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lunedì 3 dicembre

L’energia delle bucce

Un focus sulla complessità delle diverse sfumature di orange

Vanessa Olivo

Una tipologia di vini che sta facendo discutere negli ultimi anni e che sta assumendo sempre più interesse nel mercato vinicolo nazionale e internazionale è quella degli orange wines. Vini da uve a bacca bianca vinificati in rosso, ovvero con macerazione delle bucce, che possiedono un profilo organolettico assolutamente particolare tanto da non poter essere assimilato alle più convenzionali categorie di vini bianchi o rossi. Le sfumature di orange possono essere tante e sono legate soprattutto al tempo di macerazione delle bucce nella vinificazione e allo spessore delle stesse. Proprio questo è stato il tema della serata del 23 novembre con cui Ottavio Venditto, miglior sommelier d’Italia 2014, si è destreggiato coinvolgendo i presenti con la partecipazione dei produttori dei vini in degustazione. Vini creati con la passione e l’ingegno di veri e propri artisti della vigna che si affidano spesso alla filosofia biologica e biodinamica, dove la buccia esprime la chiave di lettura dei vitigni cedendo sensazioni aromatiche più intense, tannini e una struttura maggiore.

Sulla linea di partenza il Roncus – Doc Collio – Vecchie Vigne 2014, prodotto con una breve macerazione delle bucce sul mosto per 4-5 ore pre-fermentazione. Le uve vengono raccolte nel vigneto “La Baronessa”, piantato nel secondo dopoguerra, e l’uvaggio prevede 60% di malvasia istriana, 30% di tocai friulano e 10% di ribolla gialla. Il colore si esprime su nuance di paglierino intenso e luminoso arricchito da riflessi dorati. L’olfatto è complesso, gioca su una nota salina importante, seguono sensazioni di confetto, mandorla, erbe mediterranee, alloro, balsamicità e un tocco fumé. Un connubio di potenza ed eleganza che riverbera al palato, dove dimostra ricchezza, freschezza e salinità, con una lieve astringenza.

Per il secondo vino ci spostiamo nel terreno vulcanico dei Colli Euganei, con il Alla Costiera – Moscato IGT Veneto Trachite 2016, un uvaggio di moscato bianco in prevalenza, 20-30% di pinella e 10% di garganega. In questo caso la macerazione raggiunge i 3 e mezzo-4 giorni. Il calice irradia un colore oro fuso e all’olfatto dimostra già il suo carattere esuberante e intenso, sprigionando profumi di fiori d’arancio, zenzero candito, miele, mineralità. Al palato fresco e sapido, dinamico, si avverte un grip tattile. La macerazione non è invadente ma esalta il carattere del vino.

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Dalla zona del Carso, arriva il terzo campione, Rado Kocjančič – Brežanka 2013, dove in un terreno più simile al Collio per la presenza della ponca si trova un vigneto centenario che dà vita a questo vino. Sono quindici le varietà di uva a bacca bianca che lo compongono: malvasia istriana, vitovska, glera, tocai friulano, riesling, sauvignon, pinot bianco, ribolla, klarnca, pinella, poljsakica, malvasia del Chianti, auxerrois e due varietà sconosciute alla banca mondiale del DNA. Il nome trae origine dal territorio del Breg, che in sloveno significa zona che scende dal ciglione carsico al mare. In questo caso la macerazione raggiunge i 6 giorni e il calice mostra un colore oro brillante con qualche riflesso di gioventù. In questa annata si percepisce in primis l’impronta del riesling, con sfumature di cedro, ananas matura, miele di tiglio, nota iodata, fiori di sambuco, resina, balsamicità. Sorso rotondo e corposo, fresco e sapido con persistenza gusto olfattiva degna di nota.

Rimaniamo nel Carso, lì dove si trovano le caratteristiche terre rosse, per assaggiare lo Skerk – Ograde 2015, uvaggio di malvasia istriana, vitovska, sauvignon e pinot grigio dove la macerazione sulle bucce raggiunge i 10 giorni. Il colore vira verso l’orange, complice il pinot grigio che dona delle note ramate a un topazio intenso. Avvicinando il calice si percepiscono note di buccia d’arancia, pompelmo, melograno, rosa, fieno, miele, iodio, curcuma e una sensazione ferruginosa. Accattivante e vivace anche al palato, fresco con ritorni di bergamotto e salinità ferrosa. L’astringenza è più importante rispetto ai vini precedenti e si avverte nettamente.

A Tarzo, poco distante da Refrontolo, da un vigneto di 70-75 anni nasce il Move – Garbeo Mondragon Tranquillo 2016, da uve malvasia istriana, prosecco-malvasia e manzoni bianco con macerazione sulle bucce di 22 giorni. Il vino non subisce filtrazione mostrando un colore oro luminoso più velato dei precedenti. Il corredo olfattivo spazia da note balsamiche, castagna, the verde, miele d’arancio, fieno, muschio, composta di nespola e un tocco di eucalipto. Al palato è molto sapido, fresco e il tannino si percepisce con maggior vigore. Scia balsamica nel finale.

Con l’ultimo vino torniamo in Collio, dove da vigne di 90 anni si produce il Paraschos – Amphoureus Malvasia 2015, con macerazione di 12 mesi in anfore di terracotta cretesi, incerate internamente con cera d’api. Il colore è giallo ambrato con sfumature aranciate, velato. All’olfatto è balsamico, emergono profumi di agrume, resina, oliva, note salmastre, miele di agrumi, foglia secca, composta di albicocca, etereo. Al palato grande freschezza.

 

[foto di Bruno Bellato]

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