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La rinascita della Ningxia

Dal carbone all’oro della viticoltura

La rinascita della Ningxia

Dal carbone all’oro della viticoltura

 

Ningxia, un nome difficile da pronunciare e sconosciuto ai più, non poteva che attirare la curiosità di molti sommelier e appassionati! Merito di Marco Tinello, relatore capace di immergerci nei suoi viaggi con racconti vividi sul campo.

La Ningxia è una regione autonoma nel nord-ovest della Cina che si afferma come cuore della viticoltura nazionale, grazie a un ambizioso progetto statale.

Sebbene la viticoltura moderna in Cina sia nata tardi, con la produzione della prima bottiglia di vino dalla cantina statale di Xi Xia King Winery nel 1984, l’ascesa di questo paese è stata estremamente rapida, arrivando nel 2018 a diventare sede del “Concours Mondial de Bruxelles”.

Le origini del vino cinese, però, risalgono già alle dinastie Han (206 a.C.-220 d.C.), Tang (618-907), Song (960-1279) e Yuan (1271-1368), anche se il primo contatto con la viticultura occindentale avvenne nel 1892, quando dei monaci francesi crearono a Shandong la Fondazione Yantai, primo centro di importazione di vigne europee. Il legame con la Francia si rafforzò poi con l'assunzione di enologi e agronomi francesi e la formazione di giovani cinesi oltralpe, culminando nel 2013 con la nascita della Facoltà di Enologia Ningxia Yinchuan e la riconversione della regione da polo carbonifero a centro vitivinicolo. 

Geograficamente, la Ningxia si divide in tre aree: settentrionale con il fiume Giallo, centrale con la zona desertica e la meridionale montuosa che crea una barriera contro i venti freddi mongoli e la sabbia del Gobi. Suoli variegati (alluvionali, sabbiosi, calcarei ricchi di sali, silicio e limo) e poveri di materia organica, favoriscono la penetrazione delle radici in profondità. Il clima estremo, estati fino a 40°C e inverni fino a -20°C, rende necessaria l’applicazione di tecniche vitivinicole innovative, quali il sistema “Du Long Gan”, un impianto ad alta densità che prevede un’inclinazione di 35-45° dei fusti, in modo che risultino facili da interrare d’inverno e da dissotterrare in primavera. La poca piovosità e la povertà del terreno impongono l’irrigazione e la fertilizzazione delle vigne ma, la scarsità di parassiti e malattie porta a un’alta applicazione di pratiche bio e biodinamiche.

Il disciplinare nasce nel 2013 e si articola in 10 punti, con una classificazione della qualità in un sistema a 5 livelli che, tuttavia, non annovera nessuna cantina al livello più alto, a indicare la continua ricerca di miglioramento.

Il 90% del vigneto è a bacca nera, con una prevalenza di cabernet sauvignon, mentre, per la bacca bianca troviamo chardonnay, riesling italico e renano, vidal e petit manseng.

Curiosa è la presenza di marselan, incrocio di cabernet sauvignon e grenache che dal 2017 rientra con una produzione cinese tra i migliori 100 vini mondiali.

La zona più vocata alla viticoltura è quella del Monte Helan, a nord-ovest della città di Yinchuan, con 15 aziende produttrici, tra cui Silver Heights, di cui andiamo a degustare 8 etichette.

  • “Bloom White Sparkling” 2023: 80% chardonnay, 12% pinot nero, 8% vino di riso. Vinificazione in acciaio separata per varietà, fermentazione pet nat per 12 mesi. Rosa corallo luminoso, bollicina setosa, al naso sentori di fragola, melograno e arancia rossa. In bocca è fresco, cremoso con una bella sapidità e una nota lattica data dalla presenza del vino di riso.
  • “Family Reserve” Chardonnay 2021: 100% chardonnay. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 8 mesi in barrique nuove. Giallo paglierino, al naso frutti a polpa bianca croccanti, frutta secca, miele, note di piccoli fiori bianchi. Al sorso è rotondo, morbido, con buone freschezza e sapidità.
  • “Sand Lake Moon Orange” 2022: 50% malvasia, 50% diviso tra viogner, sauvignon, riesling renano, gewurztraminer, moscato giallo. Vinificazione e fermentazione a grappolo intero in anfora, affinamento di 12 mesi in barrique usate (30%) e anfora (70%). Colore dorato intenso dovuto alla macerazione, aromatico, agrumato, con sentori mentolati che ritroviamo anche al palato, insieme a una nota marcata amaricante .
  • Jiayuan Pinot Nero 2020: 100% pinot nero. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 12 mesi in barrique usate (50%) e anfora (50%). Rosso rubino intenso, al naso sentori di frutti rossi, rabarbaro, tamarindo, con una nota terrosa distintiva. In bocca è fresco, tannico con una chiusura ammandorlata.
  • Jiayuan Marselan 2022: 100% marselan. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 12 mesi in barrique nuove. Rosso rubino scuro e intenso, note erbacee e di more. In bocca è austero, fresco, tannico e persistente.
  • Jiayuan Cabernet Sauvignon 2021: 100% cabernet sauvignon. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 12 mesi in barrique usate. Al naso risaltano la nota erbacea e profumi di frutti scuri maturi. In bocca è pieno, morbido e tannico.
  • “Red Family Reserve” 2018: 75% cabernet sauvignon, 25% merlot. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 12 mesi in barrique usate. Note intense di frutta matura, cioccolato, cuoio, rabarbaro che ritroviamo al naso come in bocca; tannino setoso, vino pieno, atto all’invecchiamento.
  • “The Summit” Cabernet Sauvignon 2020: 100% cabernet sauvignon. Vinificazione e fermentazione in acciaio, affinamento di 18 mesi in barrique nuove 50% e di secondo passaggio 50%. Rosso rubino intenso, al naso esprime note erbacee e terziarie. In bocca è pieno e corposo, con una beva piacevole.
Pubblicato: 7 marzo 2026
Autore: Vittoria Raimondi
Provincia: Padova
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