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Dalla redazione
venerdì 22 settembre 2023

La nouvelle vague del Pinot Bianco nel Collio

Sei famiglie per valorizzare un singolo vitigno

Vanessa Olivo


Pensando ai bianchi del Collio la mente ripercorre i nomi dei vitigni più blasonati: malvasia istriana, pinot grigio, ribolla gialla, sauvignon per citarne alcuni. Ma c’è un vitigno che negli ultimi anni sta facendo sempre più parlare di sè, anche grazie alle famiglie che con orgoglio ne custodiscono la sua piccola produzione. Stiamo parlando del pinot bianco e delle sei aziende storiche del Collio che, presenti in sala giovedì 11 maggio sotto la guida di un coinvolgente Matteo Bellotto, consulente per il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, hanno presentato un pinot bianco d’annata e una riserva ciascuna. Sei modi diversi di concepire il pinot bianco, dove la matrice comune dei vini più giovani è l’eleganza innata e l’impronta sapida della ponca, mentre nei vini più affinati traspaiono longevità, freschezza e instancabilità all’assaggio. Per cogliere l’essenza di questo vitigno sono utili le parole usate da Matteo Bellotto: “E' come un friulano vestito a festa, come un'anima gentile, educato ed è per questo che rischia di passare inosservato; un emigrante, che ha imparato il friulano senza perdere il suo accento originario.” Un vitigno gentile, appunto, che ha il talento di esprimere se stesso con grazia e discrezione permettendo agli altri di fare altrettanto: non prevarica, ma si adatta agli elementi dando il meglio di sé e allo stesso tempo valorizzando gli altri.

Iniziamo il nostro viaggio tra i vini d’annata con il Collio Doc Pinot Bianco, Tàlis, 2021– Venica&Venica il cui corredo olfattivo spazia prevalentemente su note floreali di tarassaco, acacia e sambuco. Al palato esplode la sapidità caratteristica del territorio, accompagnata da freschezza e persistenza del sorso. Proseguiamo con il Collio Doc Pinot Bianco, 2021 Pascolo Vini, dove l’olfatto è stuzzicato da sentori di gesso, pietra focaia, pirite, mughetto, miele di tiglio e salvia. Ancora, Collio Doc Pinot Bianco, 2021 – Toros, dove si avvertono toni più morbidi conferiti dalla raccolta di uve surmature e dalla maturazione del 15% in barrique nuove. L’olfatto vira su tonalità affumicate, sentori agrumati, acacia, sambuco e un leggero tocco balsamico che ritorna all’assaggio. Permangono sapidità e lunghezza del sorso. Nel quarto calice troviamo Collio Doc Pinot Bianco 2021 – Russiz Superiore, che esprime la zona più calda del Collio: note agrumate si mischiano a timo, glicine, ginestra e mela golden. Il sorso mantiene la sapidità del territorio e un’estrema eleganza. Incontriamo poi il Collio Doc Pinot Bianco, Santarosa 2021 – Castello di Spessa, che ripercorre profumi di rosa bianca, erbe mediterranee, pirite, un accenno di frutta tropicale e una lieve nota speziata di curcuma. Al palato regala note persistenti di freschezza e sapidità, con ritorni balsamici. Ultimo campione dei vini d’annata è il Collio Doc Pinot Bianco, Cavezzo, 2021 – Livon, che esprime all’olfatto sentori balsamici e profumi di macchia mediterranea come il rosmarino e il dragoncello, pur permanendo i tipici profumi di acacia e sambuco. Al palato non tradisce il filo conduttore che accomuna tutti questi campioni: un’elegante sapidità che accompagna la lunghezza del sorso.

Per comprendere al meglio il potenziale del pinot bianco nel Collio con una prospettiva temporale sono state presentate sei versioni riserva che ne hanno evidenziato interessanti e inaspettate sfaccettature.

 

La prima, Collio Doc Pinot Bianco, 2018 – Toros, dimostra subito il cambio di passo sfoggiando un colore che vira verso il dorato. L’olfatto è in evoluzione con profumi di pasticceria, ortica, scorzette candite di agrumi. Mantiene una buona freschezza e bevibilità al sorso. L’assaggio successivo è Collio Doc Pinot Bianco, Etichetta Bianca, 2019 – Pascolo Vini, con un impatto olfattivo più complesso dove note di marzapane si accompagnano a crema pasticcera, cioccolato bianco, salvia fritta, gesso. Al palato mantiene freschezza e persistenza.

Note olfattive più evolute anche per il Collio Doc Pinot Bianco, Riserva, 2016 – Russiz Superiore con profumi di cedro candito, brandy, macchia mediterranea, pino marittimo. Corpo pieno e avvolgente, note fresche e morbide creano un perfetto connubio. Nel Collio Doc Pinot Bianco, Cavezzo 2016 – Livon si ritrova la macchia mediterranea accompagnata da acacia, gelsomino, frutta secca in un contesto speziato. La maturazione nel legno si avverte ma non è invadente, preservando un’ottima bevibilità e la raffinatezza di questo vitigno. Arriviamo alle ultime battute con Collio Doc Bianco, San Serff, 2013 – Castello di Spessa che conquista l’olfatto con toni di gelsomino, erba medica, acacia, frutta matura e zenzero candito. Nonostante gli anni alle spalle ha freschezza da vendere che ravviva il sorso per tutta la sua persistenza. L’ultimo calice vede il Collio Doc Pinot Bianco, 2011 – Venica&Venica che conquista a prima vista grazie a un brillante giallo paglierino che vira verso l’oro. L’olfatto gioca su sensazioni vivaci di macchia mediterranea, curcuma, miele di tiglio, frutta tropicale e salinità. Sorso intenso, fresco e lungo con tutto il potenziale evolutivo ancora intatto.

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