Quest’anno il consueto viaggio-studio estivo organizzato da AIS Padova ci porta a scoprire la regione d’Italia più piccola per dimensioni, ma non per le sue eccellenze: la Valle d’Aosta.
Lungo il percorso facciamo una prima tappa piemontese alla Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema, dove Manlio ci accoglie tra i filari allevati a pergola sorretti dai caratteristici “pilun” e ci guida in una passeggiata tra le vigne. Qui il lavoro dell’uomo emerge con forza, in un territorio che parla di fatica e dedizione, resa ancora più evidente dal caldo intenso -che ha fatto sentire un po’ “eroici” anche noi!-. Un po’ di refrigerio lo troviamo nella sala degustazione, dove abbiamo assaggiato le migliori espressioni di Nebbiolo:
Rosato Tournet 2025 Spumante Metodo Classico
Carema Doc 2020 – 2022
Carema Riserva Doc 2021
e per concludere la sorpresa di un inaspettato cimelio: Carema Doc 2012
Nel pomeriggio raggiungiamo la prima sottozona valdostana per visitare Caves Cooperatives De Donnas, la più antica cantina sociale della Valle, fondata nel 1971 in concomitanza con il riconoscimento della prima Doc regionale, che ha avuto un ruolo decisivo nella diffusione anche all’estero del nebbiolo, qui chiamato picotendro. La forza della cantina sta, infatti, nella varietà di vinificazioni di uno stesso vitigno, che possiamo confrontare durante la nostra degustazione:
Nebbiolo Vallée d’Aoste Doc Barmet 2024
Vallée d’Aoste Doc Donnas 2020
Donnas Napoleon 2022
Donnas Miniere 2020 quest’ultimo legato a un progetto di affinamento nel sito minerario di Cogne, a temperatura costante naturale e senza consumo energetico, a cui aderiscono diverse cantine valdostane.
In serata raggiungiamo Saint Vincent, dove, ci attende una cena conviviale e il meritato riposo.
Il secondo giorno inizia con una colazione a base di salumi e formaggi locali, tra cui il lardo d’Arnad Dop e la Fontina DOP: il modo migliore per prendere confidenza col territorio!
Carichi di entusiasmo arriviamo all’azienda Ottin, realtà giovane fortemente legata ai vigneti collinari su suoli morenici, sabbiosi e granitici che danno vini molto sapidi e minerali. Accolti da Elio Ottin nel vecchio fienile ci approcciamo alla degustazione di:
Petite Arvine Vallée d'Aoste Doc 2024
Petite Arvine Vallée d'Aoste Doc Nuances 2023
Torrette Superieur Vallée d'Aoste DOC 2023 - petit rouge, fumin, cornalin -
Vallée d'Aoste Doc “Non Expedit” 2023 – syrah -
Pinot Noir Vallé d’Aoste Doc L'Emerico 2022
Clairet 2022 - picotendro e neyret -
Chardonnay Vallée d'Aoste Doc Canto X
Il nostro viaggio non è solo vino, ma ci consente una visita guidata ad Aosta, città romana fondata nel 25 a.C. esoprannominata “la Roma delle Alpi” per la sua grande storia e i suoi monumenti, come l’arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il Teatro Romano, il criptoportico e la Collegiata di Sant’Orso.
Proseguiamo poi verso Aymavilles, dove André, giovane presidente di Cave des Onze Communes, ci svela una realtà che conta circa 160 soci e che sperimenta l’affinamento in botti di granito del Monte Bianco.
La degustazione comprende:
Folies 2025 Metodo Charmat Brut - pinot noit, chardonnay, sauvignon blanc-
Chardonnay Vallée d'Aoste Doc Impronte di ghiaccio 2024
Petite Arvine Miniera 2022 Mayolet Vallée d'Aoste Doc
Coin Noble 2025 Vallée d'Aoste Doc
Coin Noble Torette 2023 -petit rouge, fumin, cornalin-
Muscat petit grains Vallée d'Aoste Doc Flétry 2023
La mattina seguente ci avventuriamo alla scoperta di Morgex e La Salle, la sottozona più alta della Valle d’Aosta, dove i vigneti arrivano fino a 1215 metri. La cantina Cave Mont Blanc lavora circa 30 ettari di prié blanc, varietà autoctona coltivata a piede franco grazie al terreno sabbioso e al clima invernale rigido e prolungato che ha inibito la propagazione della fillossera.
La visita alla cantina sotterranea termina nella sala degustazione con l’assaggio di quattro vini estremi:
Vallée d’Aoste DOC Blanc de Morgex et de La Salle a base di prié blanc versione ferma
XT Metodo Classico Extra-Brut Mines
Magnetite Metodo Classico Extra-brut affinati nelle miniere di Cogne e accompagnati da taglieri di Fontina Dop.
L’azienda presenta anche il progetto in collaborazione con le Guide Alpine di Courmayeur che ha portato alla realizzazione della Cuvée des Guides, spumante affinato sul Monte Bianco a 3400 metri. Prima di ripartire, NicolasBovard il presidente in carica della cooperativa, ci accompagna per una breve passeggiata tra le bassissime pergole valdostane inerpicate su ripidi terrazzamenti che ci danno chiaramente l’idea del grande lavoro di questi viticoltori.
Dopo pranzo nella moderna cantina Les Crêtes, Riccardo - addetto all’accoglienza - ci guida tra architettura e vino, soffermandosi sul nuovo metodo di affinamento in “ovetti” di cemento, una scelta che fonde artigianato e sperimentazione.
La degustazione propone:
Vallée d'Aoste Doc Rosé 2025 - petit rouge -
Chambave Moscato Vallée d'Aoste Doc 2024
Chardonnay Vallée d'Aoste Doc Cuvée Bois 2023
Cornalin Vallée d'Aoste Doc 2025
Merlot Vallée d'Aoste Doc Le Merle 2021 accompagnati da un ricco assortimento di formaggi e salumi.
Rientrati a Saint Vincent, la serata ha lasciato il tempo anche per una capatina al casinò, con qualche fortunato e chi semplicemente si è divertito tra chiacchiere e tisane.
Arrivati all’ultimo giorno ci dirigiamo a La Crotta di Vigneron, dove due soci ci aprono le porte della cantina e della distilleria, cui segue una degustazione guidata dal presidente della cooperativa per assaggiare:
VSQ 4478 Nobleffervescence - pinot noir -
Chambave Muscat Vallée d'Aoste Doc
Mines 2023, Fumin Vallée d'Aoste Doc e Mines 2020
Vallée d'Aoste Doc Chambave Moscato passito Prieuré 2021 accompagnati da formaggi e dal celebre budin.
Concludiamo il viaggio al Salumificio Bertolin, con una degustazione di salumi e formaggi tipici che ci fa già rimpiangere la partenza e poi, abbiamo osservato da vicino la produzione del Lardo di Arnad Dop e della Mocetta. Una filiera che è memoria, cultura e sapore.
Il rientro avviene sotto un temporale intenso, quasi un saluto della Valle d’Aosta. Torniamo a casa con nuovi sapori, ma soprattutto, con un bagaglio di cultura e la consapevolezza che il vino è, più di ogni altra cosa, memoria liquida di un luogo.