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Dalla redazione
venerdì 30 gennaio 2015

L'Incrocio Manzoni a Belluno

Le cantine Cirotto Vettori e Fanti propongono le loro interpretazioni del vitigno ideato dal Professor Manzoni

Francesco Mancini

Nel segno dell’Incrocio Manzoni: la serata organizzata dalla delegazione di Belluno il 24 novembre ha riscosso il successo sperato portando sotto i riflettori e in tutte le sue sfaccettature, il vitigno creato dal Professor Manzoni negli anni ’30, unendo Riesling renano al Pinot Bianco. Il sipario si apre, appena dopo le 20, nella sala allestita per l’occasione al ristorante De Gusto in località Sagrogna: la delegata Nicoletta Ranzato accoglie i circa cinquanta ospiti e dà il via alla serata presentando, insieme al sommelier Tiziano Nesello, le cantine Vettori, Cirotto e Fanti che saranno protagoniste con le loro interpretazioni del Manzoni. È Luciano Vettori a rompere il ghiaccio e portare l’attenzione della platea sulla storia e le caratteristiche del Manzoni bianco e subito dopo accompagna gli ospiti nella degustazione dei primi due calici prodotti proprio dalla cantina Vettori. 

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Si parte degustando l’annata 2013 giovane, con una evidente componente terpenica, per poi passare al 2011 che si distingue dal primo per un colore e un’intensità più decisi e dai profumi più evoluti. La parola passa poi alla cantina Cirotto, che propone il Manzoni prodotto nel 2012 e nel 2011, soffermandosi sulle differenze che ci possono essere anche a seconda delle condizioni stagionali diverse, maggiore o minore piovosità, temperature e fattori esterni che influenzano e cambiano la produzione sia qualitativa che quantitativa da un’annata all’altra.  La cantina Fanti cala il poker: oltre alle annate 2011 e 2009, il mastro cantiniere Alessandro Fanti propone in assaggio di questo vitigno, anche l’Isidor 2012 e l’Isidor 2008 il quale dimostra di tenere alla grande i sei anni di invecchiamento; nel suo intervento racconta con passione anche tutto il lavoro che c’è dietro ogni vino e le scelte, spesso coraggiose, che il viticoltore deve affrontare, sempre in bilico tra richieste di mercato e coerenza del prodotto. La degustazione finisce alla grande con il “Sogno” della cantina Cirotto, chiamato così da Francesco Siben per l’audacia e la visione avuta in un giorno del 2008 quando, assaggiando un acino di uva Manzoni, ebbe una “visione”, un sogno appunto, di spumantizzare con il metodo classico il Manzoni bianco. Il risultato è un vino con un perlage finissimo e un’acidità che, unita alla freschezza, fa invidia a tanti altri metodi classici ben più blasonati. Con il calice “Sogno” in mano si conclude la serata con un banchetto di salumi dell’azienda Boito, per far ritornare sulla terra e lasciare andare in sicurezza i cinquanta ospiti partiti sulle ali del Manzoni bianco e che ancora discutono e si confrontano su questa o quella annata, sul metodo classico e sul perlage e quanto sia bello trovarsi a condividere la passione comune per il buon vino.

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