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Dalla redazione
lunedì 7 febbraio 2022

Ad ogni vino la propria bottiglia

il vestito del vino

Luigi Lago


E’ il vestito del vino; nella scelta e nella vendita ricopre un ruolo di  fondamentale importanza, minuziosamente studiato dal produttore: la bottiglia.

Ma vi siete mai chiesti perché le bottiglie da vino hanno dimensioni e forme diverse?

Merita fare un passo indietro nella storia; è dal XVIII° secolo che il vino si conserva in bottiglie di vetro; all’epoca proprio l’Italia era il primo esportatore di bottiglie soffiate. In quel tempo però non c’era grande differenziazione; la forma della bottiglia era praticamente la stessa per tutti i vini, cioè bassa e a forma quasi di cipolla. In seguito le bottiglie assunsero una forma più slanciata e cilindrica, raffinandosi nei secoli successivi. La produzione era completamente artigianale: bisogna aspettare la fine del 1800 per trovare la produzione in serie e meccanica della bottiglia. In ambito commerciale il formato di bottiglia più usato è da 0,750 litri, ma sono ammesse anche altre misure. Le bottiglie usate dai produttori di vino possono variare per forma, capacità, colore del vetro, e prendono il nome da alcune tra le più famose regioni vitivinicole europee.

Queste le più note:

BORDOLESE (1) originaria della regione francese di Bordeaux, è probabilmente la forma più diffusa. Scelta solitamente scura per i vini rossi a lungo invecchiamento, trasparente o verde chiaro per i vini bianchi e rosati. Caratteristica di questa bottiglia è il collo innestato direttamente su spalle accentuate, questo ha origine dalla necessità di trattenere durante il servizio i residui solidi (fondo) di vini molto invecchiati. BORDOLESE A SPALLA ALTA (2) deriva dalla precedente; viene usata per particolari vini rossi. CHAMPAGNOTTA (3) usata per spumanti metodo classico e Champagne: il vetro ha uno spessore maggiore perché deve  supportare la pressione del vino fino a 10 atmosfere; ha il fondo cavo ed è di vetro scuro. L’imboccatura del collo ha una sporgenza a cui viene fissata la gabbietta metallica che trattiene il tappo. CHAMPAGNE CUVEE (4)  deriva dalla precedente; ha la base più allargata e il collo più lungo. RENANA O ALSAZIANA (5) originaria dell’area vinicola del Reno, Germania: è la scelta ideale per i vini bianchi fruttati di Germania, Alsazia e Mosella. MARSALESE (6) di vetro marrone scuro o nero e, come dice il nome, viene utilizzata per il Marsala. ALBEISA (7) è la bottiglia usata generalmente per i vini rossi del Piemonte. Deve il suo nome alla zona di Alba, di cui è originaria. Nasce agli inizi del Settecento con lo scopo di distinguere sul mercato i vini dei produttori albesi. BORGOGNONA(8),perchè proviene dalla Borgogna, in Francia; di colore verde scuro, marrone oppure nero, è impiegata tradizionalmente per i vini rossi di lungo invecchiamento, preferita per Pinot Nero e Chardonnay.  Per quanto riguarda il colore del vetro, come già detto, si va dall’incolore, ovvero la bottiglia di vetro trasparente, all’ambrato, al marrone, al verde dai toni chiari fino a quelli più cupi. Se il colore scuro delle bottiglie in passato era dovuto alla necessità di proteggere il vino dai raggi solari e dalla troppa luce, che avrebbero potuto danneggiare il contenuto, oggi il colore del vetro è dovuto a scelte specifiche di design, di brand e quindi di riconoscibilità del prodotto.

Spero anche questa volta di avervi incuriosito ed appassionato allo straordinario mondo del vino, che porta con sé storia, cultura, tradizioni, passione legata alla terra.

Come sempre CIN CIN e buona degustazione! Questa volta con una particolare attenzione anche alla forma della vostra bottiglia!

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