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mercoledì 14 novembre

Valle del Rodano Meridionale

PRIMA TAPPA DI UN APPASSIONANTE VIAGGIO

Giuseppe Conte

La prima tappa di un affascinante viaggio nella Vallée du Rhône è iniziata all’Hotel Galileo di Padova con l’impeccabile “regia” del Presidente di AIS Trentino Mariano Francesconi. L’eccellente e coinvolgente relatore ha iniziato la sua “lezione” evidenziando il prestigio di questa importante zona della Francia e le differenze all’interno delle 27 denominazioni. La Valle del Rodano è caratterizzata da tre regioni politiche: la Provence, Rhone-Alpes e Languedoc. Una storia molto antica, quella della Provenza; i romani e gli ordini monastici, allora presenti, hanno contribuito a diffondere la cultura della vite e del vino. Questo meraviglioso territorio è caratterizzato dal sole, dal calore, dalla voglia di vivere e dalla vivacità cromatica della lavanda che, con un museo dedicato, valorizza questa importante regione che ha ospitato Vincent Van Gogh per un lungo periodo. Due importanti città: Avignon e Marseille. La prima è ricordata per essere stata la fortezza dei Papi nel periodo della cosiddetta Cattività; poi Marsiglia, altra bellissima città, di cui non sempre si è parlato bene, ma che oggi si è “ripulita” e si conferma un importante polo per i traffici via mare. 

Proseguendo verso sud si arriva nella Camargue, che ha un forte legame con la Spagna, dove il riso rosso e il sale rappresentano e caratterizzano degnamente questo territorio. Si chiude questa passeggiata arrivando nella Valle del Rodano, importante e imponente fiume che nasce in Svizzera e viene man mano “ingrossato” dai numerosi affluenti. La superficie vitata è seconda solo a Bordeaux: 70.000 ettari vitati, di cui 7.400 bio, con una produzione che supera i 2.500.000 hl. Nella parte settentrionale ci sono colline granitiche, mentre nella parte meridionale il paesaggio cambia molto, diventando dolce e leggermente ondulato, con terreni segnati dal riporto del Rodano e con sedimenti di tipo marino, a testimonianza del ritiro del mare.

Entrando nelle appellazioni di origine controllata della Côte du Rhône meridionale, ne sono state citate alcune, tra cui:

Lirac, AOC dal 1947, ha una storia importante, è caratterizzato da terrazze che scendono verso il Rodano, terreni calcareo sabbiosi ricoperti da ciottoli e un clima mediterraneo con piovosità media di 650-750 mm. I vitigni più significativi sono: grenache noir, syrah, mourvèdre, cinsault, carignan, clairette, bourboulenc, grenanche blanc.

Vini rossi (85%) strutturati, generosi, longevi e raffinati

Vini bianchi (9%) floreali, fruttati e piacevoli

Vini rosé (6%) potenti e avvolgenti

Scendendo più a sud arriviamo a Tavel, un areale con clima mediterraneo e una piovosità accentuata (750 mm) ben mitigata dal vento Mistral. Presenta due tipi di terreni, uno con suoli siccitosi e ciottolosi, l’altro con matrice argillosa rossa e con rocce calcaree ben compatte. Ad ovest invece terrazze di origine marina, con permanenza di quarzite per un terreno particolarmente adatto ai vini rosati. I vitigni più significativi sono: grenanche noir, cinsault, calitur, clairette, per una produzione di soli vini rosati dal carattere avvolgente, potente, complesso, speziato e generoso; gli unici che migliorano con l’invecchiamento.

Altra zona è Vacqueyras (AOC dal 1947): 1.216 ettari, situata sull’altra sponda del Rodano, non lontano da Orange. I vitigni di grenache noir, syrah, clairette sono coltivati su terreni con pendii caratterizzati da terrazze drenanti con presenza di ciottoli e ghiaia. Il clima è caldo e ventilato, poco piovoso (650 mm).

