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Il mercato dei Vini dei Vignaioli indipendenti 2025

Bologna rafforza la filiera corta del vino

Claudia Garonzi

 

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, a BolognaFiere, chiude l’edizione 2025 oltre quota 28.000 visitatori. Il format si consolida come piattaforma commerciale più che come semplice rassegna: circa 1.000 aziende e oltre 8.000 etichette in degustazione e acquisto diretto, su quasi 40.000 metri quadrati e quattro padiglioni. Per buyer e ristorazione resta un osservatorio sulle tendenze del vino artigianale. Il punto economico è la vendita senza intermediari. Il vignaiolo indipendente, per statuto, controlla vigna, vinificazione, imbottigliamento e messa in commercio. È un modello che sposta valore verso l’impresa agricola, riducendo la dipendenza dai passaggi distributivi. In un contesto di costi più alti e di domanda meno prevedibile, il contatto diretto diventa anche strumento di stabilizzazione: si vende, si testa il posizionamento, si costruisce un portafoglio clienti che ritorna. La scelta di Bologna è ormai strutturale. La partnership con BolognaFiere è stata rinnovata fino al 2028, elemento che aumenta la prevedibilità per espositori e operatori. L’organizzazione spinge su servizi “da retail” che riducono attrito all’acquisto: 1.500 trolley a noleggio e un servizio di spedizione in fiera per chi compra volumi maggiori. La presenza di 28 olivicoltori indipendenti, accanto al vino, segnala la tendenza a integrare prodotti affini e ad ampliare la spesa media.

Anche la leva prezzo è rimasta prudente. Nel 2025 non risultano aumenti dei biglietti e restano attive riduzioni per sommelier e operatori. È una scelta che difende l’accessibilità e sostiene l’afflusso, quindi i ricavi delle aziende presenti, più che massimizzare l’incasso al botteghino. Il ritorno economico non si ferma ai padiglioni. Il Fuori Mercato estende i flussi in città: oltre cinquanta locali tra enoteche, wine bar, bistrot e ristoranti hanno aderito agli appuntamenti del weekend, inclusa la Notte Bianca della Ristorazione con cucine aperte fino a mezzanotte. L’evento diventa così un moltiplicatore per l’ospitalità urbana, intercettando turismo enogastronomico e spesa serale. Sul fronte di settore, l’agenda 2025 ha richiamato temi che incidono sui conti aziendali: gestione del rischio climatico, regole e incentivi della PAC, accesso ai mercati. In sintesi, FIVI fotografa un segmento che cerca efficienza senza perdere identità. La filiera corta non è solo narrazione: è un modello di vendita che può aiutare molte aziende artigiane a reggere la competizione e la volatilità del mercato.

Pubblicato: 15 gennaio 2026
Provincia: Verona
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