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Dalla redazione
martedì 21 aprile 2020

Calice&Penna

From Roganic, with love

Gaia Serafini

Calice & Penna è la nuova rubrica di AIS Veneto dove pubblichiamo i contributi dei nostri soci. Se ti piace scrivere e vuoi cimentarti con un racconto su un vino che ti ha colpito, su un viaggio o su una tua personale wine experience, contattaci su [email protected] e riceverai indicazioni sul format richiesto. La redazione provvederà alla selezione per la pubblicazione. 

 

Good evening everyone!

Mi chiamo Gaia Serafini, ho 24 anni e attualmente vivo a Londra da 5 anni e mezzo.

 Sono Head Sommelier in un ristorante con un stella Michelin, nel cuore di Londra a Marylebone chiamato Roganic, di cui chef Patron è Simon Rogan, uno degli chef inglesi più rinomati.

 

Ho deciso di scrivere questo articolo per tutti coloro che stanno studiando per questo fantastico lavoro (anche se per me non è un lavoro, è un divertimento!) per poter rispondere a dubbi e perplessità, specialmente per coloro che sono interessati ad intraprendere un’esperienza all’estero.

La mia passione per il vino è nata sin da piccola, quando nel momento della vendemmia aiutavo sempre i nonni nella vigna di casa: mi piaceva osservare, fare tante domande al nonno anche nei momenti più sbagliati. 

A 18 anni, tra esami vari, decisi inoltre di intraprendere il corso Ais, nella delegazione di Treviso.

Qui è avvenuto il primo vero e proprio approccio con il vino: le lezioni mi hanno dato un’infarinatura generale a livello mondiale, che ora sto approfondendo in inglese dato che mi sto preparando ad affrontare uno degli esami più difficili, l’Advanced del Court of Master Sommelier per poi affrontare l’esame per diventare Master Sommelier.

 

La mia prima esperienza lavorativa qui in Inghilterra non è stata una passeggiata, anzi, però mi ha permesso di crescere molto per quanto a livello linguistico e soprattutto mi ha aperto gli occhi nella visione che avevo sul vino, ovvero privilegiare i piccoli produttori, facendo molta più ricerca e puntando su vitigni autoctoni piuttosto che grandi produttori.

Il primo vino naturale che ho assaggiato, che davvero mi ha aperto un mondo, è stato “PICO” di Angiolino Maule, uno dei miei produttori italiani preferiti, una Garganega in purezza.

Parlando di Francia, da menzionare assolutamente è Domaine Labet, che tra Savagnin e Chardonnay propone dei vini pazzeschi.

Entrambi i produttori sono focalizzati sulla qualità invece che sulla quantità, valorizzando il vitigno in sé ed esprimendo al meglio il terroir.

 

Sono stata fortunata ad aver conosciuto Simon Rogan nel 2017, uno degli chef inglesi più rinomati con cui collaboro tutt’ora.

È uno chef molto semplice, focalizzato su pochi ma ottimi ingredienti, cerca il più possibile di utilizzare ingredienti inglesi tra carni e ortaggi, soprattutto sfruttando anche la nostra piccola “farm” ubicata nel Lake District.

La carta dei vini di cui mi occupo io offre vini e bevande da tutto il mondo, anche di piccoli produttori, e cerco di variare le etichette il più possibile. Sono inoltre responsabile del piccolo bar: mi piace cimentarmi in fermentazioni e infusioni varie per creare cocktail e mocktail originali, sempre per un discorso di sostenibilità, magari utilizzando qualcosa dalla cucina.

 

Il mio obbiettivo principale è far scoprire al cliente qualcosa che non ha mai provato prima, farlo rimanere a bocca aperta: avendo solo menu degustazione ho creato un abbinamento cibo-vino o mocktail-cibo per dare la possibilità a tutti di divertirsi e vivere l’esperienza completa.

Devo essere sincera, mi piace molto provocare il cliente, specialmente nella selezione al calice e nell’abbinamento cibo vino non c’è nulla di conosciuto, gioco tra orange wines sudafricani, chardonnay dallo Jura, insomma mi diverto e il cliente si diverte!!

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