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Dalla redazione
lunedì 14 maggio

IL MARSALA, IL SOLE DELLA SICILIA

LE STORICHE CANTINE PELLEGRINO E LE DIFFERENTI PROPOSTE DI MARSALA

Cecilia Romano

Siamo sul Capo Boeo, l’estrema punta occidentale della Sicilia con il suo paesaggio naturale suggestivo, mozzafiato, di rara bellezza; qui colori, sapori e profumi dell’isola si incontrano in un territorio fuori dal tempo, costellato di Bagli, le antiche masserie fortificate in cui proprietari e maestranze continuano a convivere per la produzione del Marsala. Prima DOC d’Italia, è un vino “speciale” perchè espressione dell’abilità dell’enologo di miscelare sapientemente i vini base con l’alcool, il mosto cotto e la mistella. Poi dopo lunghi anni di affinamento in barrique e botti di rovere, nascono le sue diverse varianti: Oro, Rubino, Ambra, Vergine e Soleras secondo il rigido disciplinare.

La nostra serata, condotta dall’esplosivo dott. Vito Francesco D’Amanti è tutta dedicata alle storiche Cantine Pellegrino, che dal 1880 vinificano e affinano il famoso vino in oltre mille botti in legno di rovere, per poi commercializzarlo in tutto il mondo. Prodotto con le uve tipiche del territorio – Grillo, Cataratto, Insolia, Damaschino e Nero d’Avola, tutte coltivate tra Marsala, Trapani e Mazara del Vallo. Sono zone caratterizzate da luce intensa, alte temperature e scarsa piovosità, dove non manca mai la fresca brezza del Maestrale che asciuga le uve e consente una perfetta maturazione con alta concentrazione zuccherina. L’allevamento è ad alberello e insiste su sabbie rosse, terreni calcarei e argillosi. Grazie a queste idonee e favorevoli condizioni ambientali nelle quattro tenute di famiglia si è consentita l’adozione di una gestione agronomica dei vigneti in regime di biologico certificato. La degustazione pevedeva sei assaggi di diverse tipologie di Marsala, ciascuno abbinato a un prelibato bocconcino.

Marsala Superiore S.O.M. Ambra Secco D.O.C, s.a.
ha una base di Grillo, Cataratto, Inzolia conciati con l’1% di mosto cotto caramellizzato. Riposa due anni in botti grandi di rovere, poi quattro mesi in bottiglia. Immediati i tipici sentori da ossidazione, la carruba e il fieno greco, poi il caramello. Al palato è fresco, morbido, perfettamente equilibrato. Sicuramente tra gli abbinamenti meglio riusciti questo con un biscotto con confettura di fichi, noci tostate e gelatina allo zenzero.

Marsala Superiore Ambra Riserva Semisecco D.O.C., 1998
Vinificato a 20°- 22°, la fermentazione viene arrestata con l’aggiunta di alcool neutro, poi conciato con mosto cotto. È impattante l’albicocca disidratata e sotto spirito. Poi subentrano sentori di gheriglio di noce, la buccia di arancia rossa essiccata, il fieno greco e una nota di curry. In bocca è fresco, scorrevole e lunghissimo. Il connubio con la crostatina di ricotta e uvetta funziona grazie alla nota selvatica del latte misto di pecora e vacca modicana ben compensata da quella di fieno del vino.

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Marsala Superiore Riserva Oro Dolce D.O.C s.a.
Non è conciato con mosto cotto ma con acquavite invecchiata almeno 5 anni in fusti di rovere che caratterizza immediatamente l’impatto olfattivo. Poi il cedro e la scorza di agrume candita. Al gusto grande piacevolezza ed equilibrio nonostante l’elevato residuo zuccherino. Lo accompagnamo ad un Ragusano DOP di importante sapidità e aromaticità.

Marsala Superiore Rubino D.O.C, s.a.
Da Nero d’Avola di terra argillosa di Mazara del Vallo, è rosso rubino e sinuoso nel calice. Il  bouquet olfattivo è ricco e fruttato con la sua ciliegia nera sotto spirito, il melograno, la prugna e l’uvetta. All’assaggio è dolce, fresco e fruttato. Il suo tannino oscura la nota ossidativa lasciando il palato piacevolmente pulito. Sicuramente un vino “da cioccolato” e non a caso si abbina perfettamente alla pralina extrafondente da cioccolato mono origine Venezuela al 70%.

Dai Marsala “inglesi” passiamo alla degustazione di due campioni di Marsala Vergine.

Marsala Vergine Riserva Dry D.O.C. 2000
Da uve Grillo, Cataratto e Insolia, subisce una fortificazione con alcool puro e il riposo di oltre dieci anni in botti di rovere. La nota ossidativa qui è importante, poi la carruba, il cardamomo e il fieno greco. Al palato si amplificano le speziature e la nocciola tostata. Si consiglia un abbinamento alternativo con le ostriche; noi nel frattempo lo beviamo su un formaggio Malga Novezza di latte vaccino d’alpeggio di media stagionatura dal sapore dolce e intenso.

Infine non poteva mancare un metodo Soleras ben rappresentato dal Marsala Vergine Soleras Dry D.O.C s.a.
Con le stesse uve, qui la differenza la fanno il tempo e le influenze delle diverse annate. All’olfatto si aprono note di tintura di iodio e medicinale, a seguire spezie esotiche, curcuma e frutta secca e tostata. All’assaggio è secco e fresco con finale molto lungo e piacevoli ritorni di mandorla, pinoli e nocciole tostate. La serata è al termine e il congedo è dolcissimo con una mignon pera, ricotta e mousse fondente al 72%.

Si ringraziano la pasticceria Pesarin di Legnago (VR) e il caseificio La Casara di Roncà (VR) per la fornitura delle squisite pietanze proposte nonchè i nostri eleganti e professionali sommelier Ais Verona per il servizio impeccabile.
 

Album fotografico della serata

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