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Dalla redazione
venerdì 31 maggio 2019

Un mondo di Sauvignon…”La Versatile eccellenza di un vitigno internazionale”

Antonella Pianca

Il Sauvignon Blanc raccontato da Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia. Ecco, in sintesi, il riassunto di questa eccezionale serata che racconta le sue “tipicità”.

Il territorio di origine di questo vitigno “giramondo” non è noto; per alcuni le sue origini riconducono a Bordeaux, per altri nasce nella Loira, dove peraltro ha trovato la sua massima espressione a Sancerre e a Poully-sur-Loire, nomi celebri in tutto il mondo per l’indiscusso successo del Sauvignon Blanc prodotto in queste “appelations”. In molti ricordano il viticoltore Didier Dagueneau, prematuramente scomparso nel 2008, ed il capolavoro indiscusso per finezza ed eleganza, con la tipica nota minerale di pietra focaia, del suo Sauvignon prodotto a Poully-sur-Loire.

Il nome sembra derivare da “Sauvage”, che significa selvaggio, vigoroso; termine che, come vedremo, rappresenta appieno le sue principali caratteristiche e peculiarità.

Nel calice si esprime con note olfattive di lime, uva spina, pompelmo, pesca bianca, frutto della passione, mentre le note vegetali ricordano la salvia, il timo, la foglia di pomodoro. Le molecole metossipirazine, responsabili dei sentori erbacei, sono influenzate dal clima, dalla luce solare, dalla data della vendemmia. Una concentrazione troppo elevata di questi composti varietali può accentuare sentori vegetali meno attraenti.

Questo spiccato bagaglio aromatico divide il pubblico dei degustatori, taluni lo apprezzano proprio per la tipicità varietale altri, al contrario, non ne amano la marcata aromaticità. Infatti risulta spesso assente dalla carta dei vini dei ristoranti per la difficoltà che incontra a creare un perfetto ed armonico abbinamento con il cibo.

Vitigno forte, robusto, vigoroso e produttivo che necessita però di idonee condizioni climatiche e di suolo, di adeguato approvvigionamento idrico e di una corretta gestione della superficie fogliare in modo tale da consentire una adeguata esposizione alla luce. Va inoltre preservato da rese eccessive per tutelarne la qualità, mentre in fase di vinificazione deve essere posta una attenzione particolare allo scopo di conservarne ed esaltarne i precursori aromatici. Se coltivato in climi troppo caldi può perdere freschezza e il tipico aroma.

Un vitigno capriccioso dunque, oserei dire, che se prodotto con le adeguate pratiche agronomiche ed enologiche sa però manifestare le chiavi del suo successo e cioè quelle di un vino gradevole ed elegante - anche se non dotato di grande struttura - franco, intenso, diretto, di grande bevibilità. Un vino di fama mondiale che, come ci racconta Roberto Anesi, è capace di “fidelizzare” i suoi estimatori. Riconoscibile sin da subito ed anche per questo motivo un vino che non ti scordi.

Insomma una cultivar che, come ci ha fatto notare Roberto, non sopporta la mediocrità…

Oltre che nella Loira, in Francia, suo territorio di elezione, il vitigno è coltivato in molte zone del nostro territorio nazionale - ricordiamo in particolar modo le regioni del Friuli Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige. Negli altri Paesi Europei lo vediamo protagonista in Germania, Austria e Slovenia.

Le zone emergenti dove il vitigno sa dare il meglio di sé ed ha trovato il suo habitat sono la California (Napa Valley), il Cile (Valle di Casablanca), il Sud Africa, la Nuova Zelanda (Marlborough), l’Australia. I diversi siti sono stati illustrati in modo preciso ed esaustivo in modo tale da farci comprendere le diverse caratteristiche pedo-climatiche e i differenti stili di vinificazione.

Roberto Anesi ha affermato che il Sauvignon è apprezzato dal pubblico femminile. Aggiungo che piace alle donne non solo per la sua possanza olfattiva ma perché, come le donne, è complesso e poliedrico, in parole povere mai banale.

I vini proposti per la degustazione ci sono stati raccontati dal relatore con professionalità, grande competenza, garbo ed eleganza. Potrei dire che abbiamo degustato vini del “Vecchio Mondo” e del “Nuovo Mondo”, facendo comparazioni molto interessanti e stimolanti. La valutazione su quali ci abbiano colpito ed esaltato di più è ovviamente assolutamente personale; anche per questo motivo il Sauvignon è veramente un vino capace di incuriosirci, ed ecco che ritorna la sua capacità di affezione.

