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Alla scoperta del Friularo da Asja Rigato

Identità, territorio e nuove visioni enologiche di un grande vitigno autoctono

 

Il 3 ottobre 2026, una degustazione tecnica dedicata al Friularo ha offerto l’occasione di approfondire uno dei vitigni più identitari della Bassa Padovana, attraverso il confronto tra tradizione contadina, ricerca enologica e nuove interpretazioni del vino. Protagonista dell’incontro, accanto al Friularo di Bagnoli DOCG, il progetto Raboseo, espressione di una viticoltura che riscopre la purezza varietale e il valore della convivialità.

Il percorso ha preso avvio a Bovolenta, nel territorio tutelato della denominazione, dove la giovane vignaiola ed enologa Asja Rigato conduce l’azienda di famiglia, avviata con la prima vendemmia ufficiale nel 2019. Dopo gli studi enologici e le esperienze professionali all’estero, Asja ha scelto di valorizzare direttamente le uve dei vigneti familiari, affiancata dai genitori nelle attività agronomiche e di cantina. Potatura e vendemmia vengono eseguite manualmente, in un progetto che unisce competenza tecnica e legame con la terra.

Il Friularo, una storia legata all’acqua e al tempo

Il Friularo, biotipo locale del Raboso, trova nella pianura padovana un ambiente caratterizzato da suoli di origine alluvionale, con alternanza di sabbie e argille. La vicinanza ai corsi d’acqua, in particolare al Bacchiglione, ha storicamente favorito gli scambi commerciali e la diffusione di questo vino, apprezzato anche per la sua naturale acidità e capacità di conservazione, infatti, grazie alle sue capacità di affrontare lunghi viaggi senza deteriorarsi, un tempo era chiamato: "vin da viajo" ovvero, vino da viaggio.

La maturazione tardiva è uno dei tratti distintivi del vitigno: tradizionalmente la vendemmia poteva protrarsi oltre San Martino, l’11 novembre. Una caratteristica che oggi, anche grazie ad autunni più miti, permette di esplorare differenti livelli di maturazione. L’acidità, la struttura tannica e la personalità aromatica del Friularo diventano così elementi da gestire e valorizzare, anziché semplici ostacoli tecnici.

Raboseo 100% friularo 2024

La degustazione ha posto in evidenza il Raboseo, rosato rifermentato in bottiglia secondo la tradizione del col fondo. Non si tratta di un metodo classico, ma di una rifermentazione che mantiene i lieviti in bottiglia, senza sboccatura, recuperando il carattere autentico e conviviale delle antiche consuetudini di osteria.   

La base ottenuta dal mosto fiore, la rifermentazione con lieviti indigeni e una pressione contenuta contribuiscono a definire una bollicina delicata, sostenuta da freschezza e agilità di beva. Al palato l’acidità vivace trova equilibrio nella carbonica soffice, dando vita a un vino scorrevole, adatto all’aperitivo e alla tavola, dai salumi ai formaggi giovani, fino a preparazioni di mare saporite.

Le molte anime del Friularo

Il confronto è proseguito con tre interpretazioni che testimoniano la versatilità del vitigno. 

Salsoserica 100% friularo 2024 

Rosso frizzante rifermentato in bottiglia, unisce una lavorazione in rosato a una macerazione carbonica. Il risultato è un vino succoso, dai richiami di ciliegia e amarena, con accenni speziati e tannini morbidi, pensato per una fruizione contemporanea e conviviale.

Leiriope 100% friularo 2020 

Rosso fermo ottenuto da Friularo in purezza e macerazione carbonica a grappolo intero, punta a rendere più armonica la naturale tensione del vitigno. Il profilo olfattivo richiama frutti rossi, marasca, petali di rosa e sottobosco; al gusto, freschezza e trama tannica si integrano in un insieme equilibrato e persistente.

Bagnoli Friularo Docg  

Rappresenta la sintesi di tre tecniche: appassimento naturale, lunga macerazione sulle bucce e macerazione carbonica. L’affinamento di 24 mesi in rovere francese esausto contribuisce a integrare struttura e complessità. Il confronto tra le annate 2019 e 2020 ha mostrato come durata e intensità dell’appassimento possano modificare corpo, maturità del frutto e percezione tannica, offrendo due letture differenti dello stesso progetto.

L’incontro ha evidenziato quanto sia fondamentale collegare tecnica, territorio e comunicazione. Comprendere le scelte di vinificazione, dal rosato rifermentato al rosso frizzante, fino alle interpretazioni più strutturate e complesse, il Friularo dimostra una notevole capacità espressiva. Un patrimonio da conoscere e valorizzare, nel quale la tradizione non rappresenta un limite, ma il punto di partenza per nuove visioni enologiche. 

 

Pubblicato: 10 ottobre 2026
Autore: Catia Nassi
Provincia: Padova
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