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sabato 25 novembre 2023

A contatto con il produttore: Farina

I sette metodi di affinamento


Marcello Bolcato

 

La Valpolicella classica è stata scritta e narrata in molteplici modi per quanto riguarda il mondo del vino e non solo. Con AIS Verona abbiamo avuto l'occasione di poter visitare sabato 11 novembre la storica azienda Farina a Pedemonte (VR). 
Quattro generazioni si sono susseguite tramandandosi l'esperienza, la conoscenza, il saldo legame al territorio e alle persone. Con una mano sempre protesa al futuro e alla voglia di evolvere non hanno mai perso di vista la propria storia, il proprio vissuto.

Accolti ed accompagnati da Silvia Coati, responsabile dell'ospitalità, abbiamo potuto visitare e vivere tutto il processo, dal vigneto al calice. Sì, vivere, perché Silvia ci ha accompagnati descrivendo tutte le fasi con la professionalità e l'entusiasmo di chi davvero ama il proprio lavoro.

Abbiamo ascoltato la storia della famiglia Farina: le loro origini, i ricordi di quella piccola barricaia da dove tutto è partito e che ancora oggi viene utilizzata. Scendere quei gradini di marmo, smussati non dagli agenti atmosferici, ma da chi li ha percorsi più e più volte nel tempo è stato suggestivo, ci ha fatto sentire spettatori di un pezzo di storia.

Farina non ha molti ettari vitati ma collabora con più viticoltori della zona, raccogliendo così tutta la diversità che regala il terroir della Valpolicella classica. Il miglior modo, per rendere onore al nome "val polis cellae", la valle delle molte cantine:

- Sant'Ambrogio, con il suo calcare e i vini di acidità contenuta, ottima struttura e longevità;
- San Pietro in Cariano, alluvionale e dai vini speziati e balsamici;
- Fumane, con i suoi vini strutturati e morbidi con delle bellissime note floreali;
- Marano, il cui basalto dona eleganza ed intensi sentori di ciliegia e prugna secca;
- Negrar, dai vini longevi ed eleganti.

Le uve, in cassetta o telo, a seconda della tipologia, raggiungono la cantina per poi seguire il consueto percorso di vinificazione. Successivamente vengono applicati diversi metodi di affinamento. Focus della nostra visita: vasche in cemento, i moderni tulip da 75 hl, il classico rovere francese o di Slavonia, acciaio ed i vasi in ceramica da 650 lt.  Ognuna di queste soluzioni è scelta e selezionata per le sue specifiche caratteristiche: si parla di micro-ossigenzazione, di neutralità dei materiali, di studio e ricerca. Non a caso Farina collabora con il dipartimento di enologia dell'Università di Verona.

Il tour non poteva concludersi che nel più consueto dei modi: una degustazione ed un tagliere di formaggi e salumi, anch'essi della zona. In un'area moderna, all'interno della corte storica, abbiamo degustato cinque vini:

Alessandro – Valpolicella Doc Classico Superiore 2020
Il rosso rubino acceso, davvero vivace, fa notare il suo carattere, ma anche la sua giovinezza. Al naso la frutta rossa si spreca, piacevole la nota di fragola, le spezie e il pizzichìo del pepe. In bocca il sorso è secco, caldo, piacevole la freschezza come anche il tannino. Assolutamente un vino di corpo, intenso, con una persistenza piacevolissima e lunga. Un sorso dal bellissimo equilibrio.

Amarone della Valpolicella Docg Classico 2020
Rosso rubino molto acceso. È davvero giovane per la sua tipologia, ma fa notare la sua consistenza ruotando il calice. I profumi sono di frutta ancora croccante, ma non mancano i fiori come la viola e la rosa, le spezie, il caffè. Una bellissima complessità con tutte le caratteristiche di un vino giovane con davanti un'evoluzione che farà parlare di sè. Il sorso si presenta secco, la giovinezza dei colori e dei profumi si sente anche in bocca: è fresco, il tannino ancora graffiante, presenta un piacevole finale sapido. Intensità e persistenza fanno parte del suo carattere.

Famiglia Farina – Amarone della Valpolicella Docg 2018
Colore rosso rubino con riflessi granati, consistente nel calice. Al naso è complesso: si passa dalla frutta matura alla spezia, dall'etereo alla morbidezza del cioccolato, fino alle note balsamiche. Il sorso è secco, il grado alcolico si fa sentire, ma anche la sua morbidezza. Vellutato al palato. Fresco, un piacevole tannino levigato dal legno; una struttura importante, assolutamente fine, elegante in un piacevole equilibrio.

Mezzadro della Fontana – Amarone Docg Classico Riserva 2011
Colore granato con riflessi appena accennati di aranciato: i suoi dodici anni di affinamento si notano, ma nonostante ciò il colore è vivace, stupendo abito per un Amarone. Al naso troviamo fiori maturi, pieni come la rosa sbocciata o il potpourri; caffè, tabacco, cuoio, frutta candita. Basta però aspettare un pò e riportandolo al naso spiccano profumi sempre nuovi. Che finezza, che complessità. Il sorso è secco, caldo, avvolgente e con una piacevole e sorprendente acidità che solo i grandi vini da invecchiamento regalano anche dopo anni. Un tannino presente, ma gallico, ben integrato. Assolutamente di corpo, intenso: non bussa alla porta per farsi annunciare, la spalanca proprio. Una persistenza lunga, tutti i sentori si mantengono in armonia e nella loro finezza.

Recioto della Valpolicella Docg 2021
Rubino con riflessi violacei, vivace, un colore intenso. Più che consistente nel calice. Al naso frutta matura come amarene, note di miele, di caramella mou e all'orzo. Un floreale che richiama note di viole, rose. Assolutamente complesso, la sua dolcezza si fa sentire già al naso. In bocca il sorso non smentisce le aspettative, è dolce ma non stucchevole, morbido, un connubio perfetto con la freschezza che porta con sè. Il sorso è importante, robusto, intenso con un finale lungo, dolcemente piacevole.

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