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Dalla redazione
mercoledì 12 dicembre 2018

Champagne in musica

Il “quinto senso” della degustazione: raffinate ed infinite bollicine abbinate alla musica

Francesco Mancini

Quante volte abbiamo degustato lo champagne per un’occasione importante, un momento conviviale o da ricordare? Tante finissime bollicine, che già dai tempi di Napoleone servivano per festeggiare e consacrare una vittoria. Non è cambiato molto da allora. Ancora oggi questo preziosissimo nettare, che proviene dalla piccola regione a nord est di Parigi, è sinonimo di eleganza e Festa, con la F maiuscola. Al ristorante Nogherazza di Belluno AIS ha cercato di andare oltre i soliti canoni della degustazione abbinando lo champagne anche alla musica, sdoganando per una sera l’aplomb e i modi più formali per degustare sei etichette eccezionali di due delle Maison più famose al mondo: Moët & Chandon e Dom Pérignon. I relatori Michael Flanigan e Marco Comunian impostano la serata in un clima informale, cercando di far scaturire da subito la parte frizzante, festosa e leggera che lo Champagne rappresenta nell’immaginario collettivo. La scaletta musicale scelta da Michael parte con le atmosfere magiche e misteriose di “The Hymn” di Howard Shore: intanto viene versato il 2009 Grand Vintage di Moët & Chandon. In sala comincia a risaltare la luminosità dei calici, da cui zampillano miliardi di infinite bollicine. Fin dai primi sorsi i volti dei presenti si distendono e cominciano ad apprezzare la musica, che scorre insieme allo Champagne e fa da sottofondo a degustazioni e commenti. Réserve Imperiale e Rosé Imperiale, sempre di Moët & Chandon, viaggiano al rtimo di “In the midnight” di Martha Reeves, “Extraterrestre” di Finardi e “Girls like you” dei Maroon 5.

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I Dom Pérignon vengono presentati niente di meno che da... Dom Pérignon in persona, alias Tiziano Nesello, che appare a suo agio nella toga del monaco più famoso del mondo, reo di essere, leggenda o meno, l’inventore dello Champagne. La terna servita è da pelle d'oca: Vintage 2009, Vintage Rosé 2005 e gran finale con il P2 2000. La musica scorre a ritmo sempre in crescendo: "Electricity" dei Silk City & Dua Lipa, "Trouble" di Iggy Azaleia. Le bollicine e la sontuosità degli ultimi calici liberano l'atmosfera della sala, intenta a ricercare e memorizzare le sensazioni di etichette e annate decisamente fuori dal comune. Il P2 2000 festeggia diciotto anni e non si può non pensare che, seppur maggiorenne, al palato l'anidride carbonica solletichi le gengive; le sfumature che se ne colgono sono diverse ad ogni nuovo assaggio e il sorso, pieno e lunghissimo, vorremmo non finisse mai. I The Faces cantano "Fly in the ointment": siamo ai titoli di coda. C'è il tempo per riprendersi da una degustazione hors catégorie con un banchetto in compagnia e per scambiarsi opinioni e sensazioni. Ognuno ha potuto compiere il proprio viaggio nel tempo, con la musica a fare da sfondo. Au revoir Champagne.

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