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lunedì 5 marzo

MASARI e i vini della valle dell'Agno

Visita alla cantina MASARI

Giulia Sattin

Massimo Dal Lago e Arianna Tessari sono i due titolari della cantina Masari, acronimo composto dalle iniziali dei loro nomi (Mas-Ari). La cantina si trova nella valle dell’Agno, a Nord della Provincia di Vicenza, dove la catena delle piccole Dolomiti la fa da padrone. La valle si può dividere in due macro aree: la valle dell’Agno “bassa”, più adatta alla viticoltura intensiva e all'olivicoltura, e la valle dell’Agno “alta”, posta più a Nord, meno assolata e con temperature più basse: qui la Cantina Masari ha deciso di impiantare circa vent’anni fa i suoi vigneti in terrazzamenti ripidi, portandoci così a pensare ad una viticoltura definibile eroica in certi punti della loro proprietà.

I loro vigneti si estendono per 4-5 ettari, mentre nell’insieme Massimo e Arianna gestiscono 10 ettari, con una produzione di circa 40.000 bottiglie all’anno.

Il loro obiettivo si focalizza più sul lato qualitativo che quantitativo: nell’assaggio del vino deve esserci il territorio, un territorio ancora non molto conosciuto dal punto di vista enologico.

La visita inizia con una breve introduzione “eno-storica” della valle dell’Agno, Massimo racconta che da alcuni suoi studi è emerso che nel 1815 nel Comune di Recoaro si producevano più di 5.000 ettolitri di vino; ricordiamo che siamo nel periodo pre-fillossera, testimonianza di una zona già in passato vocata alla viticoltura di varietà autoctone, soprattutto a bacca bianca.

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Visita alla Cantina Masari
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La cantina Masari è una delle prime cantine sviluppatesi in questo territorio composto da un mosaico di differenti tipologie di suolo, che possiamo dividere in due macro-categorie: un terreno di origine vulcanica (destra orografica) che dona mineralità ed espressività ai vini e un terreno con suoli di origine calcarea marina del Priaboniano (sinistra orografica) che invece dona ricchezza, eleganza e complessità nel bicchiere. Il forte rispetto di questa coppia per l’ecosistema e il terroir viene riconosciuto nel 2016 anche con la “certificazione vini biologici”.

Massimo e Arianna ci accolgono nella loro calda e luminosa sala di degustazione. Iniziamo con “LEON”, 100% Durella, un Metodo Classico Pas Dosé della zona Nord-orientale dei Lessini. I terreni sono di origine vulcanica e mantengono la freschezza e la mineralità nel vino. Dopo 36 mesi sui lieviti in bottiglia, il vino viene servito nei nostri calici. Ricordiamo che l’uva durella è ricca di acidità e per questo Massimo ha deciso di utilizzare il sistema di allevamento a guyot, per permetterne la concentrazione dell’estratto e dei profumi. Freschezza e sapidità fanno da padrone in questo bicchiere, perlage fine e abbastanza numeroso ma ciò che stupisce sono l’equilibrio e la finezza al palato: un vino concentrato su un’acidità piacevole, fresco e pulito. Ottimo come inizio degustazione.

Continuiamo con “AGNOBIANCO”, riesling 60%, durella 20% e garganega 20%; rimane a contatto dei lieviti per dodici mesi. Stupisce la presenza del riesling, come spiega Massimo, nella zona della valle d’Agno; qui i tedeschi arrivarono per lavorare nelle miniere, e si riconduce l’arrivo di questo vitigno a tale fatto. Giallo paglierino tenue, al naso rileviamo un profumo dolce di mela verde, di fiori bianchi come il biancospino. Al sorso bilanciato dalla mineralità data dalla Durella e riemerge la sensazione citrina sentita anche al naso. 

Il terzo assaggio è il “SAN MARTINO” 50% cabernet sauvignon, 50% merlot, annata 2013 della zona di Brogliano. Colore rosso granato, al naso sentiamo profumi di piccoli frutti rossi, mirtilli, fragoline di bosco mature con tostature di pepe nero, vinifica in tini di legno a contatto con le bucce per 4-5 settimane. Il sorso è strutturato, pieno con un tannino deciso. 

Ora passiamo ad un vino più strutturato, il “MASARI”, 50% cabernet sauvignon, 50% merlot, annata 2013 (come il San Martino), proveniente dalla zona di Montepulgo, un piccolo cru della cantina. Fermenta in tini di legno e matura per 24 mesi, sia in barrique che in botte grande. Colpisce un profumo fine di frutta matura, mirtillo e ribes quasi in confettura, una nota verde emerge successivamente. Il sorso ci sprigiona un tannino presente e setoso e persiste nel nostro palato. Massimo ci racconta che rispetto ai vitigni coltivati nella zona di Brogliano, qui a Montepulgo le bacche sono più piccole, questo porta ad avere più buccia e più tannino nel bicchiere.

Conclude la degustazione con “MONTEPULGO”, 100% merlot, annata 2011, punto curioso è la fermentazione con i raspi. Rosso granato, violetta, frutta matura sotto spirito e prugne al naso, accompagnati da una nota speziata di cannella e liquirizia. Un sorso avvolgente, morbido, con tannini presenti ma amalgamati che donano equilibrio e persistenza.

Ciò che è emerso dagli assaggi è il rispetto di Massimo e Arianna per il loro territorio, l’amore che mettono nel vigneto e di conseguenza nel vino. La delegazione di Vicenza ringrazia la Cantina Masari per la degustazione dei loro prodotti e per la visita nella loro struttura, svoltasi con ospitalità e passione per il loro lavoro e per i loro prodotti.

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