Wine Experience
Dalla redazione
mercoledì 3 gennaio 2024

Amarone della Valpolicella Riserva DOCG Lilium Est

La Verticale, esperienze sensoriali d'annata


di Giovanni Geremia ed Emanuela Pregnolato

 

Ogni produttore ha il desiderio, più o meno segretamente celato, di creare un “grande vino” che racchiuda in sé il racconto del territorio e delle mani di chi lo ha realizzato. Un vino che si elevi ad eccellenza, prezioso prima ancora che costoso, raro perché prodotto solo nelle annate migliori e indimenticabile, perché destinato a farsi ricordare da chi lo assaggia. 

Lilium Est è il sogno dei fratelli Castagnedi. Il nome è un omaggio al giglio di Sant’Antonio, il lilium appunto. Il “fiore” inizia a germogliare nel 2004 quando Armando, Massimo, Paolo e Tiziano, tutti concordi e con estrema convinzione, decidono di sperimentare e dar forma a un grande Amarone della Valpolicella Riserva: selezionano meticolosamente l’espressione migliore di corvina, corvinone, rondinella, croatina e oseleta, curandone la crescita in un percorso di appassimento, maturazione in piccole botti di legno e lungo affinamento, che lo vede sbocciare solo dopo 10 anni di paziente attesa.

Ci troviamo a San Briccio nella Valle di Mezzane, Valpolicella Orientale. La cantina sorge in cima ai Monti Garbi, una posizione panoramica in cui la vista spazia dalla Valle di Mezzane alla città di Verona. Dal patio della tenuta si ammira un paesaggio che evoca un senso di pace. 

Il suolo da coltivare è però povero e aspro, garbo appunto, un terreno ottimo per la vite. In questo luogo la famiglia Castagnedi decide di acquistare i primi appezzamenti nel 1989. A metà degli anni ‘90 vengono presentate sul mercato le prime etichette a marchio Tenuta Sant’Antonio, nome nato dal ritrovamento di un capitello votivo dedicato al Santo durante i lavori di sistemazione dei vigneti e in onore al padre Antonio.

L’azienda si estende su 150 ettari, tra le dolci colline della Valle di Mezzane e quelle della Valle di Illasi, territorio dove le denominazioni Valpolicella e Soave si sovrappongono. Le linee produttive negli anni si sono differenziate in tre brand. Il marchio Scaia, nato nel 2004, è dedicato alla produzione di vini IGT e racchiude l’interpretazione in chiave contemporanea sia delle uve del territorio che dei vitigni internazionali come chardonnay e cabernet sauvignon. Con TéLOS, dal 2010, ha preso forma la scelta di seguire un percorso di sostenibilità, escludendo da tutte le fasi della produzione l’uso dell’anidride solforosa e proseguendo quest’impegno con l’ottenimento della certificazione vegana. Tenuta Sant’Antonio invece è storia attraverso i vini DOC e DOCG dell’areale. Soave, Valpolicella e Amarone sono la tradizione della cantina e l’Amarone della Valpolicella Riserva Lilium Est ne rappresenta la massima espressione.

Solo in cinque occasioni, in quasi trenta vendemmie (escludendo la prima sperimentazione del 2004) si è creato l’incastro perfetto per convincere i fratelli Castagnedi a produrre il Lilium Est: 2012, 2010, 2008, 2007, 2006. A raccontarci aneddoti e curiosità di questi preziosi assaggi era con noi l’istrionico Tiziano. Cerchiamo subito di carpire le differenze agronomiche e climatiche tra le diverse annate, ma dopo un breve inizio di descrizione, Tiziano si interrompe e salomonicamente esclama: “Tutte e 5 sono state perfette!”. La maturazione per tutti i vini è stata di 3 anni in tonneaux ma con delle differenze. Lo spessore delle doghe è cambiato nel tempo influenzandone l’evoluzione: 5 centimetri per le annate 2006, 2007 e 2008, 3 centimetri per la 2010 e 2012.

2012

La luce si tinge di un vivacissimo rosso granato dalle sfumature carminio. I profumi sono di grande eleganza: spaziano dalle classiche note di amarena sotto spirito, al tamarindo, all’arancia rossa e alla gelée al lampone. Erbe officinali, spezie dolci e sfumature balsamiche ne ampliano lo spettro olfattivo. La raffinatezza ritorna all’assaggio, dove un tannino vellutato si affianca ad una fragrante freschezza. Potente al sorso, ma altrettanto agile. Indubbiamente lungo il finale dove riecheggiano sensazioni di cacao, polvere di caffè e un tripudio di frutta rossa evoluta.

2010

Si rimane colpiti dall’importante concentrazione, il colore granato è compatto e vivido. L’ampiezza aromatica richiama le eleganti sensazioni floreali di iris, lillà e glicine, con sbuffi balsamici e di liquirizia. La frutta vira su ricordi di confettura di mora, mentre il cioccolato si fa fondente. L’assaggio è caratterizzato da potenza, purezza ed eleganza. Il tannino è allo stesso tempo sofisticato e vivace, come la freschezza che ne enfatizza la piacevolezza. Rotondo e voluminoso il sorso. Si distende con lunghe rimembranze di china e tabacco dolce.

2008

Sembra di osservare nel calice un luminoso inchiostro granato, impenetrabile ma dalle sfumature ancora esuberanti. I profumi questa volta ci raccontano un mondo fatto di note di sottobosco, corteccia e fungo, accompagnate da sensazioni di marasca, ribes nero e rosa canina. La trama si fa più fitta, il tannino è decisamente scattante, quasi piccante. Freschezza e sapidità ne esaltano l’attrattiva. C’è un cuore zuccherino di caramella d’orzo che si prolunga insieme ai sentori di tabacco, cuoio e cioccolato.

2007

Netta compattezza del colore granato, senza alcuna inflessione dovuta al tempo. Il profilo aromatico è di grande dinamicità. Ritroviamo la frutta rossa, anche macerata, unita a sensazioni di erbe aromatiche, pepe nero e ginepro. Aspettiamo qualche minuto ed emergono i ricordi più scuri di grafite, cuoio e cioccolato. L’assaggio è di grande ampiezza e volume. Tannino e tenore alcolico giocano ad asciugare il palato. Cala leggermente la freschezza ma emerge il fascino delle rotondità. Ciliegia sotto spirito, cacao e note vegetali si allungano nella persistenza.

2006

Il colore granato tende ad accennare screziature aranciate. Ci troviamo di fronte a una componente aromatica che si fa più scura. Inizialmente emergono sentori di carruba, liquirizia e rabarbaro. L’amarena è decisamente macerata e si abbinata al ricordo di un cioccolatino gianduia. Il sorso rimane ancora polposo e fresco. La componente tannica si presenta ben levigata e setosa. Nella sua essenza è il più austero di tutti e cinque. Vellutato ed equilibrato nella chiusura, che riporta alla mente sensazioni di polvere di cacao e sottobosco.

 

Tratto da Vinetia Magazine n.02/23

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