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Dalla redazione
giovedì 29 febbraio 2024

Il Piemonte incontra le cantine padovane

Alla scoperta del Bagnoli Friularo e del Fior d'Arancio

Sandra Bertelle


Un fine settimana intenso per i colleghi di AIS Piemonte, Matteo Carosso e Sergio Laboroi, alla scoperta delle 2 DOCG padovane: Bagnoli Friularo e Colli Euganei Fior d’Arancio.

Assistiti dal delegato Rossano Moretto e da una rappresentanza del direttivo hanno trovato accoglienza in quattro rappresentative cantine delle denominazioni: Conselve Vigneti e Cantine, Vignalta, Dominio di Bagnoli, Cantina Salvan – Vigne del Pigozzo.

 

Fabio Drusian, direttore della cantina di Conselve, è stato prodigo di informazioni sul Friularo. Importanti investimenti e poche, ma rigorose, regole ne caratterizzano la gestione. 

Investimenti come la nuova sala per l’appassimento, dove la tecnologia è al servizio della tradizione in una fase della lavorazione determinante per la riuscita finale. Regole come la scelta di utilizzare esclusivamente botti di rovere di Slavonia, a fondo bombato e della capacità di 10 hl.

Vita non facile per il rustico Friularo, un nome di origine incerta. Certo è che l’uva matura tardi e viene vendemmiata tradizionalmente con il freddo novembrino. Certo è che il vitigno, Raboso, proviene dal Veneto orientale, dove scorre il Piave o, più genericamente, dal Friuli. Fortune alterne per la coltivazione della vite in queste zone: solo dall’ultimo decennio del ‘900 la viticoltura ha riconquistato, letteralmente, terreno nel panorama dell’economia locale.

DOC dal 1995, DOCG dal 2011, il disciplinare prevede diverse versioni, purché, con l’utilizzo di almeno il 90% di Raboso Piave, proveniente da uno dei 14 comuni della bassa padovana. È stato degustato nelle versioni base e riserva, annate 2017 e 2011. Vini robusti, ma freschi e morbidi in egual misura; riconoscibile il frutto rosso succoso anche quando si integra con i sentori di evoluzione.

 

Massimo Marinello e Arianna Guzzo ci attendevano nel suggestivo anfiteatro sul versante sud-ovest dei Colli Euganei, dove ha sede Vignalta. Di origine vulcanica, i suoli sono diversificati: trachite, scaglia bianca o rossa in base alla componente ferrosa, calcari marini. Substrati ideali per i rossi bordolesi che reggono il confronto con i più blasonati d’oltralpe, e l’aromatico Moscato Giallo, conosciuto con il nome che ne marca gli aromi: il Fior d’arancio.

Nella moderna cantina, scavata nella roccia, abbiamo avuto l’opportunità di fare numerosi assaggi da” vasca”; affacciati sui colli abbiamo degustato, tra l’altro, Sirio, il primo Colli Euganei Fior d’arancio DOCG in versione secca. Era il 1990 quando Vignalta ebbe questa felice intuizione che successivamente fu ammessa nel disciplinare di produzione della DOCG aggiornando il riconoscimento risalente al 2011.

 

Tania Gallo del Dominio di Bagnoli ha aperto le porte della storica cantina, del giardino, del vigneto con le tradizionali viti maritate, a festone e a raggera, degli antichi granai, oggi adibiti a prestigiose scenografie per manifestazioni e feste private.

Sul tavolo allestito tra le vecchie botti, c’erano in degustazione diverse versioni di Friularo. 

Un Metodo Classico -non rientrante nel disciplinare-; un giovane Friularo rosso 2020; una vendemmia tardiva 2016 che sembra dimostrare interminabile longevità; un passito 2018 con residuo zuccherino di 90 g/l, residuo insospettabile tanta è la freschezza al sorso.

 

Gran finale del percorso con Giorgio Salvan, patron delle Cantine del Pigozzo, sulla via che da Padova conduce alle terme euganee, dove sorgono numerose residenze di campagna dei nobili patavini. Profondo conoscitore del territorio e appassionato cultore di tutto ciò che i Colli Euganei rappresentano con particolare cura al recupero delle uve tradizionali, il “maestro” Giorgio ci ha offerto nozioni e una generosa selezione delle sue migliori bottiglie.

 

Bilancio della due giorni in terra padovana: un viaggio studio proficuo, istruttivo anche per noi perché non si è mai abbastanza preparati.  Il dialogo instaurato con i “ragazzi del Piemonte” si è rivelato occasione di arricchimento anche per la rappresentanza padovana. 

Alla prossima!

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