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Dalla redazione
martedì 25 luglio 2023

Tour in Val di Cembra

Tra i 708 km di muretti a secco patrimonio Unesco


Trentin Enrico

 

Salite in direzione Trento, arrivati a Lavis girate verso est, da qui entrate nella val di Cembra. Gli occhi si riempiono di bellezza, il panorama è composto da piccoli paesi montani contornati da terrazzamenti di vigneti color verde brillante, lunghi muretti a secco color porpora, il tutto circondato da foreste incontaminate.
Questo è lo spettacolo che sabato 17 giugno il gruppo sommelier di Verona ha ammirato durante l’intera giornata. Arrivati in autobus al paese di Cembra siamo stati accolti da Mara Lona, del consorzio Cembrani doc, e dal padre Luciano, esperto conoscitore della zona.

Ci incamminiamo nei vigneti mentre Mara racconta che la vallata è di origine glaciale, larga con pendenze moderate, nella parte centrale più ripida per l’effetto erosivo del fiume Avisio.
Da sempre le ricchezze di questo territorio sono state la viticoltura e l’estrazione del porfido, roccia vulcanica di colorazione che varia dal rosso al viola, il cui nome deriva dalla parola greca "porpora".

Per evitare il dilavamento della terra fertile, già nel quattordicesimo secolo le popolazioni locali crearono i terrazzamenti sorretti dai muretti a secco. Da un recente rilevamento telescopico è stato appurato che l’incredibile lunghezza totale di questi muri misura 708 km, la stessa distanza che c’è tra Verona e Napoli.
Qua la vite si coltiva dal quarto secolo avanti Cristo, come dimostrano vari ritrovamenti archeologici, tra cui diversi vasi vinari e una tomba romana contenente coppe decorate con disegni di grappoli d’uva.

Le varietà più coltivate sono a bacca bianca come muller thurgau, chardonnay e molti altri vitigni trentini. La qualità delle uve e dei vini di questa zona sono rinomati in tutta la regione. Si coltiva dai 200 ai 900 metri sul livello del mare, le forti escursioni termiche donano ricchezza aromatica, si usano pratiche sostenibili in vigna, la presenza dei boschi e dei frutteti donano biodiversità. Le forme di allevamento più diffuse sono pergola trentina e spalliera, la vendemmia è fatta manualmente a causa delle pendenze dei piccoli appezzamenti.

I cembrani hanno una forte tradizione anche nella distillazione. Si raccontano ancora storie di prosperità commerciale sotto la dominazione austriaca, ma poi sotto il regno d'Italia a causa del proibizionismo i residenti furono costretti a contrabbandare i loro prodotti.

Alla fine della nostra discesa veniamo accolti da Mario Pojer e dal figlio Matteo nel loro Maso Besleri, edificio ristrutturato negli ultimi anni rispettando le costruzioni storiche che in passato sono state anche distillerie. Ne sono state ricavate delle stanze per il pernottamento turistico e un'acetaia. L’azienda vitivinicola Pojer e Sandri nasce a Faedo nel 1975, attorno al maso possiede 8,5 ettari di vigneti, coltivati principalmente a pinot nero e sauvignon. 
Gli aceti prodotti sono ricavati da svariati frutti provenienti dalla zona, come quello di lamponi che abbiamo assaggiato. Il processo di acetificazione dura due anni in botti di rovere e i risultati sono di altissima qualità, non comparabili con i comuni aceti industriali.

Pranziamo sulla balconata con ottimi salumi e formaggi a chilometro zero della gastronomia Zanotelli che si trova in centro a Cembra. La coppia di proprietari ci ha servito con simpatia e spiegato con orgoglio e passione i prodotti serviti.
Abbiamo degustato i vini di Mario Pojer della linea Zero Infinito, prodotti da uve piwi coltivate senza trattamenti e vinificati senza filtrazioni né solfiti aggiunti. I due spumanti rifermentati sui lieviti sono molto rinfrescanti e con note nette di frutta. Il bianco fermo è un vino molto strutturato e complesso, grazie all'utilizzo di botte perpetua, dalla strabigliante freschezza al palato. A seguire, un groppello del 2003 molto fruttato e morbido, infine l’immancabile grappa.

Un altro tratto di passeggiata per arrivare alla Cantina sociale della Val di Cembra, dove il presidente Rosario ci parla della cantina e, assieme a molti altri produttori del consorzio, ci fanno assaggiare e ci raccontano con passione i loro Trentodoc, affinati minimo 36 mesi, principalmente prodotti con uve chardonnay.

Cimbrus - Alfio Nicolodi. Lavarino bianco in purezza, vitigno autoctono, 78 mesi sui lieviti, gusto molto fresco e teso. 

 

For 4 Neri Nature - Zanotelli. Nicola Zanotelli ci parla dell’azienda di famiglia nata nel 1960, i vigneti di questo chardonnay sono metà coltivati a spalliera e metà a pergola. Vino molto secco e fine con profumi di pasticceria e un gusto equilibrato dotato di grande freschezza e elevato potenziale evolutivo.

 

Oro rosso - Cantina Val di Cembra. Il nome di questo spumante rimanda al porfido. Una bollicina intensa e decisa, con profumi di fiori bianchi e frutta gialla ancora croccante.

 

708km Consorzio produttori cembrani. Una produzione limitata di 2500 bottiglie/anno. Profuma di miele millefiori, con ricordi di nocciole e burro. Il gusto è morbido e cremoso.

 

Gradàar- Fratelli Paolazzi. Prodotto con sola uva coltivata a pergola, bella freschezza, piacevole e fine, morbido ed invitante alla beva.

 

Ferro - Simoni. Con carattere il pinot nero si fa sentire, seguito da zagara e liquirizia. Minerale, ematico e deciso. Vino dal sapore deciso e tagliente, da abbinare a piatti saporiti come lo spezzatino di cervo con polenta.

 

Salìsa - Villa Corniole. Mara la proprietaria dell’azienda assieme alle figlie ci spiega che i loro vigneti si trovano dai 300 mslm fino agli 850 mslm. Il vino si presenta con un rosa chiaretto molto brillante, si sentono netti profumi di piccoli frutti rossi e al palato ha spiccata mineralità che stimola la continua beva.

 

Man Rosè - Cantina Man. Prodotto con 100% Pinot nero, colore rosa tendente al cerasuolo, emana un forte profumo di dolci fragoline di bosco,in bocca è prevalentemente sapido, con una buona complessita e persistenza.

 

Corvèe Rose - Cantina Corvèe. Azienda giovane nata nel 2016, il loro rosato tende al colore buccia di cipolla tenue, il profumo ricorda lampone e caramello, al palato è morbido ed equilibrato, con buona intensità ed equilibrio.

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