Siamo passati, quindi, alla Gigondas (felicità), AOC dal 1947, 1.216 ettari di terreni con grandi pendii calcarei ciottolosi risalenti al giurassico, nella parte sud presenza di arenarie. I vitigni principali sono: grenache noir, syrah, mourvèdre e cinsault per vini rossi e rosati. Il viaggio è continuato a Châteauneuf-du-Pape, poco più a nord di Avignone. Territorio di 3.160 ettari, con un mosaico di suoli ciottolosi quarzosi, quindi calcarei del periodo cretaceo e sabbie arenarie del terziario. Temperatura media annuale di 14°C e piovosità di 650 mm con presenza del vento Mistral. La caratteristica principale è che il suolo assorbe il calore, lo cede e lo riflette alla pianta. Vini potenti ed eleganti, con 13 varietà di vitigni, fra cui grenache noir, mourvèdre, syrah, cinsault, counoise, terret noir, vaccarèse, muscardin, grenache blanc, bourboulenc, roussanne, clairette.

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Un viaggio affascinante in una delle zone vitivinicole più etereogenea della Francia
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I vini in degustazione rappresentativi delle AOC sopra descritte sono stati :

Primo vino: Tavel La Dame Rousse 2016, Domaine de la Mordorée, alcol 14,5%. Vino rosato ottenuto da viticoltura biologica. Colore cerasuolo fitto ma luminoso, con riflessi aranciato-ramati e sfumature granato-rossicce. Molto pesante, quindi consistente, al naso sentori di nocciolo di pesca, frutta in confettura (melograno), una nota di erba essiccata (petalo di rosa) e pepe rosa, con un tocco di cannella, ma anche di rosa appassita, e un finale di cuoio.

Secondo vino: Gigondas 2012, Pierre-Henri Morel, alcol 14%. Questo vino è risultato limpido, di un colore rosso granato vivace e consistente. All’olfatto intenso, complesso e fine, con un tannino spesso ma non ruvido, caldo e setoso, ma allo stesso tempo potente. Evidente la nota di cuoio e chiari sentori di sottobosco con un finale elegante e piacevole.

Terzo vino: Châteauneuf-du-Pape blanc 2015, Château de Beaucastel, alcol 14%. Vino cristallino di un colore giallo paglierino luminoso, con qualche riflesso verde. All’olfatto è risultato intenso, complesso e di qualità fine. Note mielose, ma anche banana, pesca, mele mature. Si sente il passaggio in legno, quindi sentori di liquirizia, pepe bianco e un tocco floreale con un finale burroso lattico. In bocca torna il legno, ma rimangono la lunghezza e la sapidità, chiude con una straordinaria morbidezza.

Quarto vino: Châteauneuf-du-Pape 2012, Clos du Mont-Olivet, alcol 15%. Stessa annata calda del Gigondas. Profumi intensi che richiamano la frutta rossa cupa, con note di pelle e pepe, un sentore di iris e succo di liquirizia. Chiude con piacevoli note di cacao, cioccolato, prugna sotto spirito, carruba e tabacco scuro. È risultato avvolgente con un tannino mascherato dal calore e dal frutto.

Quinto vino: Muscat de Beaume de Venise le Chant des Griolles 2013, Paoul Jaboulet Aîné, alcol 15%. Vino di un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, consistente. Questo vino è prodotto in un territorio non molto ampio (AOC dal 1944 e modificata nel 1972), conosciuto per la produzione di vini dolci naturali, prodotti, appunto, interrompendo la fermentazione e con l’aggiunta di alcol. Beaume significa grotta e quindi terreni calcarei con presenza di marne, particolarmente adatti a coltivare i due vitigni petit grains blanc e rouge. Si sente chiaramente l’aromaticità dell’uva, quindi erbe aromatiche (salvia e menta), un tocco di pesca bianca, litchi e una nota agrumata per una grande piacevolezza olfattiva e una dolcezza ben equilibrata dalla notevole freschezza.

Alberto Romanato, delegato AIS di Padova, ha concluso la serata annunciando il servizio di un gustoso piatto di risotto, non prima di aver elogiato la superlativa lezione di Mariano Francesconi e dando appuntamento a tutti alla seconda “lezione”, con il Rodano Settentrionale, prevista per giovedì 15 novembre, all’Hotel Al Tezzon di Camposampiero.

Foto a cura di Rossano Moretto

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