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Dalla redazione
venerdì 12 agosto 2022

Custoza e Gavi a confronto

Un viaggio alla scoperta del cortese tra territorialità e longevità

Maria Grazia Melegari


Non capita spesso di poter approfondire la conoscenza di un vitigno confrontando non solo differenti espressioni territoriali, ma mettendo anche assieme l’esperienza di più Consorzi.

È accaduto sabato 25 giugno presso la Camera di Commercio di Verona con l’iniziativa “Sulle vie del Cortese”, organizzata da Ais Veneto.  Presenti i Consorzi di Tutela del Custoza e del Gavi con un nutrito gruppo di produttori e banchi d’assaggio aperti al pubblico, con ben 80 etichette.

Un convegno e alcune masterclass hanno delineato storia, carattere e diverse espressioni del cortese, varietà distintiva delle due denominazioni: dall’espressione piemontese del Gavi, vino da monovitigno, prodotto in provincia di Alessandria al confine con la Liguria, all’espressione tipicamente veronese del Custoza, dove l’“art of blending” affianca a questa varietà (detta localmente bianca fernanda) principalmente garganega, trebbiano e trebbianello (clone di tocai friulano).

La masterclass riservata alla stampa Carattere di territorio ed espressione del tempo: Custoza e Gavi a confronto, condotta dal giornalista enogastronomico Aldo Fiordelli, è stata un’occasione preziosa per approfondire le caratteristiche espressive del vitigno, declinato in sei etichette di Gavi e sei di Custoza prodotte nell’arco temporale di dieci anni.

I terreni di argille rosse e marne banche del Gavi e quelli calcareo argillosi di origine morenica del Custoza contribuiscono ad accentuare la sapidità e la longevità dei vini. Altro tratto comune che esalta le caratteristiche del cortese è la vicinanza a specchi d’acqua e l’influsso termico che questi esercitano: per il Custoza le brezze provenienti dal Lago di Garda e per il Gavi il “marin”, vento che giunge dalla costa ligure.

I vini hanno affermato sul campo la riconoscibilità di una varietà niente affatto neutra, generosa, che produce uve dall’ottima acidità e in grado di esprimersi in vini versatili, longevi e moderni, cioè leggiadri e freschi anche in annate sempre più calde.

GAVI

Gavi Docg Etichetta Istituzionale 2021

Paglierino con luminosità verdoline, fragranza floreale di acqua di rose, fiori d’arancio, poi pesca bianca e pera williams. Al palato è secco e animato da una vivace acidità. Acciaio 4 mesi sulle fecce fini. Guyot su terreni marnoso argillosi.

 

Gavi Docg Etichetta Istituzionale 2020

Paglierino chiaro con riflessi verdolini, al naso note fragranti di mela e pera, floreali di ginestra con una nota gessosa che ritorna, quasi masticabile, al palato. Teso e sapido con finale lievemente amandorlato. Acciaio 4 mesi sulle fecce fini.  Guyot condotto in biodinamico su terreni calcareo argillosi.

 

Gavi Docg del Comune di Gavi Monterotondo 2019 - Villa Sparina

Paglierino intenso, pesca bianca e susina gialla su nota iodata che si ritrova anche al gusto come sensazione di alga marina. Struttura e complessità con finale persistente che ricorda il limone candito. Acciaio, maturazione 24 mesi, parte in legno. Guyot di 40 anni, su terreni marnoso argillosi.

 

Gavi Docg del Comune di Gavi Bruno Broglia 2018 - Broglia

Paglierino con riflessi dorati, intense note di ginestra, susina, ananas, pepe bianco. Al palato mostra una texture quasi oleosa, pieno e setoso, con acidità integrata e finale salino. Acciaio 15 mesi sulle fecce fini con batonnage. Guyot degli anni Cinquanta su terreno calcareo.

