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Dalla redazione
giovedì 27 dicembre 2018

Non ci credo se non bevo: Azienda Agricola Stefano Accordini

Visita a un vigneto di alta collina

Giulio Fanton

Il Monte Pastello e il Corno d’Aquilio sono lì, poderosi guardiani dell’Azienda Agricola Stefano Accordini nel pianoro di Cavalo, dove convogliano l’aria fredda delle Alpi. Cinquecento metri più in basso, la Pianura Padana, dalla quale durante l’estate risale – come brezza marina - l’aria arroventata dal solleone che si alterna con quella fresca che scende dopo il tramonto dai monti. Un microclima di contrasti che mette a dura prova la vigna ma favorisce la lenta maturazione delle uve, con polifenoli a catena lunga, tannini perfettamente maturi, croccanti, e un ricco corredo aromatico. Qui l’Azienda Accordini coltiva venti ettari di vigneto vecchio di vent’anni e allevato a pergola veronese che si sommano ad altri cinque a Pedemonte.

Ci accoglie Marco, nipote del Fondatore, con il quale sarebbe in programma anche la visita del vigneto, ma le condizioni meteo sono proibitive e dunque la nostra guida cerca di sopperire con il racconto a quello che non possiamo vedere.
Il suolo è calcareo e marnoso, ricco di scheletro e povero di humus. Le varietà coltivate sono quelle autoctone della Valpolicella: corvina, corvinone, rondinella e molinara. La forma di allevamento in uso è la pergola veronese che consente di sviluppare la vite in altezza e di avere un tralcio produttivo sufficientemente lungo perché la corvina in particolare fruttifica dalla quinta gemma in poi. Marco precisa: “In passato, abbiamo provato a coltivare con il sistema a spalliera, ma siamo presto tornati indietro perché ci siamo accorti che lasciare sette-otto gemme nel capo a frutto è troppo limitativo con uno squilibrio tra la produzione fogliare e quella dei grappoli.”

La produzione dell’azienda è di circa 250.000 bottiglie/anno.

Dal 2005, il vigneto è condotto in regime biologico e nel 2019 sarà completato il processo di certificazione. “Eravamo molto spaventati all’inizio perché è un cambiamento radicale della gestione del vigneto - e dei trattamenti in particolare - e bisogna imparare a lavorare in prevenzione. Però ci ha dato enormi soddisfazioni. La qualità dell’uva è aumentata, ma ci aiuta il fatto di essere in una zona favorevole alla coltivazione biologica perché qui l’umidità non è molta.”
Oltre all’uso di varietà autoctone, a qualificare i vini della Valpolicella è l’appassimento. La raccolta delle uve è manuale in cassette piccole e l’appassimento avviene in atmosfera controllata per un periodo variabile fra 90 e 120 giorni. In vinificazione, l’Azienda utilizza lieviti selezionati e i vini maturano in diversi formati di legno: botte da 3.000 litri di rovere di Slavonia a media e bassa tostatura, tonneau di rovere francese a media tostatura e barrique per l’Amarone e il Recioto.

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Note di degustazione

555, Spumante Blanc de Noirs Metodo Charmat, 2017
Composizione: corvina veronese 100%.
Alcol: 12,5 %; Zuccheri: 12 gr/lt; Acidità: 7,3 gr/lt; Estratto: 22 gr/lt.
Pulito e fragrante all’olfazione con sentori di fiori bianchi e frutta (mela, pesca); attacco di bocca fragrante e croccante; rotondo, fresco e persistente.

Valpolicella Classico, 2017
Composizione: corvina veronese 65%, rondinella 30%, molinara 5%.
Alcol: 12,5 %; Zuccheri: 6 gr/lt; Acidità: 5,7 gr/lt; Estratto: 27 gr/lt.
Fermentazione malolattica per il 50% della massa.
Di colore rubino vivo con riflessi porpora, lucente, aggressivo. Al naso propone sentori eleganti di ciliegia, fiori rossi e una leggera nota verde che lo rende rusticamente intrigante. Deciso e preciso l’assaggio, un tantino irruente e giovanile l’impeto del tannino. Intenso e persistente con finale vinoso. Bicchiere che appaga la beva.

Valpolicella Classico Superiore Ripasso, 2016
Composizione: corvina veronese 60%, corvinone 15%, rondinella 20%, molinara 5%.
Alcol: 14 %; Zuccheri: 8 gr/lt; Acidità: 5,6 gr/lt; Estratto: 33 gr/lt.
Ripasso su vinacce di Amarone (85%) e Recioto (15%).
Colore rubino compatto e vivace. Consistente. Intenso e complesso al naso con frutto molto maturo, quasi una confettura di prugna, sentori di pepe nero, tostato, leggero ed elegante ricordo di erba sfalciata. Assaggio fresco e morbido. Tannino levigato. Grande corpo, intenso e persistente con chiusura fruttata e con piacevolissimi ritorni di pepe nero.

Amarone della Valpolicella Classico Acinatico, 2015
Composizione: corvina veronese 75%, rondinella 20%, molinara 5%.
Alcol: 16,5 %; Zuccheri: 8 gr/lt; Acidità: 5,5 gr/lt; Estratto: 35 gr/lt.
Al naso confettura di ciliegia, note balsamiche e tostate. L’assaggio è pronto con una prevalenza di freschezza e tannicità rispetto alle morbidezza, sensazioni ematiche e balsamiche. Vino giovane che annuncia una bella evoluzione.

Amarone della Valpolicella Classico “Il Fornetto”, 2011
Composizione: corvina veronese 55%, corvinone 35%, rondinella 10%.
Alcol: 16,5 %; Zuccheri: 5 gr/lt; Acidità: 5,7 gr/lt; Estratto: 39 gr/lt.
Vino top di gamma dell’azienda, prodotto in quantità limitata nel vigneto di Pedemonte e solamente nelle migliori annate. Matura per quattro anni in barrique nuova e usata e almeno un altro in bottiglia.
Si propone all’olfazione con sentori di confettura di ciliegia e prugna, fiori rossi secchi, pepe nero, note ematiche eleganti e balsamiche, caffè e cioccolato, liquirizia. Trama robusta, intensa e persistente pervasa dell’energia della giovinezza: bella acidità e tannino elegante e setoso.

Recioto della Valpolicella Classico Acinatico, 2015
Composizione: corvina veronese 75%, rondinella 20%, molinara 5%.
Alcol: 13 %; Zuccheri: 120 gr/lt; Acidità: 6,2 gr/lt; Estratto: 37 gr/lt.
Veste rosso rubino compatto. Intenso e fruttato al naso con sentori di amarena, pepe nero e viola cornuta. La grande freschezza bilancia perfettamente l’importante tenore zuccherino e rende piacevolissima la beva.

La degustazione è stata impreziosita dai salumi e formaggi del “Vigneto dei Salumi” di Arbizzano, frutto di sapiente lavorazione di pregiate carni suine e pregiati affinamenti nei vini della Valpolicella.

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