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Dalla redazione
sabato 14 ottobre 2023

Contini 1898: la prima cantina in Sardegna

Una cantina, una storia, un'isola

Sandra Bertelle


Vai per assaggiare la Vernaccia di Oristano e fai un viaggio.

È andata così la visita all’azienda vinicola a Cabras (OR), Contini 1898. Il numero indica la data di fondazione ad opera di Salvatore Contini e ne fa la più antica cantina dell’isola; è tuttora gestita dalla famiglia Contini.

 

Si è rivelato un viaggio, non solo nella produzione vinicola dell’Oristanese e della Sardegna, ma anche un viaggio nell’arte, nella cultura, nel territorio e nelle tradizioni sarde.

Grazie alla guida di Andrea Balleri, miglior sommelier AIS 2013 e brand ambassador aziendale, l’esperienza è stata coinvolgente e appassionante.

Siamo a pochi chilometri a Nord di Oristano, là dove inizia la penisola del Sinis con le sue candide spiagge. Cabras si affaccia sull’omonimo stagno, uno dei più ampi d’Europa. Area di passaggio e nidificazione di numerose specie di uccelli nelle sue acque si pescano spigole, anguille e muggini. 

Is fassonis, le tradizionali barche di giunco dei pescatori, sono riprodotte nel logo aziendale.

Mirabili i siti archeologici di epoca nuragica e tardo-romana. Tra questi i Giganti di Mont’e Prama, imponenti sculture in pietra risalenti al periodo nuragico, che Contini omaggia con tre delle sue etichette: 

i Giganti Rosso, Bianco e Rosa. Solo uve locali nella composizione di questi blend: nieddera (nieddu significa “nero” in sardo), caddiu, cannonau, vernaccia, vermentino.

I vigneti sono dislocati in sei aree: Sennori, Oschiri, Barbagia, Penisola del Sinis, Valle del Tirso, Terre di Ossidiana. Ognuno di essi fornisce le uve destinate a specifica etichetta. 

La cantina è stata recentemente rinnovata ad opera dell’architetto Giovanni Montessoro. Design moderno, materiali antichi, artisti sardi: questa è la matrice dell’intervento. Caldo legno di rovere per le pareti e per i mobili e dalle linee essenziali emergono dettagli che richiamano il sole dell’isola, il vinacciolo dell’uva, i grappoli maturi.

Pochi i quadri alle pareti: oltre i ritratti di famiglia, altri che rimandano alle tappe più significative della storia aziendale. Un arazzo di fattura artigianale rappresenta l’isola con colori e tratti stilizzati. Suggestive sono le pietre sonanti di Pinuccio Sciola.

 

Solo dopo questa immersione nell’animo e nella cultura sarda passiamo alle sale dove si produce e matura il vino.

Sotto, le antiche volte accolgono le sale di fermentazione e le bottaie: un labirinto di caratelli, barrique, tonneaux con il loro prezioso nettare. Bottiglie recenti, vecchie e antiche alloggiano nel caveau, conservate in un ordine che l’occhio non sa cogliere per quante sono.

 

A conclusione abbiamo degustato:

Attilio Brut Vino Spumante di qualità: da uve vernaccia, metodo Martinotti "lungo" per una bollicina cremosa e un fresco carattere fruttato e floreale.

Mamaioa Bianco Vermentino di Sardegna DOC 2022: vermentino di Sardegna, coltivato vicino al mare. Note sapide e fresche di frutti gialli e macchia mediterranea. 

I Giganti Bianco IGT Tharros bianco 2021: 70% vernaccia 30% vermentino. I vigneti crescono su suoli vulcanici. La maturazioni in tonneaux con frequenti battonage definisce una struttura proprio da “gigante”.

‘Inu Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2018: cannonau di Oliena, una delle zone più vocate per questo vitigno. Vecchie vigne su altezze che arrivano a 700 slm; macerazione e maturazione in botte. Un vino corposo ma fine.

Barrile Isola dei Nuraghi rosso IGT 2019: possente, da uve locali; 85% nieddera - 15% caddiu. Fino a 18 mesi in barrique e tonneaux. Un cru selezionato con bassissime rese. Il vino ha carattere, ideale per la cucina dell’entroterra. 

Vernaccia di Oristano DOC Flor 2019: 4 anni in caratelli di rovere e castagno scolmi. Ammaliano i profumi di frutta secca, miele amaro e salmastro. Sorso fresco e forte. Speciale con la bottarga di muggine.

Vernaccia di Oristano DOC 1997: 22 anni in botti scolme, profuma di datteri e fichi secchi, di elicriso e mirto, di miele di corbezzolo e incenso. Da provare con il casu marzu (formaggio caprino colonizzato da larve di mosca!)

Antico Gregori Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1979:  cuvée di annate selezionate, l’85% 1979 e 15% di altre 9 annate diverse, con 40 anni di botte!

 L’essenza della Sardegna e della Vernaccia di Oristano. Abbinamento ideale? Non necessario.

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