 

Gavi Docg Riserva Vigna della Rovere Verde 2017 -  La Mesma

Paglierino chiaro, al naso ricordi agrumati e di mela verde, accompagnati da una nota gessosa. Al palato ritornano le note fruttate in una tessitura sottile, con un’acidità moderata ma che lo mantiene teso. Finale persistente di mandorla fresca. Precisione e finezza quasi francese, in un’annata calda. Cemento per fermentazione e maturazione di 12 mesi. Guyot di circa 50 anni su terre rosse argillose.

 

Gavi Docg del Comune di Gavi Monterotondo 2011 - Villa Sparina

Evoluzione encomiabile rispetto all’annata assaggiata in precedenza. Paglierino dorato. All’olfatto è complesso e intenso: ananas, pesca sciroppata, lime candito, mandorla e poi ancora note fumé e d’idrocarburo. Coerente il palato, pieno e con finale lungo e rinfrescante. Guyot di 40 anni, su terreni marnoso argillosi.

 

CUSTOZA

 

Custoza Doc Val dei Molini 2021 - Cantina di Custoza

Giallo paglierino chiaro, naso abbastanza nitido su note di ginestra, salvia, pesca bianca. Palato lineare con una nota leggermente dolce di tè alla pesca, fresco. Finale moderatamente persistente. Vitigni: trebbianello (tocai friulano), garganega, trebbiano toscano, cortese, chardonnay. Acciaio. Guyot su terreno argilloso calcareo ghiaioso.

 

Custoza Superiore Doc Cà del Magro 2020 - Monte del Frà

Paglierino con bei riflessi dorati. Complesso e intenso: ginestra, rosa, albicocca, pesca gialla e un ricordo di marzapane. Al palato è corposo ed elegante, con una grassezza bilanciata dall’acidità quasi pungente su note molto persistenti di zafferano e cherosene. Vitigni: garganega, trebbiano toscano, cortese, incrocio manzoni, Acciaio e cemento sur lies. Guyot su terreno argilloso calcareo ghiaioso.

 

Custoza Superiore Doc Elianto 2019 - Menegotti

Paglierino chiaro con riflessi verdolini. Naso intenso e nitido di rosa, pompelmo, pesca bianca matura, lemon curd e mandorla appena accennata. Al palato è pieno, con una freschezza vibrante e un finale ben sapido. Vitigni: cortese, garganega, trebbiano toscano. Acciaio e maturazione in cemento. Guyot su terreno argilloso, ricco di scheletro.

 

Custoza Superiore Doc Summa 2018 - Gorgo

Luminoso giallo dorato, naso intenso e complesso di fiori d’arancio, pesca sciroppata, albicocca, amaretto, zafferano, miele e idrocarburo. Al palato è pieno e sostenuto da buona acidità. Finale persistente. Varietà: garganega,cortese, trebbiano toscano, trebbianello, incrocio manzoni. Da vendemmia tardiva di tutte le varietà escluso il trebbianello. Acciaio. Guyot e cordone speronato di 50 - 60 anni condotto in biologico su terreno morenico.


 

Custoza Superiore Doc Amedeo 2017 - Cavalchina

Giallo paglierino con vivaci riflessi dorati, spettro olfattivo particolarmente intenso e complesso: mandorla dolce che ricorda la caramella Rossana, cedro candito con una intrigante nota torbata. Al palato è materico, teso e preciso, con un’acidità spiccata e una dolce succosità. Varietà: garganega, cortese, trebbianello, trebbiano toscano. Acciaio, con garganega vinificata in leggera riduzione. Guyot su terreno calcareo argilloso con ghiaia.

 

Custoza Doc 2011 - Le vigne di San Pietro

Si è scelto di chiudere con un vino base di un’annata precoce e mite. Giallo dorato che offre un naso molto compatto, con ossidazione appena accennata su ricordi di felce e pesca sciroppata. Al palato le note olfattive si amplificano in gelato al caffè e mandorla, con una chiusura lievemente amaricante. Vitigni: garganega, trebbianello, trebbiano, cortese, incrocio manzoni. Acciaio. Guyot su terreno morenico.

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