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Visita all'azienda La Costa

Tra tradizione e innovazione

La delegazione di Padova ha ripreso il suo consueto programma volto alla conoscenza del territorio.  

Sabato 7 febbraio siamo stati a Vo’ presso l’azienda vitivinicola La Costa. L’azienda vanta una lunga presenza nella realtà vitivinicola a Cortelà di Vo’, dove, Attilio Facchin a inizio secolo scorso coltivava già la vite e allevava il bestiame. Il figlio Giovanni, negli anni sessanta, fondò l’attuale azienda e proseguì la viticoltura incrementando la cantina con l’aiuto dei quattro figli: Stefano, Marco, Davide e Alberto; saranno proprio loro, agli inizi del 2000, che daranno un’ulteriore svolta alla coltivazione della vite e alla vinificazione. 

Nacque la linea Petrarca, risultato di una sapiente riorganizzazione della produzione delle uve, da anni coltivate, quali: merlot, cabernet, moscato giallo, serprina, pinella, pinot nero, chardonnay e pinot grigio. Rinnovamento estetico delle etichette delle bottiglie di vino, introducendo l’immagine di una penna d’oca quale simbolo del sommo poeta Petrarca che soggiornò ad Arquà.  

Attualmente l’azienda ha in attivo 60 ettari di proprietà, dislocati in varie zone dei Colli Euganei: Vò, Lozzo Atestino, Arquà, Lispida e Zovon, realizzando così un vasto areale in cui piantare vigneti con diverse esposizioni e terreni per sfruttare al meglio il rapporto tra vitigno, vigneto e suolo. Si sono susseguiti nel tempo nuovi impianti ed espianti di vecchie viti, pur conservando ancora viti di cinquant’anni piantate dal nonno. 

Sono i nipoti del fondatore, la quarta generazione, i giovani cugini Matteo, Giacomo e Francesco, ognuno con la loro professionalità che ci hanno accolto in azienda mostrandoci i versanti vitati a ridosso della cantina. Giacomo ha accennato la storia della famiglia, Francesco, l’enologo, ci ha fatto capire la sua visione di vino e di viticoltura. L’azienda adotta la coltivazione integrata con uso parsimonioso di prodotti chimici, irrigazione di soccorso sotterranea, utilizzo di tecniche di potatura adeguate, tutto il possibile ed il meglio per far sì che la pianta produca nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Gli ultimi anni sono trascorsi tra ricerche, prove in vigneto e in cantina da parte dei giovani che hanno messo a frutto a seguito dei loro studi universitari ed esperienze all’estero. 

Lasciamo il cortile della cantina e il bel panorama che si gode per passare all’interno. In bella mostra, ancora, le vecchie botti in cemento, le nuove cisterne in acciaio e infine la bottaia per l’affinamento del vino rosso. Tecnologia e qualità nella scelta dei contenitori dei vini.

Nella saletta di degustazione, Matteo ci ha presentato la loro nuova linea di vini chiamata “Selezione” che si aggiunge alla classica "Petrarca". Le etichette dal gusto minimalista e con in evidenza il nome del vitigno fanno il loro ingresso. Arrivano anche Primaluce, da uve sauvignon e il Flora, un pinot nero rosè sui lieviti. 

Degustazione di quattro vini rappresentativi della filosofia della cantina:

COLLI EUGANEI SERPRINO DOC 2025

Colore paglierino tenue, il sorso è immediato, fresco di mela verde e agrume, dal timbro sapido dove il territorio vulcanico fa la differenza.  Versione classica frizzante che dona piacevolezza alla beva, adatto per aperitivi con cicchetti. 

PRIMALUCE Sauvignon Veneto IGT 2024 Clone 108

Un approccio moderno e inusuale di un particolare clone. Primo anno di produzione da un vigneto di cinque anni per mettere in pratica tecniche di vinificazione acquisite in Cile. Colore paglierino lucente, profumi di ginestra e pesca bianca corredati da accenni vegetali. All’assaggio è asciutto, sapido e teso su note finali citrine. Ottimo con risotti alle erbette.

PINOT NERO VENETO IGT 2021 

E’ una scelta controcorrente la coltivazione del pinot nero nei Colli Euganei, ma per i giovani Facchin è un’altra sfida. L’obbiettivo era di avere un pinot nero dal timbro più strutturato da un vigneto di dodici anni considerando il clima dell’annata e il terreno. Il colore è rubino vivace. Al naso sentori di ciliegia e rosa passita, una nota di tabacco e pepe nero. In bocca il sorso è terso, tannino vivo, delicatamente sapido, lungo retrogusto fruttato.  Accompagna un hamburger gourmet di Chianina. 

MOSCATO GIALLO VENETO 7/14/21  IGT 2023 

Questo moscato dolce della linea Petrarca è vendemmiato tardivamente ,a novembre. Il colore è giallo paglierino luminoso, i profumi sono intensi di agrume candito, susina e il fiore della magnolia, sentori di salvia completano il quadro aromatico tipico del moscato. Il sorso è avvolgente, morbido con gradevole freschezza al palato. Abbinamento: focaccia pasquale e formaggi caprini.  

 

Pubblicato: 20 febbraio 2026
Autore: Stefania Minante
Provincia: Padova
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