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Dalla redazione
mercoledì 1 marzo 2023

Raboso, la selezione della Confraternita

Verticale tra storia ed enologia

Francesca Ceron


La verticale svoltasi mercoledì 1 febbraio presso l'Hotel Maggior Consiglio di Treviso ha permesso, una volta di più, di apprezzare e toccare con mano lo sviluppo di una nuova era per il Raboso Piave. Le annate in degustazione spaziavano dal 1994 al 2016 ma, cosa più unica che rara, rappresentavano quella che viene chiamata la Selezione della Confraternita.
Ogni anno infatti la Confraternita del Raboso seleziona un campione, tra quelli messi a disposizione dai confratelli produttori, che rappresenti al meglio il Raboso Piave in quel preciso momento. Sentita e suggestiva la presenza in sala di confratelli paludati con tabarri e distintivi, come anche il buon numero di produttori il cui contributo negli interventi è risultato quanto mai illuminante su numerosi punti. Per il sangue del Piave sono state particolarmente interessanti le introduzioni del Gran Maestro Mario Barbieri, del Prof. Danilo Gasparini e dell’enologo Enzo Michelet. Il primo ha raccontato nascita e storia della Confraternita, ricordando anche il compianto Dino Marchi. Con Gasparini e Michelet si sono approfonditi gli aspetti storici e tecnici di quest’uva e le importanti valenze che il Raboso ha avuto per le genti del Piave. E’ stata rivisitata l’autoctonicità dell’uva “rabiosa”, che potrebbe essere il frutto naturale e spontaneo di migrazioni di genti e barbatelle susseguitesi dal Friuli al Veneto centrale. Di certo, la concezione di autoctono, si è spiegato, va intesa nei casi in cui venga documentato che da lunghissimo tempo in un determinato luogo si raggiunga la massima peculiare espressione. E’ stata sottolineata anche l’evoluzione nei cambiamenti di conduzione del vigneto e nelle tecniche di vinificazione, particolarmente nell’ultimo secolo e mezzo. Ad oggi, le potenzialità del Raboso Piave, forse ancora non totalmente espresse, inducono a pensare che una più efficace comunicazione possa meglio esplicitare la grande ecletticità di questo splendido cavallo di razza.

Di seguito la sequenza in degustazione.

Vendemmia 1994 - selezione 2000 Az. Agr Cecchetto Giorgio

Rosso mattone con ottima trasparenza. Tra i profumi di fetta d’arancia disseccata e marasca, emerge quello di mallo di noce. I 28 anni si fanno sentire, ma il sorso è talmente interessante al punto da far passare in secondo piano il calo d’acidità.


Vendemmia 1998 - selezione 2002 Az. Agr Cecchetto Giorgio
Annata che, pur soffrendo le gelate primaverili, si è risollevata. La vivacità del colore c’è, come anche nei profumi del frutto ben ritrovato rispetto al campione precedente. Il sorso riconferma la vivacità del colore con la splendida freschezza. Ottima la polimerizzazione dei tannini.


Vendemmia 2002 - selezione 2006 Cantina Sociale Tezze di Piave
Concentrazione del colore più sostenuta. Le escursioni termiche e le piovosità leggermente sopra la media fanno staccare l'annata per una certa terrosità che si è trasmessa al calice. Risulta polposo, con impronta salina piuttosto evidente e note di erbe aromatiche che chiudono il sorso.


Vendemmia 2003 - selezione 2009 Az. Agr. Bellussi Agostino e Lamberto
Come non ricordare un’annata che ha messo a ferro e fuoco l’intera Europa? Rosso rubino intenso, di buona consistenza. Al naso si evidenzia la confettura di prugna e mora, poi la spezia con chiodi di garofano. Nel palato è largo, quasi un mangia e bevi, termina con effluvi di rosa secca.


Vendemmia 2007 - selezione 2011 Az. Agr Cecchetto Giorgio
Il rubino deciso e concentrato rivela da subito l’ottima annata che, pur con leggero anticipo, ha presentato ottime escursioni termiche in settembre. Profuma di marasca e mora di rovo, seguite da peonia e boiserie. Sorso pieno, avvolgente e morbido, con equilibrio in prima fila e piacevole lunghezza.

Vendemmia 2010 - selezione 2014 Az. Agr. Bonotto delle Tezze
Buona tenuta del colore, mentre al naso, primo tra i campioni in esame, si rilevano note vegetali. Olfatto che parla poi di arancia sanguinella e umami. Nel sorso si sviluppa il buon corpo, tra calore e tannini in via di definizione. Buona la morbidezza e la persistenza.


Vendemmia 2009 - selezione 2015 Az. Agr. Casa Roma
Ritroviamo nel calice l’altalena di tutte le espressioni meteo dell’annata, a partire dalle escursioni termiche. E’ rubino pieno, molto vivido e consistente, di elegante rusticità con la mora di rovo frammista a quella di gelso, marasca, cardamomo e arancia rossa. Sorso dritto, succoso e lungo.


Vendemmia 2013 - selezione 2016 Az. Agr. Cecchetto Giorgio
L’alternanza di piovosità e picchi di calore ha reso difficile la gestione del vigneto, ma il grande sforzo dell’uomo e l’ottima parte finale pre vendemmia è risultata così: rubino materico e consistente, profumi di viola, marasca e mora, sorso che rivela la grande stoffa del tannino in divenire. Roseo futuro.


Vendemmia 2016 - selezione 2022 Az. Agr. Ornella Molon
L’ultimo campione ha cambiato registro in modo netto: l’annata è tra le più promettenti, seppur risulti troppo giovane per essere apprezzata appieno. La freschezza è tesa e la trama tannica rampante. Gli aromi di bocca ritrovano i piccoli frutti rossi sentiti al naso, ribes e uva spina, per un finale di bosco.

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