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Montefalco, terra per il vino

Le parole precise di un oratore come Claudio Ciotti - attento, meticoloso, quasi maniacale nella scelta di ogni termine - non nascondono la profonda dedizione per ciò che racconta. Ascoltandolo, mi torna alla mente un vecchio brano di un liricista che con le parole sa davvero giocare: Marco Fiorito, meglio conosciuto come Kaos One.

“1971” è il titolo della canzone. Un caso che coincida con l’anno di nascita del nostro relatore? Forse sì, forse no. Ma le coincidenze, a volte, raccontano più di quanto sembri.

Se la voce graffiante del rapper percorre un’altra strada espressiva, qualcosa in comune con Claudio Ciotti esiste: la forza delle parole e, soprattutto, ciò che resta tra le righe. Perché spesso ciò che non viene detto è proprio ciò che definisce davvero una persona.

Nel suo modo di raccontare il territorio, nel ponderare ogni parola dedicata all’areale di Montefalco, emerge qualcosa che vale più di mille discorsi: una passione autentica, quasi viscerale, per questa terra.

Una terra che proprio nel 1971 - ancora una coincidenza? - vede nascere la prima bottiglia di Sagrantino messa in commercio dalla cantina cooperativa di Foligno. Da lì prende slancio una storia che porterà il Montefalco Sagrantino a ottenere la denominazione DOCG nel 1992.

Oggi questo grande vino, insieme al Trebbiano Spoletino, rappresenta una delle forze trainanti del territorio, sostenuto dal lavoro consortile e dall’impegno di chi continua a raccontarlo al mondo.

E noi, in questa serata, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo nel modo più diretto possibile: nel bicchiere. Grandi interpretazioni di questi due vitigni, firmate da piccoli e grandi viticoltori, capaci di restituire l’anima autentica di questa terra.

 

 

 

Spoleto DOC Trebbiano Spoletino “Poggio del Vescovo” 2024 – Cantina Ninni

Bellissima luminosità di un paglierino netto che lascia ben intendere la sua gioventù.
Naso che tende a una frutta non troppo matura, fragrante. Non mancano sentori di salvia e zest di limone. Palato mediamente avvolgente, con bella acidità e sapidità. Succoso e deciso, molto piacevole.

 

Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Superiore 2022 – Cantina Colle Uncinato

La luminosità resta piena, ma il colore vira verso note paglierine più cariche rispetto al calice precedente. Olfazione che ammicca decisamente alla frutta tropicale, con il mango come primo ricordo e accenni di papaya. Non mancano sentori di mela cotogna e timo selvatico. Sorso molto equilibrato, di buona struttura acida, con deciso potenziale di invecchiamento.

 

Montefalco Rosso DOC “Collefreddo” 2021 – La Fonte

Rosso carminio con lievi sfumature granate, che mantiene una giusta trasparenza. Anche senza avvicinare troppo il calice, emana profumi netti di ciliegia e frutta rossa di bosco, come ribes e mora. Non mancano sentori terziari di vaniglia, con refoli smaltati. Palato secco ed elegante che lascia intendere un ottimo abbinamento gastronomico con la grande cucina umbra.

 

Montefalco Rosso Riserva DOC “Serpullo” 2019 – Fongoli

Qui il rosso è di un rubino con venature purpuree, forse dato dal tocco di Montepulciano presente. Naso fruttato con sentori di marasca e prugna selvatica. L’impostazione biodinamica è evidente da questo carattere un po’ wild che attira molto la beva. Sorso ricco, percettivamente polveroso, intrigante per una beva differente.

 

Montefalco Sagrantino DOCG “Collepiano” 2021 – Arnaldo Caprai

Carminio di buona compattezza e media luminosità. Olfatto complesso con sentori di frutta rossa, mora di rovo, china, pepe verde, chiodi di garofano e sbuffi di polvere di caffè. Palato secco e deciso, con tannino ben presente ma non invadente. Approccio moderno che quasi non ci si aspetta da questa icona rappresentativa della denominazione.

 

Montefalco Sagrantino DOCG “Il Domenico” 2012 – Adanti

Chi ha detto che il Sagrantino non sa invecchiare? Questa è la prova: un quattordicenne chiuso in una bottiglia che ha molto da dire, nonostante abbia appena visto la luce. Granato poco penetrabile. Profumi di corteccia di pino, di tutto ciò che riguarda il sottobosco, felce e accenni di cardamomo. Sorso che richiama la carruba e il cioccolato, con un tannino smussato che mantiene comunque un’ottima acidità.

 

Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2020 – Bocale

Rosso rubino fitto con accenni amaranto. Naso dolce con frutta precisa e fragrante che ricorda la susina e la prugna secca, virando verso una confettura di ciliegia. Non mancano sbuffi di cannella e liquirizia di contorno. Palato decisamente godurioso, con una dolcezza per nulla stucchevole. Incredibile il gioco del tannino che, nonostante la dolcezza, asciuga subito il palato. Grande beva.

Pubblicato: 17 marzo 2026
Autore: Aldo Naddeo
Provincia: Verona
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