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Dalla redazione
martedì 12 novembre 2019

Perle di Romagna

ALBANA, SANGIOVESE E GLI ALTRI AUTENTICI GIOIELLI ENOICI

Maria Grazia Melegari

Un vero e proprio viaggio alla scoperta di un tesoro nascosto, quello condotto da Giancarlo Mondini di AIS Romagna nella zona del Faentino.

 

Dal punto di vista enologico, la Romagna è ancora un po’ vittima del pregiudizio che la vuole territorio viticolo importante più per la quantità che per la qualità. Tuttavia, a partire dagli anni Novanta, una nuova generazione di viticoltori ha impresso una svolta qualitativa notevole ed oggi si fanno notare espressioni interessanti e varie dei principali vitigni autoctoni, assieme a quelle di altri meno noti: l’Albana, il Trebbiano, il Sangiovese, il Famoso, il Centesimino, il Burson.

L’Albana è il vitigno autoctono per eccellenza della Romagna, coltivato in una ristretta fascia collinare da Bologna verso Rimini e con alcune zone particolarmente vocate come Bertinoro, Imola, Dozza, il Faentino, Serra, Castrocaro - Terra del Sole. Sono undici i cloni registrati, tra i quali l’Albana gentile di Bertinoro, l’Albana della Gaiana e l’Albana della Serra o Forcella.
La DOC Albana di Romagna fu istituita nel 1967, dal 1987 è DOCG e nel 2011 è stata ribattezzata DOCG Romagna Albana. La superficie iscritta è di circa mille ettari, con una produzione di ottocentocinquantamila bottiglie. La Denominazione prevede cinque tipologie: secco, amabile, dolce, passito e passito riserva, e anche gli stili produttivi sono molteplici: si va da vini molto freschi in stile nordico, a prodotti di maggiore grassezza con uno stile più tradizionale, ma si arriva anche a vini da uve surmature o appassite che possono essere anche botritizzate.

Il Sangiovese è il vitigno più coltivato sulle colline romagnole, con ben centoventitre cloni registrati, una superficie iscritta di settemilacinquecento ettari e una produzione di circa dodici milioni di bottiglie. La zona di produzione è ampia: cinquantacinque comuni nelle province di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.
Il Sangiovese romagnolo presenta una notevole varietà di versioni e di espressioni. Il Romagna Sangiovese DOC è prodotto con almeno l’85% di uva Sangiovese, più un saldo di altre varietà a bacca rossa, e può fregiarsi nelle versioni base e Riserva di ventuno Menzioni Geografiche Aggiuntive con una percentuale minima del 95% di uva Sangiovese: fra le MGA, Bertinoro, Predappio, Modigliana e Oriolo sono le più interessanti. Altre versioni sono la Romagna Sangiovese Superiore (senza menzione delle MGA), l’Appassimento e il Novello.

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La degustazione

 

AZIENDA AGRICOLA ANCARANI

Rita Ancarani, presente alla serata veronese, ha coinvolto i presenti con il racconto della passione con la quale conduce assieme al marito Claudio l’azienda: quindici ettari vitati nell’areale di Oriolo dei Fichi su terreni franchi, cioè con componenti di sabbia, limo e argille ben bilanciate, lavorati in biologico e con tecniche biodinamiche, vinificando con lieviti indigeni e senza filtrazioni. Produzione totale: trentacinquemila bottiglie.

 

Indigeno 2018

Il Trebbiano romagnolo, varietà più coltivata nella pianura romagnola, è qui vinificato in purezza in una versione di frizzante ancestrale. Presenta una leggera velatura e un brillante giallo paglierino. Naso di lievito, mela cotogna, nespola, erbe di campo. Immediato, fresco e saporito, va molto d’accordo con sarde marinate all’uva passa e pinoli.

 

Ravenna Famoso IGT Signore 2018

Da vitigno rustico detto localmente “uva Rambela”, un tempo abbandonato poiché dava vini troppo profumati, riscoperto dapprima nell’alta valle del Savio e oggi coltivato soprattutto nel forlivese e nel ravennate. Paglierino intenso e cristallino; al naso spicca l’impronta aromatica che richiama un moscato: pesca gialla, salvia, a seguire rosmarino, fiori bianchi, uvaspina. Snello e fresco, chiude quasi salino. Ideale con piatti di mare: seppie totani, polipo.

 

Romagna Albana Secco DOCG Santa Lusa 2016 e 2014

Vendemmia selezionata in più passaggi da vigne allevate a pergola romagnola. Nel 2016 l’uva ha fatto quindici giorni di macerazione per un terzo della massa, con maturazione del vino sui lieviti per quattro mesi, illimpidimento in cemento per sette mesi e sosta in bottiglia di altri sei. Dorato brillante, presenta una massa compatta che denota buona struttura. Profumi complessi: miele, the, camomilla, albicocca, confettura di mela cotogna, ricordi di uva passa. Il sorso è pieno, avvolgente, con piacevole astringenza “tannica” e un finale lungo, sapido e privo di note amare.
La difficile annata 2014 ha costretto a una macerazione brevissima. Rispetto al precedente presenta un minor impatto olfattivo e una struttura più esile. Prevalgono note agrumate, di albicocca e ananas e una nota fresco sapida più evidente. Poliedrico negli abbinamenti, è da servire non troppo freddo con piatti speziati, formaggi a media stagionatura, secondi di carni bianche come pollo alla diavola, carni di maiale o pesci grassi.

