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Dalla redazione
sabato 30 marzo 2024

La cantina De Bacco apre le porte ad AIS Belluno

La cantina feltrina è stata la prima nel bellunese a comparire sulla guida "Vitae" nel 2018


di Elene Gris e Francesco Mancini

La cantina De Bacco, la prima azienda bellunese a comparire nel 2018 sulla guida AIS “Vitae”, ha aperto le porte ad AIS Belluno per un’interessante visita in cantina lo scorso 16 marzo.
Marco e Valentina De Bacco, poco più che trentenni, decisero nel 2008 di seguire con passione e coraggio le orme del nonno, rilevando l’azienda e puntando sui vitigni autoctoni e su un territorio, il Feltrino, con un passato enologico dimenticato, convinti che potesse dare ottimi risultati. Il tempo e la tenacia ha dato loro ragione, avendo proseliti in tutta la Valbelluna. Marco racconta brevemente la storia: < Agli inizi del ' 900 la viticoltura nel Feltrino era molto diffusa e radicata; poi l’arrivo della fillossera cambiò completamente il territorio e la coltivazione della vite scomparve quasi del tutto: le due guerre mondiali non contribuirono certamente alla ripresa della viticoltura, che fu pressoché dimenticata >.
L’idea di far tornare protagonista la vite nel territorio ha spinto i fratelli De Bacco a rischiare: l’azienda, nata con soli 4 ettari vitati, a poco a poco è cresciuta negli anni e conta oggi 10 ettari vitati, e una capacità produttiva pari a 60.000 bottiglie all’anno.
< Siamo l’unica cantina bellunese – prosegue il suo racconto Marco – che possiede tutti gli strumenti e macchinari per eseguire la vinificazione e l'imbottigliamento 100% made in De Bacco, sia dei nostri vini, sia dei vini di altri 18 produttori del territorio >.
 

La piccola promenade all’interno del loro sito produttivo è continuata trasformandosi in un vero e proprio percorso enologico diretto dalla collega e relatrice Angela Rech, che passo a passo ha accompagnato i visitatori nella degustazione delle quattro referenze principali della cantina.
Il primo assaggio è stato rivolto al vitigno bianchetta: un piacevole, e al contempo croccante e fresco extrabrut ha avvolto i commensali di note fortemente fruttate, con delle sfumature agrumate e vegetali.
Proseguiamo con il solaris: nell’annata 2023 ha fatto da padrone. Il vino, imbottigliato da poche settimane, si è presentato con intense note di pesca, accompagnate da un timido bergamotto.
I sentori fruttati e agrumati hanno lasciato poi la scena al vino simbolo della cantina: Vanduja, ottenuto da vitigno pavana 100%: la sua luminosità ha stupito il pubblico, che è stato coccolato da note di mora, amarena e da piccoli tocchi di lavanda.
Last but not the least: il vino Gata, prodotto con il vitigno trevisana nera, ha reso l’atmosfera sensoriale ancora più setosa, morbida e avvolgente.
I fratelli De Bacco hanno infine deliziato gli ospiti con il loro prodotto premiato 4 viti AIS 2024: Saroel, bianco passito Igt Dolomiti.
Tale vino, prodotto da uve bianchetta e moscato bianco, offre sentori importanti di miele, datteri e frutta secca; pieno ed avvolgente in bocca termina con una piacevole freschezza, che invita alla degustazione e meditazione.
In chiusura della visita non poteva mancare il brindisi finale con una sorpresa per gli ospiti: Marco si esibisce nella sboccatura a la volée del metodo classico Ico; quindi i calici si levano in alto, e la chiusura è davvero... con il botto.

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