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giovedì 26 settembre 2019

Extra Terrestre o EnoTurista?

Dire, fare, bere, visitare: l'enoturismo moderno secondo Riccardo Borghero

Davide Cocco

Riccardo Borghero è dirigente del Servizio Promozione della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Verona, dove si occupa di promozione e sviluppo del territorio. Laureato in Economia con una tesi su un’impresa del vino, è convinto che E.T. significhi Eno-Turista e fa di tutto per dimostrarlo. Borghero sarà uno dei relatori del tavolo di lavoro, moderato da Isi Coppola, dal titolo "AIS e il turismo enogastronomico” che si terrà venerdì 22 novembre alle ore 15:00 proprio in Camera di Commercio. Gli abbiamo chiesto di darci qualche anticipazione.


- Ci faccia capire: E.T. significa Extra Terrestre o Eno-Turista?
Se pensiamo ad E.T. ci torna in mente il personaggio del famoso film di Spielberg: un extraterrestre di cui fatichiamo a comprendere il linguaggio e non conosciamo le abitudini ed i costumi. Sforzandoci di conoscerlo riusciremo ad accoglierlo, intercettando i suoi desideri. Un po’ quello che dobbiamo fare con gli Eno-Turisti. Unica differenza: E.T. nel film beveva birra, noi siamo più orientati sul vino.

- C’è una correlazione tra vendite all’estero del vino di un particolare territorio e presenza di turisti su quel territorio?
Sì, non è solo un luogo comune. Come Camera di Commercio di Verona ci siamo presi la briga di studiare statisticamente tale correlazione, evidenziandone l’esistenza. Ciò comporta una possibile condivisione virtuosa delle politiche esportative con quelle di attrazione di enoturisti. Siamo partiti dallo studio del caso-Verona, analizzandone i mercati di sbocco dell’export vinicolo e di provenienza dei flussi turistici, per arrivare al benchmarking con altri territori italiani.

-Gli E.T. rappresentano la domanda, come siamo messi dal punto di vista dell’offerta? Che tipo di progetti si possono adottare?
C’è ancora molto da fare nell’organizzazione dell’offerta enoturistica italiana, che talvolta ha dovuto improvvisarsi per rispondere al manifestarsi di una domanda inaspettata. Quanto ai progetti, Verona rappresenta l’Italia nel network internazione GREAT WINE CAPITALS, 10 capitali del vino di 10 Paesi diversi (oltre all’Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera, USA, Australia, Cile ed Argentina), che si pongono l’obiettivo comune di sviluppare l’enoturismo attraverso Best of Wine Tourism, un contest internazionale annuale. Nelle prime 3 edizioni, a Verona si sono messe in gioco 88 imprese, sfidandosi in 7 categorie: Ristorazione, Ricettività, Arte e Cultura, Architettura e Paesaggio, Politiche Sostenibili, Innovazione e Servizi per l’Enoturismo.

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