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venerdì 21 giugno 2019

A CONTATTO CON IL PRODUTTORE: AZIENDA AGRICOLA NARDELLO

Un'azienda dalle radici antiche a Monteforte d'Alpone

Aldo Naddeo

Siamo nel cuore della Val d’Alpone, l’anima pulsante del Soave Classico.
L’azienda agricola è Nardello, con radici ben consolidate nel territorio e rappresentata al meglio dai fratelli Federica e Daniele, che ci accolgono splendidamente nella loro proprietà.
Entrambi ci introducono alla Cantina che, a fine anni 90, decide di vinificare il proprio prodotto autonomamente, mettendosi in gioco in prima persona. Il passaggio generazionale dal nonno, al padre, ai figli, diventa uno stimolo di crescita e confronto in un mercato già molto competitivo.
Il Soave, prodotto nei loro 15 ettari di proprietà, è prevalentemente costituito da uva garganega, insieme ad una percentuale minore di trebbiano. Il terreno è di natura vulcanica.
Negli anni 80, ci racconta Daniele, la famiglia comincia con nuovi impianti a guyot di chardonnay che vanno ad affiancare la tipica pergola veronese.

In un’ottica espansionistica, la presenza di diverse varietà permette la sperimentazione per offrire una gamma di prodotti più ampia ed affrontare nuovi mercati. Ora l’Azienda è già presente in realtà come Corea, Stati Uniti,  Australia e molti altri stati.
Ciò che emerge dalle parole di Federica è l’immensa fortuna che hanno le loro vigne nella terra basaltica che le avvolge, un’intuizione lontana secoli che ha portato la loro azienda a continuare verso questa strada; la mineralità racchiusa nei loro vini è tipica espressione di ciò che portano avanti nel tempo, la viticoltura nel Soave classico.
Nel cru Zoppega, in cui la famiglia Nardello ha investito molto, si possono ritrovare espressioni uniche, differenti da altre tipologie dello stesso prodotto. La ricca componente argillosa con substrato di roccia basaltica riesce a dare al Soave corpo e struttura con eleganza e piacevolezza.

Ritroviamo tutto ciò nella degustazione dei vini che abbiamo assaggiato:

Aetas Spumante Brut metodo Charmat

Uvaggio: 50% chardonnay, 40% garganega, 10% trebbiano.
Alcool: 12%.
Al naso le note aromatiche floreali e fruttate sono decisamente ben percepite, il palato è forse dove esprime il suo meglio: lo chardonnay  si nota subito prepotente con la sua buona acidità, ma la garganega da il tocco in più di finezza e sapidità, un mix perfetto che dona una beva veramente piacevole che invita al sorso continuo.

Meridies Soave Classico Doc 2018

Uvaggio: garganega in purezza.
Alcool: 12,5%.
Giallo paglierino con sfumature verdoline che lasciano presagire una certa gioventù, confermata al naso molto elegante con accentuate note fruttate, e al palato dove la freschezza e la mineralità fanno da padrone. Lascia anche intendere un forte potenziale evolutivo.

Meridies Soave Classico Doc 2011

Uvaggio: garganega in purezza.
Alcool: 12,5%.
Quando si presenta un soave con otto anni sulle spalle, forse molti potrebbero storcere il naso. Niente di più sbagliato da un territorio vulcanico che è in grado di far evolvere al meglio i propri vini. L’esempio è questo Meridies 2011, giallo carico acceso verso il dorato, note evolutive che hanno tolto la spigolosità di un vino giovane tramutandolo in una bellissima intensità e complessità floreale e presenza di frutta esotica matura. In bocca parla da solo: bella freschezza e sapidità nonostante il tempo, la frutta matura è ben richiamata in bocca come al naso ma soprattutto cominciano a comparire sentori di idrocarburi. Bella evoluzione.

Vigna Turbian Soave Classico Doc 2017

Uvaggio: 70% garganega, 30% trebbiano di Soave.
Alcool: 13%.
Altra espressione del Soave, la presenza di trebbiano è tipica e storica in questo territorio e nel Vigna Turbian le differenze si possono ben distinguere. Giallo luminoso con riflessi verdognoli, si sentono già a distanza piacevoli note balsamiche. La vendemmia è tardiva e infatti il vino è decisamente più rotondo in bocca con un buon equilibrio. Vino ben riuscito.

Monte Zoppega Soave Classico Doc 2017

Uvaggio: garganega in purezza.
Alcool: 13,5%.
Già alla vista lascia intravedere una storia tutta sua, diversa e personale. Questo vino effettivamente è così. Giallo paglierino pronunciato, il naso è intenso e sprigiona sentori marcati di frutta a pasta rossa e gialla matura. Al palato è una vera forza, si capisce subito che questo vino è il top di gamma dell’azienda, il passaggio in barrique si sente ma non è invadente, lascia una così ammaliante piacevolezza che l’abbinamento gastronomico con un primo piatto a base di ragù di carne bianca è a dir poco doveroso.

Dopo la degustazione, la visita si è conclusa in un momento di piacevole convivialità, con dell’ottimo cibo e calorosi brindisi. I complimenti vanno alla famiglia Nardello per lo splendido lavoro che sta facendo e un ringraziamento sentito per l’accoglienza e la piacevolissima giornata trascorsa.

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