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Dalla redazione
venerdì 22 febbraio 2019

L’oro del Tirso

M. Margherita Favaro'

La Sardegna e la Vernaccia, storia indissolubile di una terra e di un popolo, di un vitigno e di un vino, che non si produce ma accade.

Serata emozionante a Treviso Degusta, non solo una degustazione tematica, ma il racconto di una perfetta armonia tra terra e rispetto dei tempi della vita del vino. Roberto Dessanti, presidente AIS Sardegna e profondo conoscitore della Vernaccia, affiancato da un amico, l’impareggiabile Eddy Furlan, nostro Presidente Emerito, ci ha fatto innamorare di questo vino, unico ed anomalo, bandiera enologica della Sardegna. L’isola affonda le proprie radici nell’esperienza di varie popolazioni: spagnoli, bizantini, romani, fenici fino ai nuragici, popolo autoctono che, per primo, coltivò la vite in quelle terre.
Varie le etimologie del termine Vernaccia, quella più suggestiva rimanda proprio a “vernacula”, qualcosa del luogo, proprio come lo erano i nuragici.
Suggestive anche le “parole chiave” del mondo Vernaccia: laguna, malaria, peschiera, arance, ospitalità, festa. Tutto rimanda al popolo sardo, che con pazienza e tenacia accompagna questo vino in un divenire lento e austero.

E semplici sembrerebbero le condizioni che ci regalano questo prezioso nettare:

- due terreni - il Bennaxi, acquitrinoso, ora scarsamente coltivato, e il Gregori, più magro e ciottoloso;
- tre fasi di metabolizzazione - la fermentazione alcolica con un vino base a 14°, la maturazione biologica con il flor e l’affinamento ossidativo;
- la cantina - uno scrigno di fango, di vento e di luce; un laboratorio biologico naturale a una temperatura tra i 20 e i 26 gradi;
- le botti - piccole di castagno, a cessione già avvenuta.

Condizioni solo apparentemente semplici, necessarie a compiere il miracolo dell’ossidazione per approdare, infine, alla bottiglia dopo un lungo e rischioso cammino.

In degustazione:

1. Sulle bucce – Vernaccia della Valle del Tirso 2017 Quartomoro di Sardegna

36 ore di macerazione a freddo per un giallo luminoso e consistente, di buona intensità. Predominanza di frutta a polpa gialla matura, macchia mediterranea, rosmarino e fiori gialli con note di speziatura e percezioni minerali saline. Salmastro anche il primo sorso, ma avvolgente e morbido, ottimo compagno di formaggi, pesce e menù di terra.

2. Vernaccia Valle del Tirso IGT 2016 – F.lli Serra

Si comincia a percepire l’evoluzione ossidativa nelle note dorate del bicchiere, nel fieno secco e nelle erbe mediterranee essiccate delle coste. Foglia di fico, rosmarino e timo, una frutta essiccata disidratata e nota fumé finale. L’acidità, seppur presente, comincia a calare mantenendo intatta la sapidità. Pane tostato con burro o casatella e arringa.

3. Vernaccia di proprietà 2005 Tenuta Fanari (come un vino della tradizione)

Non filtrato, da botte. Ambra con riflessi mogano. Intenso, etereo, con note di smalto, liquirizia ed elicriso che sfumano nel balsamico. Si apre poi in frutta e fiori secchi, fieno e babà al rum. È una Vernaccia della tradizione, con un tocco di volatile che lo rende quasi “naif" nel ricordo del vino di un tempo .

4. Vernaccia di Oristano DOC 2006 – Atzori

Vernaccia a evoluzione ossidativa, con tipica nota di liquirizia e note iodate, un vino di mare, mediterraneo. Sentori di noce e mandorlo, fiore di mandorlo, poi buccia di arancia candita e macchia mediterranea. Al gusto frutta secca, noci, mandorle e finale gradevolmente amarognolo.

5. Vernaccia di Oristano DOC 2001 – F.lli Serra

Il secco qui è predominante, secco nei fiori, nelle erbe e nella frutta, fischi essiccati, datteri, elicriso. Ottima e di fine eleganza la beva.

6. Vernaccia di Oristano DOC riserva 1991 – Contini

Complesso e raffinato, profumi aggraziati e evoluti al di là dei terziari. Pasta di mandorle, mandorla amara, olive in salamoia, liquirizia, elicriso, note affumicate, note mielate di miele amaro, corbezzolo solo per citare alcuni dei tanti, innumerevoli, descrittori. Un vino che non è solo pura suggestione e fama ma che fa comprendere appieno la reale dimensione della Vernaccia.

7. Vernaccia – Isola dei nuraghi IGT passita 2014 - Orro

A differenza degli altri, questo è un vino passito da uve in surmaturazione. Intense le sensazioni di miele, fiori secchi, fichi e datteri, uva passa e scorza di arancio e, nel finire, la mandorla. Fresco e sapido, di gusto ricco che ben si abbina con il papassino, dolce tipico della tradizione sarda.

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