscendo ancora a tenere il tempo anche se, per apprezzarlo nella sua massima espressione, si sarebbe preferito degustarlo un po' più giovane.
A questo punto il Sig. Stefano ci riserva una sorpresa, facendoci degustare il Cabernet Veneto Orientale IGT senza solfiti aggiunti dell'annata 2017 non ancora in vendita, quasi una sorta di "en primeur". Vale anche qui quanto detto per l'annata 2016 anche se in questo caso, per i motivi opposti a quelli dell'annata 2014, l'ideale per degustarlo sarà aprire la bottiglia fra qualche mese, giusto il tempo perchè si stabilizzi un po' di più.

Per il settimo vino gran finale! Vino Passito Rosso Gerosa Veneto Orientale I.G.T. 2011. Altra eccellenza dell'azienda Collovini che abbiamo avuto il piacere di degustare. Vino ottenuto con uve refosco e merlot selezionate nei vigneti della "Fattoria Gerosa" le quali subiscono un appassimento di 3 mesi. Bellissimo alla vista, di un rubino intenso che vira nel granato. All'olfatto è piacevole e ricco, si percepiscono delicate sensazioni di frutti rossi come marasca e amarena, frutti di bosco, arancia rossa, china, timo, e peperone. Al palato sorprende per corpo ed equilibrio. Intensa freschezza e tannino vellutato, si contrappongono ad una grande morbidezza dovuta agli zuccheri e ai polialcoli. Si congeda con un finale sapido e ammandorlato. Matura in botti di rovere per un anno.

Si è conclusa così la visita presso l'azienda Collovini. La delegazione AIS di Venezia ringrazia il sig. Stefano per l’ospitalità e la simpatia dimostrataci e per averci permesso di approfondire con i suoi vini la tipicità di questo territorio.

 

[foto di Bruno Bellato]

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