Wine Experience
Dalla redazione
domenica 9 aprile 2023

Terra di grandi vini bianchi

Alla scoperta di un'altra Bordeaux

Claudio Serraiotto


La Bordeaux enoica (110.000 HL di cui 20% bianchi) è da sempre universalmente conosciuta per grandi rossi, alcuni dei quali sono diventati vini iconici. Ma da qualche anno si sta facendo largo una Bordeaux rappresentata da vini bianchi secchi. Questo è segno di un cambiamento del gusto, i vini dolci hanno sempre meno mercato, confinati ormai ad un consumo limitato ad eventi particolari, e di quello climatico, le estati sono sempre più lunghe e calde, ampliando l'arco temporale del consumo di vino bianco a discapito del rosso. Marco Tinello, amico della Delegazione di Vicenza e massimo esperto, ci ha condotti in questa degustazione attraverso interpretazioni aziendali di vini di assemblaggio con tre vitigni: sauvignon blanc e semillon in primis, accompagnati da frazioni di muscadelle. Dopo brevi percorsi storici e sul terroir (ampelografico, pedoclimatico e morfologico), siamo passati alla degustazione di vini di grandi aziende, accompagnata da alcuni accenni descrittivi sui singoli vini. Lo scopo della serata: un viaggio circolare da sud-est a nord-ovest e ritorno, con vini di pregio assoluto nelle Aoc bianche di Bordeaux, evidenziando le diverse caratteristiche dello stesso assemblaggio, che resta unico e caratterizzante del territorio, ma che subisce le interazioni del terroir. Il mood è rese per ettaro sempre basse.

Chateau de Marsan Bordeaux blanc 2020
Insiste terreno argilloso sabbiso, vinificazione e affinamento in barrique e inox, 60% sauvignon, 40% semillon che lascia una percettibile nota (marcante) fruttata di pesca sciroppata. Ha una bellissima freschezza, è un vino scorrevole con una bella struttura e una discreta persistenza.

Chateau Clos Floridene Graves Blanc 2020
75% sauvignon, 24% semillon, 1% muscadelle. Proviene da una zona molto ricca di ciotoli in piena Graves, che rappresenta proprio la tipicità della denominazione. 150.000 bottiglie. Più elegante del precedente.

Chateau Malartic Lagravière Pessac Leognan Blanc 2017
Un vino di cinque anni e mezzo che inizia ad aprirsi solo adesso. Parliamo di una delle aziende più importanti e dinamiche di Pessac Leognan, che nasce nel 1850: Lagravière è un nome e un programma, nata come proprietà di un ammiraglio, ricordato nel logo, un galeone. 71 ettari di superficie di cui nove di bianchi per una produzione di 150.000 bottiglie. Vinificazione con tini troncoconici termoregolati. La percentuale nell'assemblaggio del sauvignon cresce, come è normale che sia, quando questo vitigno incontra i ciottoli.

Chateau Mouton Rothschild Ailes d'Argent Bordeaux blanc 2020
Terreno sabbioso e ciottoloso. 66% sauvignon, 34% semillon. Stile internazionale che ricorda la Borgogna, il sole e il Mediterraneo, potenza abbinata all'eleganza. Il terreno è calcare, lievemente argiloso, 28 anni è l'età media del vigneto. Marco ci mostra le foto delle vasche in rovere troncoconiche con inserti in vetro. Un unicum.

Chateau Cos d'Estournel Pagodes de Cos Bordeaux blanc 2020
Qui troviamo anche argilla. Vini cesellato esattamente come deve essere, un grande. Bella freschezza ma soprattutto piacevolezza di beva che non è invadente e che chiude su note di sasso bagnato.

Chateau Cheval Blanc Le Petit Cheval Blanc Bordeaux blanc 2019
Siamo a Saint Emillon, il vitigno semillon torna a casa, come ricoda il nome. 79% sauvignon, 21% semillon. 18 mesi in botte grande.
Il primo vino esce nel 2014 a seguito dell'acquisizione nel 2006 di un vigneto limitrofo all'azienda, a uva nera, estirpata. Vasi vinari veneti in cemento. È sicuramente il vino più elegante incontrato sin'ora e questo non sorprende, ricordando il brand, Cheval Blanc anche se non ha rinunciato al titolo di Premier Grand Cru Classè A di Saint Emilion, lo scorso anno

Chateau d'Yquem Bordeaux blanc Y 2017
75% sauvignon, 25% semillon. 113 ettari, 100.000 bottiglie, una produzione limitatissima dove da ogni pianta viene prodotta una bottiglia da 0.375L. 10.000 bottiglie sono la produzione del vino bianco secco. Avvolgenza e morbidezza in questo vino dove la nota marcante è il vegetale, il bosso, sopra il fruttato ed è così una piacevole nota di chiusura. 

Il piatto in abbinamento è un ottimo risotto agli asparagi verdi. Il risultato sono connubi armonici.

Complimenti a Marco, al nostro referente della Delegazione di Vicenza, Prof. Francesco Dott. Salano e alla Brigata di Servizio, Domenico Chiarello, Francesca Arena, Antonella Seganfreddo, Alessandra Zampiva, Renato Adami.

Un grazie particolare a Valentina Trevisan, Responsabile del GOLF HOTEL VICENZA.

 

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