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Dalla redazione
martedì 12 marzo 2024

Orvieto e i suoi Muffati

La meravigliosa magia della muffa nobile

Daniele Adorno


Maurizio Dante Filippi, miglior Sommelier d’Italia 2016 e Grimani Gianluca Vicepresidente AIS Umbria, entrambi ambasciatori del consorzio di tutela dei vini di Orvieto, sono stati gli istrionici relatori di una serata dedicata ai vini dolci di questo territorio.  

Orvieto ed i suoi vini dolci sono retaggio di antiche pratiche contadine che affondano le loro radici nella notte dei tempi quando il vino doveva essenzialmente nutrire. In quelle epoche i vini facevano parte della città stessa poiché, la rupe, su cui sorge, è ciò che rimane di una conformazione tufacea solida con innumerevoli grotte al suo interno, dove si racconta che il vino venisse lasciato riposare per lunghi anni prima di essere consumato. Tale pratica, già nota all’epoca degli Etruschi nell’ VIII sec. A.C. sottolinea ulteriormente quanto sia profondo il legame tra la città e vino.

La storia della denominazione è un susseguirsi di eventi che alternano lunghi oblii e fugaci luci di ribalta.

Nel Cinquecento Sante Lancerio, storico e geografo, ma soprattutto bottigliere di Papa Paolo III Farnese, che può a buona ragione essere considerato il primo “sommelier” della storia moderna, già individuava questa zona nelle sue guide del mangiare e bere bene lungo la penisola Italica.

In epoca più recente nel 1931, Giorgio Garavini emissario del Ministero dell’Agricoltura Italiano viene mandato a delimitare la zona di produzione del vino tipico di Orvieto che in quel periodo competeva senza sfigurare con i più famosi Sauternes francesi pur non avendo la componente muffata che ha reso famosi nel mondo questi ultimi.

Solo nel più recente passato anche questa disuguaglianza è venuta a mancare quando, alla fine degli anni ‘60 è stata eretta la diga di Corbara, una struttura imponente che sbarra il corso del fiume Tevere a circa tre chilometri dalla confluenza con il fiume Paglia.

Il lago di Corbara sorto a seguito di questa immensa costruzione ha favorito la formazione di un microclima ideale per lo sviluppo di nebbie che puntualmente risalgono verso Orvieto fino alle tarde ore del mattino per poi discendere a fondovalle e svanire durante le prime ore calde del pomeriggio. Le condizioni di temperatura e umidità alternate a quelle di caldo e sole hanno compiuto il miracolo, nei vigneti contigui alla zona, della generazione di muffa in forma larvata definita nobile per la sua proprietà di non spaccare gli acini generando solo marciume, ma piuttosto di creare tanti canaletti sulla superfice della buccia andando a favorire la disidratazione e concentrazione di zuccheri e acidi.

Orvieto DOP Vendemmia Tardiva Cardeto 2021 Donna Armida
45% Procanico, 15% Verdello, 40% Grechetto
Paglierino intenso con riflessi di un bell’oro acceso. Ottima saturazione e ricchezza cromatica. La superficie è molto riflettente, quasi a specchio andando a far presagire perfezione nella grammatica enologica. Al naso mostra grande personalità comunicando immediatamente idea di frutta disidratata. Netta riconoscibilità del frutto in primis confettura di albicocca e buccia di agrume leggermente candita. Si allarga con una parte floreale sottile che rimanda ai fiori di rosa e lilla ed infine un sottofondo di erbe aromatiche di impronta essenzialmente amaricante. Insieme olfattivo molto pulito e preciso. All’esame gusto olfattivo colpisce la sensazione di rotondità e morbidezza piuttosto che non la percezione dello zucchero che è davvero esigua. Dopo la deglutizione compare in allungo l’acidità che riassorbe lo zucchero residuo e che riporta ad un finale di cui il frutto è vero protagonista.

Orvieto Classico Superiore DOC Vendemmia Tardiva Pertusa 2021- Custodi
40% Grechetto - 30% Procanico – 10% Malvasia– 10% Drupeggio – 10% Sauvignon
Piccola azienda familiare e storica con appezzamenti su terreni vulcanici vicino ad Orvieto. Uvaggio di campo scegliendolo di volta in volta, a seconda delle annate, in un fondovalle d’altitudine considerevole.
Dal colore oro carico con indizi di acidità data da riflessi verdi in sospensione.
Al naso dispiega note mellifere di frutta disidratata accompagnate da grande balsamicità e sensazioni in cascata di stucchi, arredi sacrali dorati ed incensati, oli essenziali ed un lontano ricordo di canfora. Sovviene poi in sequenza la frutta rappresentata principalmente da cocco, pera, frutta a polpa gialla tropicale e miele. In bocca il vino è immediato, pieno, rotondo, corposo e mostra un’avvolgenza con effetto a clessidra scomparendo piuttosto bruscamente ma poi ritornando nella parte retronasale svelandosi con chiare tracce di pepe bianco e zafferano. Bellissima freschezza che porta in dote la parte balsamica dopo la deglutizione. Vino di grande espressività con una nota finale asciutto-sapida vagamente fumé che riporta ad un’idea di crème brûlé. La sapidità del vino mette in secondo piano la presenza di zucchero residuo.

