Eventi
Dalla redazione
venerdì 6 dicembre 2019

Visita presso le Antiche Cantine Giol

M. Margherita Favaro'

Sabato 16 novembre si è tenuta una piacevole ed istruttiva visita alle Antiche Cantine Giol.

Ad accompagnare i presenti il signor Vittorio Carraro, che ha sapientemente narrato la storia della sua famiglia e il legame con il territorio. Splendida la location del Castello Papadopoli Giol, un gioiello di stile neoliberty inglese, originale per la zona in cui si colloca.

La magione è circondata da un rigoglioso e ben curato giardino, in cui spicca il laghetto di acqua risorgiva che crea uno scorcio estremamente suggestivo, a dispetto della mattinata di autunno uggioso.

Il rigoglioso giardino che, curato con particolare attenzione, circonda la magione e il laghetto di acqua risorgiva ci hanno regalato scorci molto suggestivi nella mattinata di un autunno uggioso.

La tenuta e le cantine sono parte integrante della storia di San Polo di Piave, in particolare per le vicende accorse durante il funesto periodo della Prima Guerra Mondiale, durante il quale fungevano da presidio di guerra austriaco.

La posizione strategica della tenuta e la ricchezza di acqua, bene naturale più prezioso, hanno portato i proprietari, nei secoli, a sfruttare efficacemente le risorse di questa terra.

Il terreno alluvionale e ghiaioso è dimora ottimale per la varietà glera e raboso, qui coltivati fin da tempi antichi.

L’attenta ricerca a creare vini salutari con ridotta aggiunta di solfiti, al fine di garantire una massima tollerabilità del prodotto e una particolare attenzione all’ambiente, sono la mission aziendale di Giol.

I vini rispecchiano la filosofia del giovane titolare, volta a proporre prodotti in cui l’intervento dell’uomo sia minimo, ma puntuale. Vini bio e vegani, con bassissimi livelli di solforosa e con un occhio particolare anche a limitare gli effetti dell’istamina. Ferma la posizione del signor Vittorio in merito alle chiusure, reputando il tappo stelvin sicuramente preferibile a tutte le altre (sughero compreso) poiché più sicuro e ininfluente a fini organolettici.

Impareggiabile l’esperienza di prelevare la bottiglia del metodo classico dalla pupitre delle vecchie cantine dove riposa e di sboccarla alla volee nelle fresche acque della fontana nel cortile dell’azienda.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

1427, SPUMANTE METODO CLASSICO DI RABOSO

Vino in divenire con spiccati sentori di lievito ove la spalla acida, tipica del vitigno, ha dato chiare indicazioni sulle sue capacità evolutive. Senza liqueur d’espedition per mantenere caratteristiche e tipicità nei sentori di fiori gialli e frutto, la susina bianca e il melone bianco maturo annunciano una chiusura di bocca che lascia note sapide di sasso bagnato, mentre qualche delicato refolo rivela l’origine tannica di bacca rossa.

IL PROSECCO COL FONDO SENZA SOFITI AGGIUNTI

È definito come una “spremuta di pura uva glera biologica”. Piacevoli i sentori fragranti di lievito e mela verde soffusi in note agrumate di cedro e zeste di limone. La maturazione naturale renderà il vino mutevole nel tempo acquisendo via via sentori più evoluti e complessi. Il sorso freschissimo lascia nel finale una nota amarognola a sigillo della tipicità.

 

Eventi da non perdere
Visita con AisTreviso... Antiche Cantine Giol
Visita con AisTreviso... Antiche Cantine Giol
Dal 1427, nella tenuta Giol, uomini del vino si tramandano esperienza, tradizione e cultura locale
sfoglia la gallery dell'evento





articoli correlati
San Leonardo: un grande bordolese in Vallagarina
mercoledì 26 febbraio
Una degustazione lunga vent'anni
Montalcino, viaggio al centro del terroir
lunedì 24 febbraio
Un solo comune, Montalcino, poco più di duemila ettari destinati alla DOCG ma mille diverse
Pantelleria, l’isola del Moscato
domenica 23 febbraio
Il cioccolato incontra il vino
venerdì 21 febbraio
Audaci abbinamenti