Wine Experience
Dalla redazione
mercoledì 22 maggio 2024

Erbaluce una pietra miliare

Taste Alto Piemonte Castello di Novara


Vincenzo Monteleone


Nel nostro percorso di esperienza e godimento ci sono tanti vini che regalano emozioni e sceglierne uno sarebbe una forzatura. In realtà c’è sempre un vino che mettiamo gelosamente sul podio perché è legato a un ricordo, ha segnato un momento, ha assunto un significato.

La mia pietra miliare è stato un calice di Erbaluce! Quell’assaggio ancora inconsapevole ha segnato la svolta, lo scaturire della necessità di capire cosa rendesse quell’esperienza tanto appagante e densa di domande ancora senza risposte.

Paglierino tenue, fine nei profumi di fiori bianchi e allo stesso tempo intenso nelle sfumature di frutta matura e agrume, minerale nella sua scia di gesso. Meraviglia!

Il “Taste Alto Piemonte” a Novara è stato occasione di approfondimento sulla bacca bianca piemontese per eccellenza. Prima della Masterclass è stato altrettanto ricco il viaggio tra le sfumature di nebbiolo delle DOP Ghemme, Gattinara, Lessona, Boca e Fara, dove gli eroici vignaioli, sono messi alla prova sempre più spesso da condizioni climatiche cangianti e avverse. Colori non intensi ma non per questo poco attraenti, complessità diverse spostandosi tra i terroir, speziature e persistenze che chiamano abbinamenti senza dubbio di struttura. 

La masterclass è stata incentrata su un confronto tra le produzioni di Alto Piemonte e Canavese per mettere in risalto le peculiarità di un vitigno molto versatile, che rispecchia le caratteristiche del terroir in cui cresce.

L’alto Piemonte con terreni ricchi di limo e argilla, donano struttura versus Canavese di conformazione morenica che restituisce finezza di profumi e sapidità.

L’impressione generale è che i vini dell’uva Rustia, così chiamata nel loro dialetto perché maturando è dorata e punteggiata come se fosse abbrustolita, negli anni abbia guadagnato in intensità e complessità. Il colore paglierino è più dorato, il corpo più glicerico.

Le nuove leve tra i viticoltori, partendo dalle esperienze tramandate dalla generazione precedente, battono nuove strade, esaltano le peculiarità del loro territorio, sperimentano macerazioni per accrescere il corredo aromatico e prediligono sempre più le riserve. 

Sottofondo ad un lavoro normalmente difficile e faticoso, continua una battaglia portata avanti da alcuni soci del Consorzio di tutela per ottenere un cambiamento legislativo che consenta di menzionare in etichetta l’erbaluce anche al di fuori della DOCG Caluso: a livello europeo solo 11 vitigni italiani hanno il nome collegato ad un toponimo e tra questi l’erbaluce. Del resto, è un po' paradossale che ben 3 DOC -Colline Novaresi bianco, Coste della Sesia bianco e Canavese bianco- abbiano come vincolo disciplinare l’utilizzo del 100% di uva erbaluce ma che non possano poi riportare il vitigno in etichetta!

Da qui nascono le azioni di civile protesta imbottigliando il vino al di fuori dalle DOC o adottando nomi sarcastici come ErbaVoglio, Lucino, Fior di Luce e…Vitigno Innominabile!

La ricca batteria di assaggi della masterclass ha compreso 10 vini suddividendo la degustazione in due sessioni: prima il Canavese e a seguire l’Alto Piemonte

Az. Decimo Filare – Vino Bianco - Radios 2022: fermentazione in barrique 30%. Paglierino chiaro, profumi di fiore giallo e frutta bianca matura, spezia dolce. Moderatamente consistente e persistente

NT WINES – Gualtiero Onore –Canavese Bianco– Rebellio 2022: 72 ore di macerazione. Giallo paglierino con riflessi dorati, limpido e consistente. Profumi di bergamotto, pesca gialla e miele nel finale. Fresco e sapido con lieve nota tannica

Az. Agr. Terre Sparse – Canavese Bianco – Mezzavilla 2022: criomacerazione e affinamento in acciaio. Paglierino brillante con rifessi verdi. Profumo intensi di fori di acacia, gelsomino e fieno. Più fresco che sapido

Az. Agr. Kalamass – Caluso DOCG 2020: fermentazione 30% in barrique usate e 70% in acciaio. Affinamento 12 mesi sulle fecce e 2 anni in bottiglia. Giallo paglierino con riflessi dorati. Note di camomilla, mela golden e mallo di noce. Sapido e di lunga persistenza. Nota retronasale di gesso.

Az. Agr. San Martin – Caluso DOCG 2018: paglierino con riflessi dorati. Floreale e con note di frutta secca, e pietra focaia. Fresco e e persistente. Elegante e di corpo.

Centovigne – VDT Miranda 2023: fermentazione spontanea e affinamento in vasche di cemento. Giallo paglierino luminoso. Profumi fragranti di fiori bianchi, mela verde e pesca, leggermente agrumato. Sapido e di buona persistenza.

Castaldi Francesca – Colline Novaresi – Lucia 2023: giallo paglierino con riflessi verdognoli. Profumo intenso erbaceo e floreale. Note di frutta secca. Sapido e persistente.

Rinaldi Riccardo – Colline Novaresi 2023: fermentazione e affinamento in acciaio. Collina di Suno!! Giallo paglierino intenso. Fine profumo di fiori bianchi ed erbe aromatiche. Fresco e sapido con scia agrumata.

Rovellotti – Ghemme Colline Novaresi Il Criccone 2021: fermentazione e affinamento in acciaio. Giallo paglierino con riflessi verdolini. Fine e complesso. Sentori di fieno, frutta bianca e fiori di campo. Note saline nel finale. Agrumato nel finale di bocca. Armonico.

Carlone Davide – Colline Novaresi Selmu 2021: terreno ricco di porfidi che donano un suolo acido e sterile. Macerazione sulle bucce per 2 settimane in vasche di acciaio. Oro intenso con riflessi ambra. Note di frutta gialla matura, camomilla e nespola di inverno. Profumi terziari di spezie. Sapido e persistente.

 

Suggerire abbinamenti per l’Erbaluce è un caleidoscopio, la sua versatilità ci regala declinazioni in vino fermo, spumante e passito per cui il ricordo della ninfa Albaluce può accompagnarci a tutto pasto come pochi altri vitigni possono fare. 

Viva l’Erbaluce!

 

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