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Dalla redazione
venerdì 16 novembre 2018

MARCELLISE E L’EREDITÀ DEL MARE

La valle incontaminata dove i vini di Valpolicella traggono eleganza dalla marna

Matteo Bruno Guidorizzi

I vini di Valpolicella sono prodotti in un territorio talmente grande e vario che è difficile conoscerli bene senza approfondire somiglianze e differenze delle loro caratteristiche organolettiche rispetto ai luoghi di produzione. Risultano quindi interessanti le serate di approfondimento organizzate da AIS Verona, come quella dello scorso 8 novembre dedicata ai Valpolicella della valle di Marcellise.

Ad est di Verona, il territorio compreso tra i comuni di Montorio e Illasi è caratterizzato da una placca di marna che a tratti affiora nelle tre vallate sorelle: Marcellise, la più piccola, Mezzane, più lunga e stretta, e Illasi. Geologicamente, la placca è molto antica, almeno 30 milioni di anni, e si è originata dai sedimenti depositati nel fondo del mare. La marna qui si fonde bene con il calcare e l’argilla, creando terreni particolari che, insieme ai fattori climatici, donano note caratteristiche ai vini di questo territorio. Infatti, tutte queste valli si aprono sulla pianura a sud e sono fresche e ventilate per l’aria che scende dalle montagne da nord, mentre il loro clima risente poco dell’effetto mitigante del lago di Garda. I vini sono di tessitura piuttosto sciolta, non muscolosi, con tannini poco aggressivi e anzi tendenti al setoso per loro natura; la mineralità è sempre ben marcata, il frutto è integro, a volte croccante, in bocca sono molto freschi e sapidi.
Partendo da questi caratteri comuni, il giornalista Bernardo Pasquali ha guidato una degustazione dei vini di sei aziende della valle: Terre di Pietra, Corte Cavedini, Corte Scaletta, Torre d’Orti La Cavalchina, Marion, Ca’ dei Frati. Ognuna interpreta la valle di Marcellise, seguendo la propria specifica storia aziendale e valorizzando diversamente i lasciti del territorio; uno degli aspetti didattici dell’evento è stato proprio il cercare nei vini in degustazione i caratteri comuni della valle coniugati con l’interpretazione personale di ogni azienda.
Pasquali ha voluto che la degustazione comprendesse i Valpolicella Superiore più sensibili degli Amarone all’influenza del territorio mancando del tutto o in parte dell’appassimento, ma naturalmente anche gli Amarone quale espressione principe dei vini di Valpolicella.

Aziende e vini della serata:

Terre di Pietra, azienda biodinamica.
- Vigna del Peste, Valpolicella Superiore 2015: austero, molto fresco, solo vasca di cemento, dissetante.
- Rosson, Amarone della Valpolicella 2011: appassimento naturale lento con un lato del fruttaio sempre aperto, molto frutto e grande sapidità.

Corte Cavedini
- Valpolicella Ripasso Superiore 2015: uso di legni e interpretazione moderna, corposo e lungo.
- Amarone 2013: colore deciso, note speziate, potente e sempre molto tecnico nei legni.

Corte Scaletta
- Valpolicella Superiore 2013, leggero appassimento di 15 giorni: bel corpo, molta ciliegia e marasca.
- Amarone 2012: ancora giovane, corpo nervoso per la grande freschezza ma già ampio, complesso e di evidente finezza.

Torre d’Orti Cavalchina
- Morari Valpolicella Superiore 2013, due mesi di appassimento delle uve: gusto pieno e molto lungo.
- Amarone 2010: bella speziatura e frutto sotto spirito, di gusto pieno, sapido, di grande corpo.

Marion
- Valpolicella Superiore 2014: note di bosco, balsamiche, pepe; vino fresco e divertente.
- Amarone 2014: ancora in evoluzione con note verdi per giovinezza, ma tante carte da giocare.

Ca’ dei Frati
- Pietro Dal Cero Amarone 2011: complesso al naso, sapido con sentori di pietre, tannini vellutati e bella bevibilità, vino molto tecnico con solo barrique nuove.

Serata molto stimolante, grazie anche alla professionalità della brigata di servizio di AIS Verona.

ALBUM DELLA SERATA

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