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Blanc de Morgex et de La Salle

Il ritmo delle Alpi

Blanc de Morgex et de La Salle è il ritmato nome di una sottozona della DOC Valle d’Aosta. Si estende su soli due comuni, Morgex e La Salle, ed è prodotta con uve Prié Blanc.

Il Prié Blanc, vitigno a bacca bianca, si coltiva esclusivamente nei comuni di Morgex e La Salle, ai piedi del Monte Bianco. Solo trenta ettari di vigneto a piede franco, qui la fillossera non è mai arrivata, tra i più alti d’Europa, disposti su ripidi ed eroici pendii tra i 900 e i 1.200 metri. Il breve ciclo vegetativo, con germogliamento tardivo e maturazione precoce, e l’impiego della pergola bassa, che sfrutta il calore del terreno, hanno favorito l’adattamento del vitigno alle difficili condizioni climatiche.

Lo sviluppo commerciale e qualitativo della viticoltura dell’areale si deve a don Alexandre Bougeat, parroco di Morgex fino al 1971, che fin dagli anni cinquanta del secolo scorso insegnò ai contadini locali a migliorare le vinificazioni e si adoperò per evitare l’abbandono dei vigneti. La sua azione gli valse l’amicizia di Luigi Veronelli e pose le basi per la nascita dell’Association des Viticulteurs, dalla quale è nata l’attuale cooperativa.

A censirli tutti, i produttori di Blanc de Morgex et de La Salle sono sei. Ma la cooperativa Cave Mont Blanc ed Ermes Pavese vinificano 26 dei 30 ettari di vigneto: di fatto, insieme, fanno la denominazione.

Cave Mont Blanc è attiva dal 1983 e oggi produce 140.000 bottiglie. Riunisce 80 famiglie per un totale di 18 ettari; nessun conferitore arriva a un ettaro: il più piccolo coltiva 80 m², il più grande 8.000 m².

Malgrado la piccola produzione, la proposta tra vini fermi e spumanti è articolata. La ricerca di maggiore complessità, per un vitigno dal quale si ottengono spesso vini, tanto acidi quanto “magri”, segue diverse direttrici: affinamento in miniera a Cogne a temperatura costante di 6 °C, in legno grande, in barrique e, per una selezione di 1.000 bottiglie di spumante, prima fermentazione in acciaio e barrique e presa di spuma e affinamento di 30 mesi a 2.173 metri sul Pavillon del Monte Bianco.

La mia preferenza, tra i bianchi fermi, va al vini estremi, vinificato e affinato 8 mesi in acciaio. È fedele al vitigno: fresco, leggermente sapido, con sentori di fiori e frutta bianca. Suona come “Moanin” di Art Blakey & The Jazz Messengers.

Tra gli spumanti, scelgo il GlacierPas Dosé, con prima fermentazione in acciaio e botte grande, 30 mesi sui lieviti. Al naso è fine, con note di agrumi ed erbe aromatiche; al palato è piacevolmente cremoso, di buona persistenza, su note agrumate e sapide. Suona come “Straight, No Chaser” di Thelonious Monk.

Ermes Pavese è un’azienda familiare che coltiva 8 ettari e oggi produce 40.000 bottiglie. 

La ricerca di maggiore complessità nei bianchi fermi passa attraverso macerazioni a freddo, fermentazioni e affinamenti in barrique; per gli spumanti, tutti con prima fermentazione in acciaio, il Pas Dosé, passa invece attraverso lunghi affinamenti in bottiglia.

Tra i bianchi fermi, la mia preferenza va al Blanc de Morgex et de La Salle, vinificato e affinato 9 mesi in acciaio. Al naso presenta sentori di mela verde, fiori e frutta bianca, erbe aromatiche; al palato è fresco, sapido e “grasso” il giusto, per mantenere l’identità del vitigno. Suona come “Song for My Father” di Horace Silver.

Per il carattere diafano dei vini da Prié Blanc, l’identità rischia facilmente di perdersi con passaggi in legno o lunghi affinamenti.

Tra gli spumanti, la mia preferenza va al XXXVI, 36 mesi sui lieviti. Al naso è fine, con sentori di crosta di pane, agrumi ed erbe aromatiche; al palato è cremoso, elegante e di buona persistenza con piacevole finale agrumato e sapido. Suona come “St. Thomas” di Sonny Rollins.

Se siete in zona, suggerisco una sosta alla Brasserie Raclette Fernandell, a Pré-Saint-Didier o a Courmayeur, per un pasto con la raclette, un piatto conviviale in cui il formaggio viene fuso al momento e servito caldo insieme a patate valdostane, prosciutto cotto alla brace e giardiniera. Si può arricchire con prosciutto crudo, mocetta e lardo. 

Abbinato alla raclette, un Blanc de Morgex et de La Salle spumante suona come il sax soprano di Branford Marsalis in “Englishman in New York” di Sting.

Appunto. E contrappunto!

Pubblicato: 12 settembre 2026
Autore: Alessandro Capasso
Provincia: Padova
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