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lunedì 22 ottobre

VECCHIO MONDO E NUOVO MONDO NEL BICCHIERE

Un confronto alla cieca per scoprire affinità e differenze di vini vicini e lontani

Giulio Fanton

Il 24 Maggio 1976, in una sala dell’Hotel Intercontinental a Parigi, si teneva una degustazione che avrebbe influenzato il mercato mondiale del vino come poche altre. I nove giudici, scelti tra le personalità più rappresentative della ristorazione e del vino di Francia, avevano il compito di giudicare “alla cieca” venti vini, californiani o francesi.
Verso la metà della degustazione, in sala la tensione si tagliava col coltello e i giudici apparivano confusi. Come annota George Taber, l’unico giornalista presente, un giudice girò il vino nel bicchiere, lo sollevò per esaminarne il colore, lo annusò, lo portò alla bocca, sospirò e disse: «Ah, eccoci in Francia!», ma quello che aveva nel bicchiere era un Freemark Abbey della Napa Valley. Un altro giurava che un certo bianco fosse sicuramente californiano perché non aveva “naso”, ma il vino era un Bâtard-Montrachet Ramonet Proudhon, uno degli Chardonnay di Borgogna più prestigiosi.
Alla fine, il risultato fu clamoroso e assolutamente inaspettato: etichette francesi come il Mersault Charmes Roulot e lo Château Mouton Rotschild dovettero cedere il passo a un Cabernet Sauvignon e a uno Chardonnay californiani del tutto sconosciuti in Europa.

In una recente e affollata serata organizzata da AIS Verona, è toccato a Jgor Marini – sommelier AIS ed export manager di una importante azienda vinicola toscana – fare il punto sulle realtà vinicole attuali del “Vecchio” e del “Nuovo Mondo” e guidare una interessantissima degustazione alla cieca tesa a riconoscere la cifra stilistica di vini prodotti con lo stesso vitigno in territori molto lontani tra loro.
Quali le differenze fra i vini del Vecchio e del Nuovo Mondo? Generalmente, i primi seguono tradizioni secolari e la loro qualità è rigidamente legata al territorio in cui vengono prodotti; i secondi sono più aperti alla sperimentazione e alle tecnologie che enfatizzano i caratteri dell’uva con regole geografiche minori e scelte ampelografiche più libere. Tuttavia, occorre evitare di appiattire il giudizio su facili stereotipi, a fronte di una realtà vitivinicola mondiale nella quale le scelte produttive si mescolano ed evolvono con grande rapidità. L’invito di Marini è stato di mettere il naso nel bicchiere e di portare il vino al palato per gustare le reali differenze.

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Quattro le categorie di vini e tre etichette per ciascuna categoria.

Chardonnay

Chardonnay 2016, Fleur du Cap (Sud Africa)
Veste di paglierino pallido con sfumature verdoline. Si propone all’olfatto con fresche note di agrumi e di frutta tropicale. Sapido, fresco, semplice, diritto, di pronta beva.
Bourgogne Blanc “Retour de Flandres” 2016, Régnard (Francia)
Giallo paglierino intenso. Il bouquet olfattivo è dolce di frutta gialla, leggermente minerale, con note fresche. Il sorso è equilibrato, rotondo, fruttato, leggermente sapido, intenso e lungo.
California Chardonnay “Private Selection” 2016, Robert Mondavi (Stati Uniti)
Colore giallo dorato vivace. Bouquet olfattivo piuttosto ampio con note agrumate, di pesca, ananas e vaniglia. Caldo e morbido, è piacevolmente equilibrato dalla freschezza.

Riesling Renano

Mosel Haus Klosterberg Riesling QbA Trocken 2016, Markus Molitor (Germania)
Paglierino chiaro. Bouquet intenso con note di pesca, pompelmo, pera, erbe fresche e fieno. Acidità spiccata al palato temperata dalla dolcezza residua. Sottile, elegante e preciso.
Columbia Valley “Kung Fu Girl” 2016, Charles Smith (Stati Uniti)
Giallo paglierino con riflessi dorati. Accarezza il naso con note fresche di limone dolce, minerali di idrocarburi e dolcemente fruttate di pesca bianca e albicocca. Il sorso è secco, caldo, sapido e vivace.
New Zealand Waipara Valley Riesling 2014, Main Divide (Nuova Zelanda)
Veste di oro freddo. All’olfatto dominano le note dolci di albicocca e pesca, quelle fresche di lime e scorza d’arancia su uno sfondo aromatico di idrocarburi. Sorso lievemente abboccato, equilibrato e persistente.

Pinot Nero

Marlborough Pinot Noir 2016, Mission Estate Winery (Nuova Zelanda)
Rosso rubino trasparente. Bouquet semplice di petali di rosa, ciliegia e leggere sfumature di spezia scura. Sorso leggero, fresco e ricco di frutta croccante, i tannini sono delicati e setosi.
Pinot Nero, Valle de Casablanca 2016, Veramonte (Cile)
Colore granato di media trasparenza. Aromi di mora e lamponi, chiodo di garofano e un pizzico di humus. Il sorso è fruttato, più morbido che fresco, dai tannini vellutati.
Bourgogne Pinot Noir 2016, Louis Latour (Francia)
Colore rosso rubino di media trasparenza e cristallino. Offre aromi di sottobosco e di piccoli frutti rossi e neri. Il sorso è equilibrato con vivaci note fruttate di ribes nero, marasca e liquirizia.

Cabernet Sauvignon

Bodega Cabernet Sauvignon 2016 Mendoza, Alta Vista (Argentina)
Cabernet sauvignon 100%. Rosso rubino con riflessi porpora. Esprime intensi sentori di frutta rossa matura, note di pepe nero, rovere tostato e felce. Al palato è equilibrato, con tannini setosi e un finale gradevolmente persistente.
California Cabernet Sauvignon “Founders’ Estate” 2016, Beringer (Stati Uniti)
Assemblaggio di cabernet sauvignon e piccole parti di sirah. Rosso rubino intenso con riflessi granato. Intenso, fruttato e boisé all’olfatto. Sorso potente e concentrato, morbido e fruttato. Chiude brevemente con leggere note amaricanti di tostatura.
Pessac-Léognan Rouge 2015, Château Haut-Vigneau (Francia)
Assemblaggio di cabernet sauvignon (60%) e di merlot (40%). Rosso impenetrabile alla vista, propone all’olfatto un ampio e piacevole bouquet di frutti rossi e neri maturi, felce ed erba tagliata, legno elegante. Il sorso è concentrato e fruttato, con tannini levigati.

Una serata stimolante e di grande apertura di orizzonti resa perfetta dal contributo del Gruppo Servizio AIS Verona.

ALBUM DELLA SERATA

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