Wine Experience
Dalla redazione
sabato 9 dicembre 2023

La Toscana di punto in bianco

Esplorando l'eccellenza dei vini bianchi toscani: nn viaggio non abituale tra aromi e tradizioni

Claudio Serraiotto


La Toscana è una regione conosciuta nel mondo per la grandezza dei suoi vini rossi ma ciò che è nascosta ai più, è la sua alternativa anima bianca. Esistono, dall'assolata costa tirrenica alle famose colline dell'entroterra, eccellenze assolute anche nel vino bianco. Perle da scoprire e da scovare in maniera più intima nelle loro emozioni ed espressioni territoriali, come nel Focus organizzato dalla delegazione di Vicenza, Venerdì 1 dicembre 2023, accompagnati dal collega Valentino Tesi, toscano e pistoiese di nascita, vincitore del concorso miglior sommelier d'Italia nel 2019 a Verona. Certo che la Toscana è, come altre regioni d'Italia, famosa per l'eccellenza dei Rossi e per la triade, Chianti Classico Docg, Brunello di Montalcino Docg e Nobile di Montepulciano Docg. A fianco però si trovano delle piccole stelle con una una storia secolare alle spalle. Il vino più antico e con fonti scritte certe in Toscana è bianco ed è la Vernaccia di San Gimignano che è ancora più antica del Chianti, anch'esso in origine citato come vino bianco. La Vernaccia di San Gimignano è la prima Doc bianchista italiana, nonché la prima Docg Toscana, vino già cantato da Dante e bevuto alle corti dei Medici e dei Papi. Facciamo così parlare i vini. Manca ovviamente la visione unitaria tra i prodotti qui proposti, che saranno trattati singolarmente, l'unico fil rouge è la mediterraneità. Per agevolare il lettore, ad ogni vino abbiamo indicato la zona (di vino rosso) di riferimento. La serata è stata di alto livello sia per la qualità e originalità dei vini in degustazione sia per l'alto livello comunicativo del relatore che è stato capace di coinvolgere tutta la platea dimostrando una conoscenza immensa del territorio, insomma uno che ... "cammina la terra".

 

In degustazione:

  1. Vermentino in purezza, l’Étrange Sant’Agnese, 2019, (Étrange, lo Strano), siamo in zona Val di Cornia. La tradizione maremmana vuole l'utilizzo in assemblaggio per cercare struttura, qui invece si percorre una strada diversa e lo troviamo in purezza ed è una scoperta intrigante. Si parte da una potatura tardiva, che porta a maturazioni tecnologica, fenolica, aromatica e fisiologica ritardate (attorno alla fine di settembre), salvaguardando così l'acidità nell'acino dalla caduta fisiologica nel Dna del Vermentino alla fine del ciclo vegetativo. Il vino gode di una maturazione in acciaio di 22 mesi con infusione di acini interi non filtrato. In degustazione alle note varietali, floreali di Tarassaco ed elicriso, agrumi, macchia mediterranea e citronella su chiusura di mandorle tostate. Straordinario.
  2. Trebbiano toscano in purezza, Podere 414, IGT Toscana, 2022, siamo nell'entroterra della zona del Morellino di Scansano, vino vinificato in stile rosso e maturato in tonneau da 5 hl. con batonnage. E' una anteprima, non è in commercio e lo si sente: le componenti organolettiche gustolfattive, in particolare la freschezza e la sapidità salina, sono davvero giovanilmente esuberanti. 

  3. Trebbiano toscano in purezza, Fonte Vivo Podere Pellicciano, 2021, siamo in zona San Miniato (PI), appassimento su graticci come per un Vin Santo, 100 giorni di lunga macerazione, un anno in cemento, senza uso del legno. Un vino progettato per essere un rosso vestito di bianco.

  4. Chardonnay in purezza, Monsanto, 2021, siamo in zona Barberino - Tavernelle Val di Pesa, nel Chianti classico, maturato con una massa di 2/3 in acciaio e una di 1/3 in tonneau, poi assemblate con 7 mesi di sosta sui lieviti. Note gustolfattive caratteristiche, vino di struttura ma comunque scattante.

  5. Batàr, Querciabella, 2020, siamo sempre in zona Greve, Chianti classico, 50% Pinot Bianco, 50% Chardonnay, resa 25 hl x ha, maturato 9 mesi in barrique. Nella degustazione il vino non si adagia sulle facili e scontate note dolci dello Chardonnay, grazie alla componente citrina del Pinot Bianco. Un prodotto che, come ricorda il nome, è in stile Montrachet. 

  6. Degeres, Montepepe, 2018, 60% Vermentino, 40% Viognier, siamo in zona Colli Apuani, su terreni sabbiosi. Maturato in tonneau x 8 mesi, affinato 2 anni in bottiglia prima della messa in commercio. Freschezza percettibile e impagabile.

  7. Vernaccia di San Gimignano Docg, Vigna Santa Margherita Panizzi, 2015, Vernaccia in purezzaTerreni di sabbie gialle plioceniche, 50% barrique, 50% acciaio, con maturazione di 5/6 mesi negli stessi recipienti prima dell'assemblaggio.

  8. Chardonnay Monteverro, 2020, siamo in zona Maremma - Capalbio, ai confini con il Lazio. Fragrante, esprime ricordi di tisane di fiori gialli, elicriso, frutta tropicale, frutto della passione, ananas, mandarino, vaniglia, tè, zenzero e zafferano. Chiude con straordinari cenni di idrocarburo. Tanta roba. Ma è soprattutto la raffinatezza, l'equilibrio, l'armonia che colpiscono, come must assoluto di eleganza liquida, progettata e raggiunta, che è la carattteristica dei vini dell'azienda di Capalbio e dell'enologo francese che la segue, Matthieu Taunay. Un vero Super Tuscan bianco.

articoli correlati
Lo Champagne: Viaggio nel mito
sabato 22 giugno
Parte II: Dalla Vallée de la Marne alla Montagne de Reims
Custoza White & Gold
martedì 18 giugno
Stili ed espressioni di un grande blend italiano
Un viaggio nel cuore del vino
martedì 18 giugno
Esplorando l'Oltrepò Pavese
Vinetia Top 10
lunedì 10 giugno
I 10 migliori Colli Euganei Doc a bacca rossa