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Dalla redazione
martedì 8 giugno 2021

Un Abbraccio tra uve

BIANCO DI CUSTOZA DOC TRA AROMATICITA' E FRESCHEZZA

Catia Nassi


Bianco di Custoza: uno dei vini più apprezzati e riconosciuti, un vino bianco dalle elevate capacità di affinamento.

Le varie tipologie di uva utilizzate per ottenere questo vino concorrono nell’apporto organolettico, ognuna con le sue caratteristiche.

I vini in purezza sono sempre più richiesti ed apprezzati, diversamente i blend hanno rischiato di essere classificati come vini appartenenti ad un “retaggio perduto”, tuttavia, ultimamente, si sta gradualmente tornando alla ricerca del piacere nei vini ottenuti dall'assemblaggio di più uve, come per il Bianco di Custoza.

La Doc nasce l’8 luglio 1971, successivamente è stata modificata anche la menzione da Bianco di Custoza, a “Custoza”.

I vitigni utilizzati per il Custoza, non sono tutti autoctoni, per la sua cuvée vengono principalmente impiegati: Garganega, Trebbiano toscano, Cortese (Fernanda), Chardonnay, Incrocio Manzoni, Malvasia e Riesling Italico.

La Garganega, vitigno principale del Custoza, rende facilmente intuibile la zona di produzione. Si trova nel veronese, più specificamente a Sommacampagna. Qui nasce e prende il nome di Custoza, da un piccolo borgo, che rientra in una delle più importanti denominazioni a sud-ovest dell'anfiteatro del Lago di Garda, dove una serie di colline si rincorrono e godono di un microclima mitigato dagli influssi del lago. 

Il suolo, in cui questa uva affonda le proprie radici, è di origine morenica e calcareo-argillosa, con buona presenza di ghiaia e sassi trasportati dal ghiacciaio atesino. In passato, infatti, il ghiacciaio è sceso verso la pianura, portando con sé i materiali incontrati lungo la sua calata, per poi trasformarsi nel Lago di Benaco.

Sono stati proprio questi detriti a donare al Custoza quella sapidità, quasi salina, che lo contraddistingue e lo rende tanto amato tra gli appassionati, oltre ad una piacevole  freschezza e ad una delicata aromaticità.

Allo scopo, riporto una breve descrizione dei vitigni impiegati:

  • La Garganega, nello specifico è un’uva a bacca bianca, dal grappolo generoso, infatti può raggiungere anche i 25cm di lunghezza; i suoi acini sono spargoli con una buccia piuttosto spessa, la quale dona al vino un colore molto intenso e profumi principalmente floreali e fruttati, oltre a richiami tropicali e ad un piacevole sentore di mandorla.
  • Il Trebbiano toscano, appartiene alla grande famiglia dei Trebbiani. La sua vasta diffusione è dovuta alla capacità di adattamento alle varie tipologie di terreno e condizioni climatiche. Ha  un grappolo medio-grande, semicompatto, con un acino medio e una buccia più o meno pruinosa. Vinificato, apporta struttura e un’agile freschezza al gusto, con profumi di fiori gialli e di mandorla. La  presenza alcolica è abbastanza sostenuta.
  • Il Cortese o Fernanda, è diffuso soprattutto in Piemonte, nell’Oltrepò Pavese e, ovviamente, nel Veneto occidentale. Il grappolo, raggiunta la maturità, è medio-piccolo, cilindrico ed anche i suoi acini sono piccoli, ellissoidali e corti. La particolarità di quest’uva è data dall'apporto di piacevoli sentori balsamici uniti ad un retrogusto lievemente amarognolo.
  • Lo Chardonnay, noto vitigno internazionale, è coltivato in tutte le zone vinicole del mondo ed è utilizzato nell’uvaggio di alcuni dei vini più prestigiosi. Il grappolo è di medie dimensioni, serrato e la sua buccia è tenera e dorata. Produce un vino dai profumi delicatamente fruttati, oltre a piacevoli note sapide accompagnate ad una elevata acidità fissa.
  • L’ Incrocio-Manzoni  (conosciuto anche con questa sigla I.M. 6.0.13) è una tipologia di uva dal grappolo di piccole dimensioni, corto e compatto. L'Incrocio Manzoni è spesso impiegato in assemblaggio per la sua riconosciuta acidità fissa, compensata da un buon apporto di tenore zuccherino.
  •  La Malvasia, come per i Trebbiani appartiene ad una numerosa e composita famiglia. E’ un’uva dagli acini sferoidali di piccola-media grandezza, coltivata in quasi tutto il territorio italiano. Vinificata in acciaio, offre un colore giallo paglierino con profumi tenui, ma freschi, equilibrati da una marcata sapidità, un buon residuo zuccherino ed una gradevole acidità.
  • Infine il Riesling Italico, un vitigno dalle origini ancora incerte, coltivato soprattutto nel Nord Italia. I suoi acini, sempre di  piccole dimensioni, donano fragranza e delicata aromaticità,  con piacevoli profumi mandorlati che contribuiscono ad armonizzare e completare la composizione del Custoza.

Oggi, il mercato vitivinicolo propone diverse tipologie di Custoza: dalla versione tradizionalmente ferma, al Custoza Superiore, il Custoza Passito e il Custoza Spumante, non resta che scegliere quello più indicato ai propri gusti o all'abbinamento più adatto alle varie pietanze.

Buona degustazione!

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