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Dalla redazione
martedì 20 novembre

L’autenticità di un territorio attraverso gli occhi della Bortolin Angelo

Claudia Calvani

Un sabato apparentemente grigio ed uggioso, ma ricco del giallo oro autunnale delle colline del Conegliano Valdobbiadene DOCG, per i colleghi in visita all’azienda vinicola Bortolin Angelo a Guia (Treviso).

Desiderio porta il nome del fondatore e rappresenta la terza generazione della famiglia a capo dell'azienda. Una realtà da sempre legata e vocata al Conegliano Valdobbiadene, dapprima come conferitrice e dal 1968 vera e propria produttrice di Prosecco, grazie alla decisione di Angelo di investire nei macchinari per la spumantizzazione.

Qualità ed eccellenza passano tutte attraverso una metodica cura delle uve, dal vigneto alla pressa, in cui non si diraspa e l’ossigeno è parte integrante del processo, proprio per trattare gli acini con il massimo rispetto. L’uva è lavorata separatamente, per provenienza e per vigneto, i vini base sono travasati ogni 2-3 giorni, rendendo più facile la realizzazione di una cuvée che porti ad un Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg superiore fine e rappresentativo del territorio da cui proviene.

La questione tocca da vicino i piccoli e medi produttori di quest’area: dare ai propri vini il giusto risalto e merito, trasmettendo ai consumatori non solo l’unicità delle caratteristiche organolettiche che il DNA di queste colline conferisce ai vini, ma anche cosa vuol dire essere viticoltori in questa zona.

Per toccare con mano l’argomento, non potevamo che trasferirci con una carovana di fuoristrada (unico mezzo adatto) nel cuore delle colline di Guia, il comune più vitato di Valdobbiadene, tra i filari della vendemmia eroica della Docg che danno vita al Prosecco Superiore.

Lì, tra le Rive di Guia, abbiamo degustato il succo della storia della Bortolin Angelo: Sommaval 2017, bottiglia creata per i 50 anni dell’azienda, un extra brut che lascia intuire l’attaccamento che questa famiglia prova nei confronti della terra che le regala ogni giorno emozioni e tanto lavoro.

La visita è poi proseguita all’interno della vecchia struttura, dove si continua a spumantizzare durante l’anno, a piccole partite, per mantenere l’equilibrio qualitativo cercato e trovato negli anni.

Infine, nei nuovi locali adibiti in azienda, l’esperienza di Desiderio ci ha guidato in una degustazione delle tipologie Valdobbiadene DOCG Brut ed Extra Dry, facendoci notare che già a naso si riconoscono le sfumature aromatiche legate al residuo zuccherino di questi spumanti. La degustazione ha preso un risvolto più curioso nel momento in cui abbiamo dato respiro ai Dry, tipologie un po' bistrattate negli ultimi anni che, invece, hanno regalato un abbinamento eccelso nella versione Valdobbiadene DOCG Desiderio - piatto del contadino (formaggio e pere) e fatto vivere un raffinato equilibrio gusto-olfattivo in quella del Valdobbiadene DOCG Superiore Cartizze.

La degna conclusione di una giornata dedicata all’autenticità di un territorio come quella che la Bortolin Angelo ci ha fatto vivere è un caloroso arrivederci a presto.

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