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Dalla redazione
mercoledì 6 marzo

Una Croda verticale

Espressioni del terroir della Docg Colli di Conegliano

Massimo Zardo

Continuano con crescente entusiasmo e partecipazione le verticali solidali di AIS Treviso che questa volta ci vedono, a San Pietro di Feletto, ospiti della storica cantina Bepin de Eto, accomunata tra l’altro all’Associazione Italiana Sommelier da una simpatica coincidenza. Entrambe infatti sono state fondate nel lontano 1965 divenendo dopo più di cinquant'anni di lavoro e impegno dei punti di riferimento quando si parla di vino. Al nostro arrivo, una cantina dalla struttura perfettamente armonizzata con il paesaggio e mantenuta con estrema cura, cosi come una sala calda e accogliente già pronta a ospitarci, ci fanno capire come qui l'attenzione per i dettagli che fanno la differenza sia una priorità assoluta. Siamo proprio nel centro della Docg “Colli di Conegliano”, e protagonista della nostra serata non poteva che essere una delle massime espressioni della denominazione: il Croda Ronca. Sette sono le annate nei calici che abbracciano ben tre lustri, dal 1997 al 2012, millesimo quest'ultimo recentemente premiato con i quattro rosoni dai degustatori ufficiali della guida Vinetia. Il nome Croda Ronca, che nel dialetto trevigiano significa “pietra rotta-frantumata”, deriva dal toponimo del vigneto in cui merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e marzemino che ne compongono la base ampelografica sono coltivati insieme con una densità di impianto che arriva ai 5000 ceppi per ettaro. Le uve sono successivamente anche vinificate insieme quindi ci troviamo di fronte ad un uvaggio e non ad un blend. Questo, come ci spiega il bravissimo Marzio Pol, enologo e creatore del Croda Ronca e magistrale conduttore della degustazione assieme al responsabile commerciale Nicola Ragazzo, ha lo scopo di portare in bottiglia l'espressione più vera e fedele di quel particolare vigneto. E’   creare  in terra trevigiana un vero e proprio crù sull'esempio francese, dove la pratica di esaltare al massimo le caratteristiche peculiari di ogni singola parcella è pratica comune da secoli. Una breve panoramica iniziale su azienda e territorio ci introduce alla fase più “calda” della serata, la degustazione vera e propria. Gli assaggi si susseguono serrati, intervallati da un puntuale approfondimento sulla vendemmia in questione, e alla fine appaiono subito evidenti due aspetti. Se da un lato in tutte le annate si riconosce il medesimo filo conduttore sia olfattivo che gustativo, segno che è il “terroir” a far da padrone e che le intenzioni iniziali sono pienamente raggiunte, dall'altro troviamo un percettibile stacco tra le prime tre annate e le ultime tre, con la 2003 a fare da spartiacque. Infatti, mentre le prime erano caratterizzate da estrema eleganza e freschezza, nelle altre si avverte una maggiore struttura e maturità del frutto accompagnate da un leggero aumento del grado alcolico. La differenza non è da ricercarsi in un cambio di stile produttivo ma bensì, come ci spiega Marzio, a qualcosa di ben più preoccupante; il riscaldamento globale del pianeta. Limitandoci al punto di vista del vino, questo deve essere un importante spunto di riflessione per capire quali sfide l'enologia moderna dovrà affrontare nel prossimo futuro e alle quali, anche noi sommelier, dovremmo farci trovare pronti.La serata si conclude con un ottimo piatto di cervo e polenta abbinato al vino che ancora ci rimane nei calici. Da segnalare infine che la quota di partecipazione dei sommelier stavolta è a favore dell'associazione “Uno di Loro Onlus” che si occupa di assistere bambini in difficoltà. Concludiamo ringraziando di cuore la famiglia Ceschin e Marzio Pol per la splendida opportunità dataci …Appuntamento alla prossima Verticale Solidale !!

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Un vino che assomiglia alla sua terra: CRODA RONCA Colli di Conegliano DOCG
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Le verticali di AISTREVISO CRODA RONCA Colli di Conegliano DOCG 2012-2010-2006-2003-2000-1998-1997
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Vini degustati:

Annata 2012 – Leggeri riflessi granati. Amarene, sottobosco, legno di sandalo, china e cannella si susseguono con ottima progressione. Una struttura importante tiene a bada l'esuberante sensazione alcolica. In tannino ben fatto ma ancora in divenire dona un finale asciutto e piacevole. Da aspettare ancora per almeno un anno.

Annata 2010 – Annata con picchi di calore estivi. Multiforme al naso dove regala eleganti note di caffè, spezie orientali, vetiver, cannella e vaniglia. In bocca è vibrante, quasi piccante, dal tannino saporito e ben amalgamato. Finale salino.

Annata 2006 – Complessità e finezza. Cuoio, cioccolato, frutta sotto spirito, umami, eucalipto e caffè segnano il passo. Assaggio d’effetto e di struttura,  il tannino ha grip e vivacità mentre l’acidità svolge ancora perfettamente la sua parte. Andamento climatico ottimo con maturazione perfetta delle uve.

Annata 2003 – Annata molto calda. Ottima complessità con sentori di vaniglia, frutta matura, funghi secchi, fieno e liquirizia. In bocca è ancora ben vivo anche se è la vena sapida a farla da padrone. Tannino in gran forma ad allungarne la persistenza.

Annata 2000 – Granato di buona lucentezza. Profuma di cuoio, tabacco da pipa, prugna secca, carruba e carne cruda. Ottima tenuta anche in bocca dove ha freschezza e dinamismo. Tannino perfetto per integrità e compostezza. Annata molto buona e si sente.

Annata 1998 – Qui c’è classe da vendere. Olfatto ammaliante di scorza d’arancia candita, goudron, cioccolato amaro, tabacco, confettura di ciliegie e spezie che profumano d’oriente. Bocca splendida per pulizia e dinamismo. Caffè, liquirizia e frutta scura giocano a rincorrersi tra le trame di un tannino fitto e setoso. Da maestro l’allungo finale dal gusto di sale e di grande annata.

Annata 1997 – Pensavo che l’annata precedente non si potesse superare. Beh mi sbagliavo! Luminossimo già alla vista. Ampio, seducente, sorprende per freschezza del frutto e pulizia. Ciliegia, poi tutto il sottobosco che vi viene in mente, cuoio, tabacco essiccato, rabarbaro e cacao in un incedere esaltante. Palato di carattere e spessore che sa di arancio e cioccolato fondente. Finale lunghissimo in continuo rilancio tra freschezza e tannino splendido.

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