Dalla redazione
mercoledì 20 maggio 2020

Calice&Penna

Discover Burgenland

Sandra Bertelle

Calice & Penna è la nuova rubrica di AIS Veneto dove pubblichiamo i contributi dei nostri soci. Se ti piace scrivere e vuoi cimentarti con un racconto su un vino che ti ha colpito, su un viaggio o su una tua personale wine experience, contattaci su [email protected] e riceverai indicazioni sul format richiesto. La redazione provvederà alla selezione per la pubblicazione. 

 

Alla scoperta di una realtà vinicola studiata sui libri, con qualche bella sorpresa!

 

“Quanto tempo avete?”.

Non ci consultiamo neppure con lo sguardo, Ivan ed io e rispondiamo all’unisono “Tutto quello che serve”.

“Allora salite sulla Jeep: vi faccio fare il giro della tenuta!”.

Ci accoglie così Markus, enologo della Weingut Schloss Halbturn, che sarà la nostra guida in azienda.

Siamo nel Burgenland, estremo lembo orientale dell’Austria, dove i vini dolci - complice il clima caldo e umido del Neusiedler See - trovano espressioni di eccellenza. Il Lago Neusiedl è un ampio bacino che copre una superficie di 315 km quadrati ed ha una profondità massima di 1,8 metri, un luogo ottimale per lo sviluppo della preziosa Botrytis Cinerea. La tradizione dei vini dolci ha portato alla definizione di uno stile che, alla consueta classificazione dei vini tedeschi e austriaci basata sul residuo zuccherino, aggiunge la denominazione Ruster Ausbruch per i migliori muffati. Rust è un paesotto di circa 2000 abitanti (e forse altrettante cicogne) sede dell’Accademia Enologica Austriaca. Il Burgenland vanta anche un’importante tradizione di vini rossi, trai quali si annoverano numerose varietà locali.

Prima della vacanza abbiamo prenotato una serie di visite in cantina tra cui, per l’appunto, ad Halbturn, dove incontriamo Markus.  La tenuta del castello si estende su 42 ettari: comprende il bosco, la riserva, i campi dove vengono coltivati cereali, i frutteti. Markus ci accompagna nel bosco, ci indica le casette che si possono affittare anche per lunghe permanenze dove alloggiano famiglie di liberi professionisti. Percorrendo la riserva, ogni tanto rallenta per farci notare un capriolo che ci osserva curioso o una lepre che sfreccia di lato. Scoviamo le abitazioni dei guardiacaccia, dei contadini e dei viticoltori. Arriviamo fin sotto una delle ottanta pale eoliche che alimentano l’azienda e che, benché sfruttate non oltre l’80% della loro potenza, forniscono energia anche a terzi. Maestosi e moderni obelischi, chiaro indice di una scelta di rispetto e sostenibilità ambientale. E poi i vigneti, qui Chardonnay, là Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Zweigelt, Blaufrankisch... Markus si ferma spesso per farci ammirare il paesaggio e calpestare il terreno. Nell’angolo più remoto del vigneto sorge una torretta di avvistamento: pochi metri più in là c’è l’Ungheria e fino a pochi decenni fa lungo il confine correva il filo spinato. Ma qui non si è mai giunti allo scontro. Eh già! La memoria torna ai reportage di Lilli Gruber per il TG2: gli Ungheresi attraversarono per primi la cortina di ferro, in treno, gioiosi come per una gita domenicale.

“Che dite, si va in cantina?” “Sì, siamo qui per questo!” Ammirati dal fuori programma regalatoci, torniamo allo scopo primario della nostra gita. La cantina: è un tempio dove tutti i vini riposano in botte prima ed in bottiglia poi; dove la qualità non conosce compromessi e dove affrontiamo la nostra degustazione. Markus ci apre bottiglie di ogni genere ed età. La conversazione scorre fluida come fossimo vecchi amici, perché la passione che ci accomuna guida i nostri discorsi e ci porta a condividere le nostre riflessioni. Sull’onda di un entusiasmo crescente, e di un cospicuo campionario assaggiato, Markus afferra un alzavino e propone di continuare la degustazione prelevando i campioni dalle botti.

Non parlerò dei vini, quelli li serbo ancora nella mia cantinetta, e comunque si possono sempre acquistare. L’accoglienza e la disponibilità sono eccezionali, al pari dei vini.  Presto si fa sera e dobbiamo salutarci, ma non prima di una quanto mai opportuna sosta al vicino bistrot per mangiare qualcosa.

 “Grazie Markus!”

sfoglia la gallery dell'evento





articoli correlati