Nel Colli Orientali del Friuli si collocano tre delle quattro DOCG friulane e, per una combinazione fortuita di eventi, seppur apparentemente sfortunati perché spesso sferzati dal vento e al contempo continuamente bagnati dalla pioggia, si produce vino da 2000 anni.
La curiosa forma che assume quest’area risale alla lontana presenza di una delle più antiche barriere coralline che, una volta emerse, hanno generato, con il passare di milioni di anni, un terreno apparentemente povero, estremamente drenante e colmo di fossili organici affioranti dove il vento del Foehn, immancabile nel mese di settembre, asciuga le uve di vigneti dall’età media più avanzata d’Italia.
Un vitigno emblematico di questa regione di autoctoni è il Refosco, un nome che deriva dall’aggettivo che si attribuiva soltanto a quel vino che, in una terra di bianchi, poiché i rossi faticavano a maturare, finalmente otteneva una morbidezza sufficiente da essere bevuto.
La sua complessa genealogia lo ha declinato in più di cinquanta sottotipi da cui derivano i quattro più conosciuti e coltivati: Refosco dal peduncolo rosso, Refosco di Faedis, Terrano e il rarissimo Tazzelenghe. Una degustazione condotta da Matteo Bellotto, esperto di vino e filosofo, ha suggerito una diversa e affascinante chiave di lettura di questo vitigno, spesso noto solo per le sue sferzanti durezze, restituendo invece una realtà inaspettata e tassellata di singolarità e accenti con cui si dà voce all’identità di un territorio unico.
Refosco dal peduncolo rosso 2022 Riserva – Azienda Antico Broilo
Da vigneti con più di settant’anni nella zona di Prepotto. Si presenta alla vista con un colore rosso intenso dalle sfumature porpora; alle note di mirtillo e mora che caratterizzano l’esame olfattivo si aggiungono al palato percezioni di ciliegia matura e glassa di amarena con un affascinante cenno di goudron dal gentile contrappunto. Freschezza e tannino dichiarano senza timidezza la personalità del vitigno e al contempo regalano una piacevolezza di beva grazie anche ad una vendemmia all’insegna della piena maturità fenolica e tecnologica.
Refosco dal peduncolo rosso 2022 – Azienda Petrucco
Da Buttrio, zona particolarmente calda come anche l’annata in degustazione. Dall’impenetrabile rosso carminio sovviene all’olfatto con diversi sentori di frutta nera tra cui mora, ribes e mirtillo impreziositi da una leggera speziatura. L’irruenza del vitigno è ingentilita dalla surmaturazione delle uve, da un utilizzo sapiente di barrique e non per ultimo dalla complicità dell’andamento della stagione, che all’unisono generano piacevoli morbidezze in contrapposizione a sfaccettature caratteriali date dall’immancabile acidità ed intensità tannica.
Refosco dal peduncolo rosso “Romain” 2018 – Azienda Rodaro
Un’interessante quanto insolita interpretazione con appassimento dei grappoli di refosco in cassette, vinificazione a cui seguirà l’affinamento in barrique ed un titolo alcolometrico ben del 17%! In questa moderna e nuova versione del refosco spiccano le morbidezze che si fondono ad un fitto e tannino mai comprimario ed un acidità che ne mantiene comunque lo slancio verticale. Permane il tipico profilo olfattivo di piccoli frutti rossi croccanti all’interno di una complessità che spazia dalle sensazioni tostate, a quelle di erbette provenzali ed ancora di frutta questa volta in forma di confettura.
Refosco di Faedis 2021 – Azienda Ronc dai Luchis
Rosso rubino di media intensità esprime all’olfatto note di frutta rossa e melograno che assumono al sorso ulteriore potenza espressiva con l’apporto di sensazioni retronasali floreali e di china. L’acidità vibrante non smentisce la natura del vitigno che si vuole esaltare dichiarandolo esplicitamente grazie ad una specifica e contraddistinta etichetta bianca; Degustandolo appare fiero di riconoscersi e “rapace” come in passato si usava definire il Refosco di Faedis. E’ un vino che racconta con sincerità ed orgoglio vitigno e territorio.
Refosco di Faedis 2019 – Azienda Zani
L’etichetta nera indica la versione “Riserva” che è caratterizzata dal passaggio in legno e dalla successiva sosta in bottiglia. Il 20% delle uve proviene da un vigneto archivio risalente al 1867 tutt’ora produttivo e che vanta l’ulteriore primato di essere a piede franco. Di un elegante rosso carminio invita alla degustazione che di fatto non delude quanto visivamente promesso attraverso un piacevole profilo olfattivo che si compone di sensazioni floreali, di erbette aromatiche e frutta croccante tra cui spiccano ribes e ciliegia; al sorso si aggiunge una leggera percezione di polvere di caffè. L’identità graffiante che contraddistingue il vitigno convive qui con la morbidezza in un’elegante maturità.
Tazzelenghe – Azienda Conte d’Attimis Maniago
Così raro da apparire quasi un mito, o un sentito dire, tale da ammantare di fortuna chi abbia avuto il privilegio di assaggiarlo, questo vitigno autoctono non viene allevato in nessun’altra parte del mondo se non nei sette ettari ritagliati nelle colline più a nord dei Colli Orientali del Friuli; l’intenso profilo olfattivo si compone di fiori secchi e frutta rossa; poi leggere e raffinate note amaricanti che virano verso sensazioni balsamiche e ricordi di tabacco da pipa; elegantemente quasi astringente fa onore alla fama del vitigno le cui rinomate durezze convivono con la maestria con cui i produttori, giunti alla diciottesima generazione, ne elaborano le potenzialità espressive.