Orvieto Classico Superiore DOC Muffa Nobile Calcaia 2020 - Barberani
40% Grechetto, 20% Trebbiano Toscano, 20% Verdello
Esposizione soleggiata a ovest condizionata dall’umidità dell’adiacente lago di Corbara. Il terroir dove sorgono le viti è argilloso.
All’esame visivo il vino si presenta di color giallo dorato lucente. Naso delicato che dispiegandosi evoca ricordi di sagra di campagna con note croccanti di frutta fresca ed echi floreali di lavanda, cera d’api ed un ritorno di frutto pienamente maturo rappresentato da pesca sciroppata e mango. Sul finale il frutto vira sottilmente verso buccia e foglie di agrume. Al palato avvolge con un senso di pienezza mai debordante facendo emergere la frutta e lo zafferano che suggerisce presenza di muffa nobile. Finale lunghissimo in cui sopraggiungono dulcis in fundo corteccia e china.

Umbria IGT Muffato della Sala 2020 - Castello della Sala
60% Sauvignon Blanc, 40% Grechetto, Traminer e Riesling
Prodotto da Antinori che predilige un uso di vitigni tardivi, in questo caso quasi tutti semi aromatici ed impiantati in una vigna ai bordi di un bosco. Versante collinare nord con buona presenza di argilla. La componente colorata appare come buccia di agrume lucido con una certa presenza di riflessi verdi. Il colore è uniformemente diffuso senza mai assottigliarsi e mostrando una grande rifrazione della luce. Al naso si mostra subito con frutta aromatica ed un insieme di articoli da cosmesi, tra cui spicca la cipria. Un vino ricercato e studiato nei minimi dettagli. In successione frutta, miele, sapone di Marsiglia, corteccia, panettone, canditi ed erbe aromatiche. In bocca è imponente, quasi disarmante. Il vino non si assottiglia e la dolcezza trova equilibrio con una grande freschezza e soprattutto con una piacevole salinità. Vino della festa, ricco e simbolo del trionfo del Tutto con uno sfondo costante di erbe aromatiche che ritorna anche al palato.

Orvieto Classico Superiore DOC Muffa Nobilis 2021 - Palazzone
50% Grechetto,40% Sauvignon Blanc,10% Procanico
Esposizione a nord ovest. Zona sottostante alle antiche vestigia di un vulcano pleistocenico. Qui dove sorgono le vigne l’erosione millenaria ha portato alla superficie fossili di mare.
Al naso appare quasi monocorde con sensazioni di succo di pera fresca. Aprendosi dispiega sentori di zenzero candito, richiami vegetali ed un ricordo di wasabi. A successive roteazioni del calice emergono ancora gesso, terra bagnata, e una parte floreale che si esprime con rosa ed ancora impronte medicinali, iodate e sorprendentemente fico fresco. La sequenza olfattiva è piuttosto intermittente concedendosi a strappi ma raccontando una forte identità di uve da Grechetto attaccate in maniera importante da muffa nobile. In bocca alla deglutizione ritorna il succo di pera con una dolcezza che regredisce verso un finale non scontato. In antitesi alla dolcezza, che va via via assottigliandosi, si trova una sinergia di acidità e saporosità salmastra sigillo di questa piccola zona di orvietano oltreché del Grechetto stesso. Vino autentico e molto “terreno” che prende la sua energia dalla polverosità del suolo fossilifero e che in maniera sorprendente spazza via qualunque percezione zuccherina.

Umbria IGT Il Raggio 2021 - Tenuta Le Vallette
40% Moscato,40% Sauvignon Blanc, 20% Viognier
È una vendemmia tardiva in un terreno con infiltrazioni argillose ma prevalentemente vulcanico. Vitigni impiantati nell’altopiano di Orvieto.
La colorazione ambrata con grande saturazione di colore e ricchezza cromatica non lascia dubbio sulla presenza di appassimento. Al naso perviene dattero, papaya, una sensazione floreale e poi erbe estive asciutte, note di caramello e resinose. All’assaggio si ritrova grande dinamicità con presenza di acidità ed anche una parte salmastra salina data da ricordi di erbe disidratate. La parte asciutta sul finale viene probabilmente più dal terreno che dalla natura stessa del Grechetto. Un vino composto, di bell’equilibrio e piacevolezza seppur non ancora maturo.  Finale che si assesta con un retrogusto amaricante di buccia di arancia.

Tutti i vini degustati sono frutto di un rischio che ogni vendemmia le aziende vitivinicole orvietane affrontano nella speranza di anno in anno che la magia della muffa possa compiersi e regalare grandi emozioni a tutti gli appassionati e conoscitori nuovi e futuri di questi territori unici.

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