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Teroldego Rotaliano

L'oro del Tirolo

Giovedì 29 ottobre la delegazione AIS di Padova ha organizzato una serata dedicata al Teroldego Rotaliano.

Roberto Anesi -miglior sommelier d’Italia 2017- e Paolo Dorigati, alla guida dell’omonima cantina, hanno condotto l’evento con maestria e ben calibrando, tra loro, le competenze di ciascuno.

Subito è apparso chiaro che la Piana Rotaliana rappresenta un contesto territoriale vario, dove il Teroldego trova molteplici espressioni.

Il torrente Noce, sfociando nella Valle dell’Adige, ha lasciato uno strato di ghiaia e di terra fertile diversamente stratificati. Le radici del vitigno affondano nei ciottoli lontano dal fiume, mentre l’argilla e il limo aumentano a valle, dove la presenza di suolo roccioso persiste, sebbene in misura inferiore.

Il vento da nord scarica correnti fredde su Mezzolombardo, mentre l’Ora del Garda lambisce Mezzocorona che con la sua parete rocciosa bianca  accumula calore che rilascia di notte. 

Il Teroldego, influenzato da questo contesto, regala vini diversi: densi, avvolgenti, con il tannino felpato a Mezzocorona; più tesi, acidi e con tannino croccante a Mezzolombardo.

A seguito di questa interessante spiegazione, i relatori hanno raccontato che l’Associazione “Teroldego Evolution”, nata nel 2018 grazie all’impegno di nove cantine, è sorta per vincere i preconcetti legati a questa zona e per scoprire il potenziale del vitigno che ha trovato il suo habitat ideale nella Piana Rotaliana per un totale di 400 ettari vitati. Il colore è rosso rubino inteso, il bouquet fruttato, l’acidità spiccata e il tannino delicato.

Oggi, l’Associazione oltre a promuovere il vino è impegnata a rendere le rese sempre più basse e a provvedere alla zonazione delle vigne.

La Doc nata nel 1971, è la più vecchia del Trentino e prevede che il vino sia prodotto con uve di teroldego al 100%. Le tipologie si distinguono tra vinificazioni in rosso, rosato e Superiore, oltre alle Riserve che devono maturare almeno due anni in botte.

I risultati di tanto impegno li abbiamo verificati grazie alla degustazione di sette vini, guidata da Roberto Anesi.

L’assaggio è stato un crescendo di sensazioni a partire dal primo vino:

Lealbere della cantina Zeni, Teroldego Rotaliano Doc 2025. Definito un Teroldego senza trucco perché fruttato, leggermente vegetale e fragrante. Perfetto da bere quotidianamente.

A seguire, Morei di Foradori, Teroldego Vigneti delle Dolomiti Igt 2024, vino prodotto in anfore di terracotta con la filosofia biodinamica, dai sentori di mora e mirtillo selvatico. Al gusto ha rivelato un tannino fine e leggermente astringente, lo specchio autentico dell’annata 2024.

Il terzo vino: Luigi della cantina F.lli Dorigati, teroldego Rotaliano Riserva Doc 2022 vigna Sottodossi, in perfetto equilibrio tra freschezza e tannicità, ci ha regalato sensazioni complesse di frutta rossa e erbe officinali, rivelando un carattere alpino.

Le Fron di De Vescovi Ulzbach, Teroldego Rotaliano Doc 2021, profumava di frutta scura matura, con sentori mentolati e di cioccolato che hanno ricordato i Mon Cheri, in rilievo il suo tannino setoso.

Successivamente abbiamo assaggiato annate più datate provenienti dalle cantine: Ottavio della cantina De Vigili Teroldego Rotaliano Riserva Doc 2020 e Maso Chini di A.Martinelli Teroldego Rotaliano Doc selezione 2020

Ottavio, ha rivelato al naso note floreali e fruttate, al gusto si è dimostrato piacevolmente rotondo e maturo con tannino marcato, ma in ottimo equilibrio con la struttura del vino.

Maso Chini ha svelato note di amarena e liquirizia, mentre il tannino, perfettamente integrato ha regalato una gradevole piacevolezza di beva.

La serata si è conclusa con una gradita sorpresa. Paolo Dorigati ha aperto per noi una Magnum di Diedri Dorigati 2011Teroldego Rotaliano Riserva. Un vino complesso, lungo e persistente. Ricco di note terziarie. 

La perfetta dimostrazione del detto del professor Mancabelli dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige: “Vite al sasso, orto al grasso”, rende l’idea di come questo territorio abbia molto da offrire.

 

Pubblicato: 7 novembre 2026
Autore: Alessandra Camilotti
Provincia: Padova
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