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Seminario Etna: il vulcano e i suoi versanti

Alla scoperta dei vitigni e delle contrade etnee

di Laura Torchiaro

 

Lo scorso 28 febbraio AIS Venezia, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini Etna DOC, ha dedicato un approfondimento alla denominazione etnea con l’incontro “L’Etna e i suoi versanti”. Ospiti e relatori sono stati Maurizio Lunetta, Direttore del citato Consorzio, Claudio Di Maria, Miglior Sommelier Sicilia 2023 e Miglior Sommelier Etna 2024, e Mariagrazia Barbagallo, Vicepresidente AIS Sicilia e Delegata AIS Catania.

Attraverso i loro interventi è emerso il profilo di una denominazione fortemente identitaria, in cui i vitigni autoctoni, principalmente Nerello Mascalese e Carricante, rappresentano il cuore espressivo del territorio. L’Etna DOC si sviluppa lungo la fascia pedemontana del vulcano, in un contesto geologico unico che incide profondamente sulla personalità dei vini. I suoli, spesso di natura andica e derivanti dall’evoluzione di ceneri e lapilli vulcanici, sono ricchi di minerali capaci di trattenere l’umidità contribuendo alla tensione e alla marcata impronta minerale dei vini etnei. Nel corso dell’incontro è stata richiamata l’emblematica riflessione di Alberto Aiello Graci, storico produttore etneo, che definisce la morfologia dell’areale dell’Etnea un’area geologicamente più che moderna, addirittura “contemporanea”. Una contemporaneità che non riguarda soltanto il vulcano in sé, ma soprattutto il territorio nel suo insieme. Pur avendo origini geologiche antichissime, l’Etna è un sistema ancora attivo, in continua trasformazione. Le eruzioni, le colate laviche e le emissioni di cenere modellano costantemente il paesaggio, generando ad ogni colata nuovi suoli e modificando quelli esistenti. È proprio questa dinamicità a rendere unico il territorio etneo: ogni annata nasce in condizioni potenzialmente diverse da quelle che l’hanno preceduta, sia dal punto di vista climatico che pedologico. A differenza di altri contesti, dove il terroir evolve unicamente sotto il profilo dell’influenza del tempo e dell’uomo, sull’Etna anche il terreno può mutare proprio in virtù delle colate che si susseguono e alterano la morfologia del suolo. Il vino diventa così espressione di un equilibrio sempre nuovo, testimone di un territorio vivo e in costante divenire che rende l’Etna un unicum nel panorama mondiale.

La suddivisione in quattro versanti — nord, est, sud-est e sud-ovest — riflette differenze di esposizione e condizioni pedoclimatiche che hanno portato al riconoscimento di 133 Unità Geografiche Aggiuntive, le contrade, capaci di marcare in modo ancor più identitario il legame tra vino e territorio. Il Consorzio ha inoltre avviato studi di zonazione sempre più dettagliati e politiche di contenimento dell’espansione della superficie iscritta, con una visione che guarda anche a una possibile evoluzione verso la DOCG.

In degustazione, i seguenti vini tutti appartenenti alla denominazione Etna DOC:

  1. Maria Gambino – Brut 2018 Metodo Classico: Spumante da 100% Nerello Mascalese che sorprende per luminosità, finezza e vibrante acidità: pur derivando da un vitigno a bacca nera, si esprime con eleganza, tensione e marcata sapidità; i 55 mesi di permanenza sui lieviti conferiscono complessità e un distintivo sentore di pietra focaia.
  2. La Contea – Etna Est Rosato 2020 Metodo Classico: Rosato da Nerello Mascalese caratterizzato da evidenti note fruttate e acidità naturale, profilo fragrante e persistente, valorizzato dalla lunga permanenza sui lieviti.
  3. Giovinco – Etna Bianco “Tre Versanti” 2024: 80% Carricante, 20% Catarratto, dinamico e verticale, con note agrumate, floreali e di pietra focaia, esprime una freschezza evidente che in chiusura denota un finale lungo e saporito.
  4. Ciro Biondi – “Pianta” 2022 Etna Bianco: 90% Carricante, 10% Catarratto e Minnella. Bianco di maggiore struttura e profondità, affinato in barrique e tonneau, con ampiezza gustativa ed equilibrio. Sapido, con ricordi di miele e vaniglia, rilascia in bocca tutta la sua eleganza.
  5. Azienda di Rachele – Etna Bianco Superiore 2021: 100% Carricante d’altura, contraddistinto da tensione acida e spiccata impronta minerale, con significativa capacità evolutiva.
  6. Casale 120 – Senecio Contrada Picciolo 2024 Etna Rosso: Da viti centenarie di Nerello Mascalese, evidenzia tannino deciso ma sostenuto da vivace acidità ed elegante equilibrio.
  7. Benanti – Contrada Monteserra Etna Rosso 2023: 100% Nerello mascalese dal profilo equilibrato e armonico, con finezza tannica e progressione gustativa elegante data anche dalla maturazione di 12 mesi in tonneaux di rovere francese.
  8. Generazione Alessandro – Sciaramanica Vigna Vecchia 2022 Etna Rosso: 90% Nerello Mascalese, 10% Nerello Cappuccio-Alicante. Espressione di concentrazione cromatica e profondità, con struttura solida e grande complessità aromatica sulle note di frutti rossi, cardamomo e legno di sandalo.
  9. Tenuta Ferrata – Punta Drago Etna Rosso 2022: 100% Nerello Mascalese Vino di intensità e struttura, con trama ampia e persistente che sottolinea la forte identità territoriale. Il corredo olfattivo rimanda a sentori di ciliegia e frutti di bosco con una sottile speziatura e una pronunciata mineralità sapida
  10. Azienda agricola Francesco Tornatore – Contrada Pietrarizzo Etna Rosso 2021: il Nerello Mascalese si distingue per verticalità, precisione minerale e finezza espressiva, danzando su note di frutti rossi e spezie dolci.
Pubblicato: 9 marzo 2026
Provincia: Venezia
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