 

Romagna Sangiovese Superiore DOC Biagio Antico 2017

È il Sangiovese romagnolo nella sua semplicità. Rubino trasparente, fresco, mostra buona concentrazione ed estratto. Bella eleganza olfattiva di frutti rossi, violetta, prugna e arancia rossa che invita all’assaggio. Immediato e fresco, presenta un tannino croccante, ma non graffiante, e un buon equilibrio con finale sapido. Vino gastronomico per facilità di abbinamento: tagliatelle, grigliate di salsiccia, piatti di pesce con salse o pomodoro, seppie e piselli, pasta e fagioli con le vongole.

 

Romagna Sangiovese DOC Oriolo 2016

Rosso rubino vivace più intenso del precedente, ma sempre di bella trasparenza. Anche al naso l’impatto è più evidente: fiori e frutta scuri come viola, rosa, mora, mirtilli, ciliegia durona, a cui si aggiunge una nota ematica e di pepe bianco. Presenta tannini sottili, non aggressivi e amari; è più ricco di estratto ma sempre elegante. Sicuramente è una bottiglia che si beve tutta, grazie anche al rapporto equilibrato tra acidità e sapidità che il territorio mette in evidenza. Spezzatino d’agnello e costolette fritte sono i compagni ideali durante il pasto.

 

Ravenna Centesimino IGT 2017

Rara varietà autoctona coltivata a Faenza, soprattutto a ridosso della magnifica Torre di Oriolo, è detta anche Savignôn Rosso. Tutta la produzione conta ventidue ettari, otto aziende e ottantacinquemila bottiglie nella varie declinazioni. Il vino matura tre mesi sui lieviti e affina in vasche di cemento. Ricorda un Novello nel rubino brillante e un Moscato Rosa o un Lacrima di Morro d’Alba nelle note fresche e semiaromatiche: rosa, melograno, violetta, frutti di bosco. Ha una componente alcolica importante, ma rimane un vino croccante, di ottima bevibilità.

 

Uvappesa s.a.

Da uve Centesimino appassite in pianta per novanta giorni, successivamente vinificate con macerazione di venti giorni e affinamento in botte per un anno. Colore rosso rubino ramato, denso nel bicchiere. Note aromatiche che ricordano il Moscato Rosa: confettura di fragola, rosa appassita, su una tessitura eterea e balsamica. Avvolgente e sapido al palato, si accorda con un dolce al cioccolato o con il capriolo e salsa di mirtilli.

 

FATTORIA ZERBINA

Cristina Geminiani ha creato quest’azienda nel 1966, portandola alla ribalta internazionale grazie alle sue interpretazioni inedite e innovative dell’Albana. I ventinove ettari di vigne aziendali sono nel territorio di Marzeno, su suoli adatti alle diverse varietà: terreni argilloso calcarei per il Sangiovese, argille e calanchi per i vitigni internazionali e a valle l’Albana, il Trebbiano e l’Ancellotta. La produzione è di circa centottantamila bottiglie.

 

Romagna Albana Secco DOCG Bianco di Ceparano 2018

È un Albana in stile moderno, dai tratti nordici, in cui predomina la freschezza. Giallo paglierino luminoso, è consistente e ha un naso sottile e fragrante di albicocca, pesca, erbe aromatiche, biancospino e un tocco agrumato di mandarino con una leggera nota gessosa. In bocca è equilibrato ed elegante e si prolunga su note agrumate, acide e sapide nel finale. Adatto a piatti di mare estivi.

 

Sangiovese Superiore Riserva DOC Torre di Ceparano 2015

Prodotto con 92% di Sangiovese, 6% di Merlot e 2% di Ancellotta, fermenta in accaio e matura in legni diversi per dodici mesi. Rosso rubino con sfumature granato, presenta note di violetta, rosa appassita, ciliegia e prugna in confettura, arricchite da ricordi speziati di cannella e chiodo di garofano. Al palato offre intensità del frutto, pienezza e persistenza. Bel tannino dolce che equilibra la beva. È un vino di prospettiva, ideale con arrosti e formaggio di fossa a latte misto.

 

Romagna Sangiovese Riserva Marzeno DOC Pietramora 2015

Si produce solamente nelle annate ritenute idonee con 97% di Sangiovese e 3% di Ancellotta. Fermenta in acciaio e tonneau, maturando poi in barrique per dodici mesi e un anno in bottiglia. Rubino con riflessi granato, è consistente, ricco all’olfatto, con frutto dolce di confettura di mora e prugna, note speziate di vaniglia, cannella e un ricordo balsamico mentolato. Vino elegante e di grande equilibrio gusto-olfattivo.

 

Romagna Albana Passito DOCG Arrocco 2018

Da uve Albana selezionate, per metà botritizzate, e appassite parte in pianta e parte in cassette. Vinificazione in acciaio e affinamento in cemento e acciaio. Dorato, luminoso, denso e concentrato. Al naso predominano le note tipiche della botrite: zolfo, zafferano, e quindi pesca, agrumi e miele. La complessità olfattiva è arricchita da note speziate che si ritrovano nel retrogusto. Ottimo equilibrio tra dolcezza e acidità, con un allungo importante su agrumi e uvaspina. Un’elegante espressione territoriale dell’Albana che si sposa bene con dolci con canditi, formaggi a crosta fiorita, taleggio, gorgonzola dolce. Da provare con passatelli asciutti al Parmigiano.

 

Romagna Albana Passito DOCG Scacco Matto 2015

Prodotto con selezione di Albana da vigne ad Alberello. Vinificato in acciaio e per 1/4 in barrique usate, matura in acciaio. Dorato intenso e brillante, è compatto ma non viscoso; la botrite è molto avvertibile ma di grande finezza, con note di zolfo, curry, pietra focaia. Si può confrontare con grandi Sauternes per l’invidiabile equilibrio tra dolcezza e acidità, tutto giocato su finissimi toni gustativi di spremuta d’agrumi e miele. Favoloso con importanti formaggi erborinati e con una scaloppa di foie gras.

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