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Ecco una breve descrizione dei vini che hanno accompagnato la serata.

1- LOS VASCOS Sauvignon Blanc 2017 -13% – CILE

Il colore è giallo paglierino molto delicato. All’olfatto si apre con sentori fruttati che ricordano il melone, la pesca e l’ananas; seguono leggeri tratti di erbe officinali, melissa e salvia. Fine, mediamente intenso, immediato. L’esame gusto-olfattivo accentua le note vegetali con chiusura sapida. Non stupisce ma si fa apprezzare per la sua piacevolezza. Rappresenta il territorio Cileno.

2 – Francis COPPOLA Diamond Collection Sauvignon Blanc 2016 – 13% – CALIFORNIA

Di media complessità aromatica, rivela note di freschezza che ricordano la buccia del pompelmo, la pesca, il melone giallo e la salvia. In bocca sono apprezzabili freschezza e sapidità, e sentori vegetali delicati che ricordano il sedano.

3 - FLEUR du CAP Sauvignon Blanc 2017 – 14% – SUDAFRICA

L’esame visivo rivela nuance giallo paglierino con riflessi verdolini ed una bella luminosità. Al naso intensità e freschezza di agrumi, uva spina, erba fresca. All’assaggio è preponderante il sentore vegetale con una discreta morbidezza e netta sapidità.

4 - SAINT CLAIR Sauvignon Blanc Wairau Reserve 2017 – 12,5% – NUOVA ZELANDA

Naso pulito, fresco, diretto, che consente di identificare immediatamente il vitigno. Le sensazioni olfattive molto piacevoli riconducono al frutto della passione, al germoglio di ribes nero; emergono in successione la salvia, la verbena e l’ortica. All’assaggio si presenta intenso con una apprezzabile freschezza e buona persistenza; chiude con note minerali e agrumate. Proposte di abbinamento: strangolapreti alla Trentina serviti con burro fuso oppure in accompagnamento ad una insalata di polpo, al salmone. Perfetto con l’ostrica.

5 - WOHLMUTH Sauvignon Blanc Klassik 2017 – 12,5% – AUSTRIA

Olfatto vegetale e fruttato, fine, elegante. Le sensazioni iniziali sono il fiore bianco, il bosso, il ribes bianco seguite da profumi di zesta di pompelmo, foglia di pomodoro ed in chiusura un leggero tratto speziato di paprica dolce. Molto persistente ed intenso con finale sapido. E’ un vino ricco, strutturato, importante. Si consiglia in abbinamento con il pollo al forno servito con i peperoni.

6 - BLAZIC Sauvignon 2016 – 12,5% – SLOVENIA

Espressione olfattiva di impatto, con note speziate, muschiate, profumo di pesca gialla matura, frutta esotica a cui seguono sentori vegetali di peperone giallo, erbe, ortica. Corpo pieno con una bella trama, caratteristica nota retro-olfattiva di mandorla amara. Un vino di grande struttura e corpo, piacevolmente complesso.

7 - MARCUS HESS Auener Sauvignon Blanc 2017 – GERMANIA

Colore giallo paglierino con lievi riflessi dorati. Le note olfattive sono leggermente mielate ma non invadenti, seguono sentori di uva spina, basilico, menta, la foglia di ribes nero.  All’assaggio è rotondo, ma elegante ed il legno è percepito in modo discreto, il finale ricorda la frutta tropicale e la frutta in piena maturazione. E’ morbido, sferico, avvolgente.

8 - DOMAINE PABIOT - Poully Fumé Florilège 2017 (vino biologico) - 12,5% – FRANCIA

Note olfattive di grande maturità e complessità: agrumi, frutta tropicale, bosso e menta fresca, radice di zenzero, lieve speziatura di pepe bianco. Vino nel quale acidità e mineralità sono in perfetto equilibrio. Sosta 5 mesi sui propri lieviti indigeni. Le vigne hanno un’età circa 30 anni. Jonathan Pabiot è considerato l’erede di Dagueneau.

In conclusione, un caloroso ringraziamento va al relatore, Roberto Anesi, ed alla Delegazione di Treviso per questa singolare ed unica serata.

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