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Dalla redazione
giovedì 27 luglio 2023

Piovene Porto Godi, vino nobile nella storia, nel casato e nell'anima


di Silvia Elena Trevisan e Claudio Serraiotto

Thovara, dal latino "terra buona". Siamo a Toara (frazione di Villaga), nel Basso Vicentino, nel cuore della Doc Colli Berici dove la Delegazione Ais Vicenza, in un sabato assolato nel solstizio d'estate 2023, accompagnata da Claudio Serraiotto e Francesco Salano, ha fatto visita all’azienda Piovene Porto Godi, discendente della famiglia dei Conti Barbaran. Qui si coltiva la vite e si produce vino almeno fin dal 1500.

Proprietario era allora il nobile Flavio Barbarano. Negli anni solo il suo cognome si è estinto per lasciare spazio all’attuale Piovene Porto Godi.

Alessandro, che dà il nome all’azienda, tuttora a conduzione familiare, è padre di Mariantonio e Tomaso, gli attuali proprietari. Con loro i figli Emanuele, Alessandra, Giovanni, Filippo e Chiara.

Vini punte di diamante dell’azienda sono, per quanto riguarda i rossi, il Tai (tocai rosso, vitigno tradizionale dei Colli Berici), i Cabernet Franc e Sauvignon, il Merlot; per i bianchi, il Sauvignon, il Pinot Bianco e soprattutto la Garganega.

La proprietà si estende su circa 230 ettari, tra vigneti (40 ettari), bosco, oliveto e seminativo. Dal 2018 la produzione dell'Azienda è biologica con certificazione ICEA.

La visita, condotta da Alessandra Piovene Porto Godi, ci ha portati dapprima a camminare tra i vigneti adiacenti la villa cinquecentesca, dove le viti sono allevate a spalliera (cordone speronato), con un panorama mozzafiato, poi a visitare le tre storiche barricaie, in un'atmosfera del tutto particolare per le lontane suggestioni storiche. A seguire, nella storica barchessa della villa padronale, il momento della degustazione dei prodotti dell'azienda che vanta una produzione di 120 mila bottiglie all'anno.

Con la consueta e squisita ospitalità che contraddistingue la famiglia Piovene Porto Godi, Alessandra ha proposto due Colli Berici Doc Garganega, un 2022 e un 2005, e un vino garganega in purezza, giocato sulla potenza e solarità dell’annata e dei Colli Berici, dell’irraggiamento tipico della forma di allevamento a spalliera. Da ricordare che la garganega è una varietà a maturazione tardiva con la bacca spesso già rosata; in questo senso è evidente che la forma di allevamento a spalliera è leggibile nella solarità del vino rispetto ad un Soave prodotto da uve su pergola tradizionale. A seguire, un Colli Berici Doc Sauvignon 2022, in cui l’opulenza dell’annata e l’ambiente pedoclimatico sovrastano il vitigno. Per quanto riguarda i vini rossi: un Tai di grande bevibilità, Colli Berici Doc Riveselle 2022, dalle grandi note floreali, fruttate e speziate, ed un Thovara 2020 Colli Berici Doc Tai Rosso, di un'eleganza importante. Infine una chicca, Colli Berici Doc, Fra i Broli, Merlot, 2020 e 1998: due bottiglie datate che, in questi millesimi, chiaramente, fanno ognuna storia a sè.

Una degustazione memorabile in un territorio che conserva intatto il suo fascino paesaggistico, quello dei Colli Berici, in un angolo del basso vicentino tutto da scoprire attraverso i suoi calici e le sue cantine, come quella della famiglia Piovene Porto Godi.

Vini degustati:

Colli Berici Doc, Garganega, Piovene Porto Godi, 13°, 2022

Colli Berici Doc, Sauvignon, Fastine, Piovene Porto Godi, 2022

Colli Berici Doc, Garganego, Piovene Porto Godi, 12,5°, 2005

Colli Berici Doc, Tai Rosso, Vigneto Riveselle, Piovene Porto Godi, 14,5°, 2022

Colli Berici Doc, Tai Rosso, Thovara, Piovene Porto Godi, 15°, 2020

Colli Berici Doc, Merlot, Fra i Broli, Piovene Porto Godi, 14°, 2020

Colli Berici Doc, Merlot, Fra i Broli, Piovene Porto Godi, 14°, 1998

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